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lunedì 21 luglio 2025

Il momento in cui qualcosa va storto alla fine arriva

 

E' deciso, per arredare il nuovo salotto comprerò una Kenzia, o forse più di una. Quindi mi sono informato...la Kenzia (Howea forsteriana) è una palma tropicale originaria dell'Isola di Lord Howe in Australia, appartiene alla famiglia delle Arecacee (una delle più antiche famiglie, infatti sono stati trovati resti fossili nel Cretaceo, vale a dire circa 70 - 80 milioni di anni fa).
E poi riflettevo... la comparsa dell'essere umano, Homo sapiens, sulla Terra è stimata intorno a 200.000 anni fa.

Per fare un paragone, la Kenzia è sulla Terra da 80 cm e gli esseri umani da 2 millimetri.

C'è poco da fare, le piante sono gli esseri viventi più longevi e intelligenti del pianeta, lo ricorda spesso Stefano Mancuso nei suoi libri che indagano il mondo verde; sono esseri che meglio si sono adattati alle condizioni di vita sulla Terra. Inoltre, contrariamente agli esseri umani, non distruggono il loro habitat naturale. 

Vivremo anche noi per 80 cm? Inizio a dubitarne

venerdì 20 settembre 2024

I cani hanno dei padroni, i gatti hanno del personale

Anche quest'anno il giardino dei gatti innamorati ha superato l'estate africana. D'altra parte in primavera ha piovuto abbastanza per sistemare le fioriture e poi con la questione del giardino indomito, ho smesso le frivolezze giardinicole, quindi il rustico e il mediterraneo vegetano senza troppe manutenzioni, la pacciamatura di paglia e foglie viene rinnovata e il resto lo lascio fare alla natura. Pure GattaLuna ha apprezzato la libertà di poter imperversare su aiuole e cespugli, il prato invece è sempre stato suo e le lotte con gli intrusi nei cespugli di rose, quest'anno ce le siamo risparmiate. Qui la vediamo in un momento di stizza per essere stata beccata a cagare fuori dalla sua isola di sabbia. Quindi era più il giardino dei gatti incazzati, ma è durato poco.
La situazione talee è in aggiornamento ed adesso mi sono messo in testa di fare una parete verde all'interno della casa dei pescatori, cosa da valutare attentamente, ma forse con il ficus pumila potrei fare un tentativo sulla parete più luminosa che affaccia a sud. 
E se poi si attacca al muro? fa molto giardino d'inverno....

venerdì 7 giugno 2024

Talea di rosa ed altri trapianti fantastici

Ho ripreso gli esperimenti con le piante. una cosa che non facevo da decenni. principalmente perché se qualcosa riesce e inizia a crescere non so dove metterlo. Ora con il giardino dei gatti innamorati le cose sono piazzabili - biodiversità potenziale.
Tuttavia ora l'idea è di rendere gli interni della Casa dei Pescatori una sorta di serra urbana, usando i davanzali a sud come veri e propri terrari di aromatiche. In questo ho trovato bei consigli nei video di Alice. Ed anche la filosofia di Fumio Sasaki (di cui forse scriverò) per gestire il resto della casa, mi pare percorribile e quasi in linea con la mia idea di rinnovamento conseguente al trasloco nel borgo dei pescatori.

Le talee di Potos hanno prodotto belle radici, per ora stazionano in acqua in attesa di nuova destinazione. Ma forse le lascerò in idrocoltura che pare sia la scelta più facile e meno impegnativa a livello gestione piante quando sei in ferie.

La talea di Rosa bianca rampicante invece è in stasi, sono ancora in zona 30-40 giorni per radicare o morire. Molti anni fa ne ottenni una per sbaglio e venne fuori una piantina robusta che devo aver regalato a qualcuno. Ora ne voglio una tutta per me, e ci tengo particolarmente. Avendo deciso che le rose bianche rampicanti fanno parte di quei residui di giardini romantici di inizio '900 che caratterizzavano i quartieri collinari, insomma mi sembra di fare archeologia botanica. Anche se la questione storia delle rose è ancora un argomento da indagare meglio.

La piantina di Campanula ha preso, d'altra parte è una pianta che si può considerare infestante e cresce ovunque senza troppi riguardi. Mi piace molto il colore dei fiori e soprattutto il fatto che abbia una fioritura abbondante e prolungata. Potevo comprarla per un paio di euro, ma vuoi mettere la soddisfazione di vederla crescere da pochi steli?

Invece posso definitivamente salutare le talee di Asparagina. Un esperimento con una pianta che non è proprio il massimo dell'estetica, solitamente cresce a spelacchio e difficilmente produce fiori gradevoli. Quindi ero preparato ad un tentativo senza troppo impegno. Insomma che anche per le piante ci vuole una sorta di affinità e con certe non funziona e basta.

La talea di Rosmarino ha prodotto subitissimo radici e il secondo travaso nel vaso finale ha rinvigorito gli steli. Dopo la bella fioritura primaverile, ora dovrò sorvegliarne il terriccio per evitare che l'afa estiva gli dia il colpo di grazia. Nell'attesa ho coperto di paglia tutta la terra; nel farlo ci sono finiti dei semini di papavero che mi hanno regalato una fioritura violetta purtroppo abbastanza effimera.

Talea di Timo era ferma dallo scorso anno. Due rametti che davo papabili e un pezzo di ramo secco inserito per distrazione e lasciato per non buttarlo. Ha preso il ramo secco, gli altri due sono morti.
Ora sta crescendo, nel vasetto piccolo piccolo, che siccome nemmeno speravo attecchisse avevo buttato un po' di terra dentro il contenitore delle mozzarelle ciliegine.

mercoledì 13 marzo 2024

Come un Pollicino sognatore

Questa cosa del guerrilla gardening era cominciata ai tempi della Bionda, ma poi era naufragata subitissimo, principalmente perché i 'guerrilleros' organizzatori si erano rivelati dei nerd morti di figa. Così la Bionda aveva abbandonato e con lei tutti noi per solidarietà. Ora la Bionda vive oltre oceano e non è facile ri-coinvolgerla. Ma meglio così, perché in rete sulla faccenda guerrilla si trova solo il deserto cognitivo e tutti i siti e rimandi che ho trovato nelle mie zone sono di persone che, passato l'entusiasmo del momento, ora postano la foto del balcone di casa con le piante comprate al vivaio.

Insomma ho deciso che faccio da me, quindi scopro subito che anche il gardening è una questione di speculazione spicciola e le tanto pubblicizzate bombe di semi costano 1 euro l'una e contengono si e no una manciata di semini e tanta terra e argilla. E poi buona fortuna, pregate la dea Flora di farli germinare.
Chiaramente una cosa del genere non era accettabile, quindi da buon genovese-massimo-risultato-minima-spesa ho indagato e rimuginato per scoprire che potevo farmi le semine illegali risparmiando. Quindi 150 gr di semi di lino a 1,99 euro e 150 gr a 2,99 euro di semi di papavero, questi presi al supermercato; a seguire 1 kg di semi vari per canarini a 4,60 euro, nel negozio di animali.
Totale un kg e trecento grammi di semi a 9,58 euro. 
Accettabile.
Adesso che la primavera inizia, ed alcuni giorni sono utilmente piovosi, ho cominciato le semine selvagge e l'unico mio cruccio è che i malefici piccioni passino a mangiarsi tutto, un po' come è accaduto al Pollicino della fiaba, e non potendomi dotare di uno spaventapasseri, dovrò solo sperare che qualcosa scappi all'occhio attento e rapace dei volatili cittadini e sorvegliare le fioriture ad inizio estate.

domenica 14 maggio 2023

Caro paziente ti scrivo così mi distraggo un po'

 Vienna, 1917

Un paziente mi prega di consigliargli un luogo di cura in Riviera. Conosco un luogo adatto vicinissimo a Genova, ricordo anche il nome del collega tedesco che vi esercita, ma non riesco a nominare il luogo per quanto sia certo di conoscerlo bene. Non mi resta che chiedere al paziente di attendere e ricorrere alle donne di casa: ‘Come si chiama quel posto vicino a Genova dove il dottor N. ha una piccola clinica dove è stata in cura per tanto tempo la signora Tal dei Tali?’. ‘Naturalmente proprio tu dovevi dimenticare questo nome: si chiama Nervi’. Devo riconoscere che coi nervi ho abbastanza a che fare”.
(da una lettera di S.Freud.)



Poi un giro al roseto di Nervi e tutto si sistema... anche per chi è sull'orlo di una crisi di nervi.

lunedì 31 ottobre 2022

Il Capelvenere e lo sciroppo contro la tosse

Anche quest'anno la crescita del capelvenere ha permesso di provvedere alla preparazione dello sciroppo contro la tosse. Non ho idea se funzioni davvero o sia soltanto un placebo, tuttavia lo prepariamo da talmente tanti anni che è entrato nel ruolino di marcia della cucina, un po' come lo sciroppo di rose o il limoncino, e tutte quelle preparazioni che i famigli producono.

Dopo la siccità e il caldo secco dell'estate avevo temuto di dover rinunciare, perché la pianta ha sofferto parecchio, ma le piogge autunnali e qualche piccola cura aggiuntiva le hanno permesso di riprendersi molto in fretta.

La tradizione vuole che la raccolta delle fronde venga effettuata alla vigilia di ognissanti ed una fronda, messa sotto al cuscino, aiuti a sognare se un caro defunto sia finito all'inferno o in paradiso. Da piccolo ci credevo, poi la prozia Betty, acerrima partigiana e comunista, al prete che le minacciava la scomunica, sentenziò: l'inferno? quando mi tocca di giro non c'è più posto!

Ma passiamo alle cose serie, e cioè alla ricetta.

📌 100ml di acqua bollente.

📌 30 gr di foglioline fresche sminuzzate (+ scorza di limone o zenzero e due baccelli di cardamomo).

Versare l'acqua sulle foglie, la scorza del limone e il cardamomo e lasciare macerare per tre ore coperto, poi filtrare, aggiungere miele o zucchero di canna in ugual peso del liquido e addensare a bagnomaria. Travasare in una bottiglietta sterile e chiudere. Si prende a cucchiaini, due volte al giorno lontano dai pasti.

Funziona? non lo so! a me pare sia lenitivo, soprattutto per la tosse notturna, ma nel caso essendoci il limone è un ottimo digestivo.

domenica 31 luglio 2022

Il giardino dei gatti assetati - i fiori

 Le fioriture primaverili sono state caute, sempre per via delle mancate piogge. Bene il pero, che è durato poco e per il resto nell'estate torrida e siccitosa chi resiste fa quel che può, potrei dire che se non piove come si deve, la situazione diventerà drammatica, ma ho idea che lo sia già. La mia percezione è che sia la metà di agosto, poi guardo il calendario e mi scappa un sospiro. Quindi:

- L'oleandro bianco - la capacità di crescita di questa pianta è stupefacente, la posizione scelta deve essere stata felice perché il suo compare rosso vivo si è spento quasi immediatamente. C'è anche da dire che sono piante abbastanza rustiche, non a caso le mettono in autostrada per separare le corsie di marcia. I meriti di questa pianta oltre ai bei fiori sono pochini, pare tenga lontani gli insetti e per il resto è velenosa, per questo motivo vegeta in una parte scoscesa del giardino indomito, chiamata il dirupo, zona inesplorata in cui convive con la betoniera rossa del Boccia ed altre entità a noi sconosciute.

- La bouganville - nelle intenzioni doveva dare quel tocco Cote d'Azur adatto alle serate conviviali, dove si possono anche nutrire spavaldamente le zanzare a patto di avere un tasso alcolemico alto. In alternativa coprire il muro di contenimento salvandoci da tale bruttezza. Ma tentenna e forse meglio così, perché oramai la vedo ovunque e mi puzza di quelle pianticelle di moda - status symbol per aspirazionali. Forse lo ha capito anche lei e resta un cespuglietto rado ma grazioso. Invece la dipladenia è scomparsa divorata dai bruchi e pace all'anima sua.

- L'agapanto - ha oramai conquistato una zona davvero ampia del dirupo e bene così, perché la crescita fitta impedisce la comparsa di altre cose più fastidiose da gestire, siccome la zona confina con la strada, cosa ci sia sotto il fogliame a parte gatti e cinghiali non è dato saperlo, ma poco importa. Stagionalmente qualcuno si avventura con un sacco nero per dare una ripulita e per il resto gli attribuiamo la dicitura hic sunt leones. Sembra la pianta che meno di tutte ha patito la siccità, ma qualche secchiata di acqua qui è là è stata distribuita.

- Il rosmarino - pianta spirituale dicono alcuni, cresce e anche lui gode della mia benevolenza e di acqua quando c'è il caso, come la salvia è utile quindi tenuto d'occhio. Ai gatti non pare interessi e per questo si salva da molti danni che le bestiole possono causare alle piante, tipo picchiarcisi dentro. Ne crescono due tipi, il prostrato e questo a cespuglio, qual è il migliore per la cucina? entrambi. Aroma e vitalità non mancano e si possono ricavare interessanti tisane, insaporire soffritti e arrosti e tutte quelle buone cose, comprese le marmellate, in cui l'aroma di questa pianta è richiesto e gradito.

- La bella di notte - poteva mancare una pianta tanto tenace? NO! comunque vadano le cose lei i suoi semini li butta e anno dopo anno scompare e ricompare con una regolarità rassicurante, bei fiori profumati, da cui i gatti si tengono saggiamente a distanza, infatti è velenosetta, un po' come l'oleandro. Finora non ha mai dato problemi, forse per quello sopravvive indisturbata.

- I girasoli nani - sono la novità della stagione, anche se non è chiaro chi abbia messo i semi, e soprattutto se il prossimo anno il fenomeno si ripresenterà. Nessuno pare volersi prendere questa responsabilità. Tuttavia sono graziosi ed inutili. Io che invece vorrei una serie di piante per giocare all'erborista, resto così deluso da queste apparizioni fugaci, preferendo una piccola siepe di origano o maggiorana, oppure il timo-limone che trovo delizioso sul pesce alla piastra.





- Le rose - sono la nota dolente del periodo, lasciate al loro spinoso destino evidentemente non sono adatte ai giardini indomiti, a meno che non siano rose canine e non è questo il caso. A me pare comunque che se la cavino benissimo, ma le zie dicono con insistenza di spostarle altrimenti inselvatichiscono, termine misterioso a cui non saprei bene quali conseguenze attribuire. Ma soprattutto non saprei dove altro metterle. Quindi preferisco che restino dove sono, visto che ci stanno da almeno una quindicina di anni, al più mi impegnerò in una potatura e qualche cura da giardino degna di Miss Marple.
Nel frattempo io e GattaLuna ci dedichiamo alle letture estive, Gran Hotel Europa è un romanzo ambientato tra Genova e Venezia, e come sempre Ilja riesce a definire politica e persone con quel suo taglio da neorealismo sporco che mi piace tanto. Leggerlo sapendolo un romanzo d'invenzione è divertente, ma poi quando sotto alla crosta si scorge la verità, non tanto dei fatti o dei personaggi, quanto certe considerazioni sull'Italia e sui genovesi, ecco un po' di amaro in bocca resta. Ma in fondo la verità, soprattutto quando si parla dell'Europa, appare sempre scomoda.

domenica 17 luglio 2022

Erbario o qualcosa del genere

Ho deciso di destinare il balcone alle succulente, principalmente perché sono piante che richiedono poche attenzioni e pochissima acqua; dopo lo sbarazzo causato dai lavori c'era anche bisogno di una sistemazione minimal. Ma soprattutto cercavo piante che non dessero problemi in caso di viaggio. Quindi ho limitato la faccenda ad otto vasi quadrati, sistemati in quattro fioriere identiche, solo sui lati corti del balcone. Le piante che ho usato sono reduci da un'esposizione infelice e alcuni trattamenti inadeguati che hanno complicato la faccenda crescita. Comunque dopo potatura e rinvaso e una ricca pacciamatura, sono sopravvissute. Io in questi casi scalpito sempre per avere dei vasi rigogliosi, ma con le succulente la fretta non è amica dei risultati. Nell'attesa...

1 - Echeveria elegans rose - per riconoscerla ho dovuto aspettare che fiorisse e poi usare l'app di PlantNet. Credo sia l'unica che non ha sofferto troppo il trasloco, e non è nemmeno stata attaccata dai bruchi, così quest'anno l'ho separata ricavandone varie talee che ho regalato in giro. Ha patito un po' i pidocchi neri, che hanno infestato i fiori, ma sono scomparsi grazie al passaggio di provvidenziali coccinelle.

2 - Aptenia cordifolia - arrivata da talea era cresciuta in lunghezza, con pochi rami striscianti, così a primavera l'avevo potata, per ottenere un cespuglietto compatto. La cosa ha funzionato ed ora c'è già qualche fiore, pochi rispetto a quelli che speravo, ma pare fiorisca in proporzione al soleggiamento. Il massimo della fioritura tuttavia credo lo farà il prossimo anno. Non mi da l'idea di una pianta delicata, ma ho preferito metterla in una posizione riparata dalla tramontana.

3 - Delosperma lehmannii - pensavo di averlo perduto, perché era cresciuto in lunghezza e con fusti fragilissimi e filanti, invece tornare in pieno sole lo ha rinvigorito, cosa che lo ha impegnato per tutta la primavera e buona parte dell'estate. Per adesso niente fiori, ma è già una soddisfazione vedere le foglie dal bel colore grigio verde infoltirsi e riempire il vaso.

4 - Sedum palmeri - questa pianta è molto robusta ed anche se la fioritura primaverile è stata scarsa si è ripresa benissimo ed ha sviluppato una chioma folta e robusta. Sono scomparsi anche gli afidi che avevano iniziato ad infestare alcuni ciuffetti.

5 - Crassula Ovata - è cresciuta in altezza e non me lo aspettavo, per il futuro dovrò tenerla controllata perché non voglio che salga troppo, la zona dove c'è il vaso è ventosa e mi spiacerebbe si ribaltasse. Era stata attaccata da una specie di bruco che ne aveva mangiato le foglie, ma dopo una disinfestazione manuale e il trasloco sul balcone si è ripresa bene. Le foglie cresciute all'ombra hanno preso un brutto colore marrone e sono diventate opache, ma cedono lentamente il passo a quelle nuove, di un verde brillante con i bordi rossi.

6 - Piantina misteriosa - non riesco ad identificarla perché se non fiorisce PlantNet non la riconosce e mi segnala cose totalmente diverse. Ha una consistenza gommosa ed un colore tra il verde e il marrone, non è secca ma non cresce, sembra una sorta di stasi invernale che però dura da quando l'ho traslocata. Quindi ho deciso che resta nel vaso sino a nuovi arrivi di talee migliori, o magari si decide a crescere.

7 - Sedum rupestris - anche lui era in stasi, ma dopo il trapianto ha dato evidenti segni di ripresa, infoltendo la chioma e irrobustendo i fusti. Di quattro piantine iniziali ne erano sopravvissute due e il trasloco mi aveva fatto temere il peggio. Ora sembra essersi ambientato bene.

8 - Sedum rubrotinctum - è arrivato da due mesi per piccola talea, per ora sembra sopravvivere, spero nei prossimi mesi di poterlo veder crescere, avendogli destinato il vaso definitivo. Il colore delle foglie è gradevole e la crescita promette un bel cespuglietto che se diventa come la pianta madre, sarà fitto come piace a me. Non pare fiorisca, ma poco importa.

9 - Tillandsia - non hanno mai dato problemi, salvo che nel trasloco è stata schiacciata e si è rotta, così ne sono nate varie versioni di misure differenti. Per ora le ho sistemate tra i vasi appendendole ai portavasi. Alcune fioriscono altre no, io ho deciso che lascio fare, perché se c'è una pianta che non ha bisogno di niente salvo una spruzzata d'acqua ogni tanto è proprio questa.

10 - Capelvenere & Ruine de Rome - l'ho travasati nella ciotola, perché iniziavano a star stretti, tutto bene sino a che non è arrivata l'afa. Benché in ombra il capelvenere ha patito il caldo lasciando seccare alcune fronde, la Cymbalaria muralis invece ha subito gettato rametti e moltissimi minuscoli fiori verso il bordo del balcone creando una cascata tipica delle piante rampicanti prostrate. Io lascio fare anche in questo caso. Unico fastidio è controllarne il terriccio che non deve seccare troppo. Infatti le due piante hanno necessità assai differenti. Una regge bene il secco, mentre l'altra ama un clima da sottobosco. Ho trovato che sistemare un sottovaso in cui ristagna un poco di acqua aiuta l'esigenza di umido del capelvenere.






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Aggiornamento sulla piantina misteriosa: questa è una foto di quando mi è stata regalata, sono circa sei o sette piantine in un vasetto piccolo, da 6 cm di diametro.

Pl@ntNet me la individua come Migliarina Legnosa (polycarpon policarpoides) ma non è la stessa foglia...
Qui è com'è ora con questi steli molli che ciondolano e sembrano di gomma.









lunedì 4 luglio 2022

Il giardino dei gatti assetati - la frutta

Anche quest'anno il giardino indomito ha dato poco da fare. Le piante tuttavia avevano bisogno di acqua, ma ahimè Giove Pluvio è stato parsimonioso quando non avaro.
Così sono seccate un sacco di cose, sono seccate le rose, e parte delle erbe spontanee che mi servono per le insalate; anche il confinante pur avendo un bell'orticello tradizionale, in cui zappetta tutti i giorni, ha avuto le sue grane, non con la siccità ma con i cinghiali, che gli hanno devastato il devastabile sia prima che dopo l'apposizione di barriere anti-cinghiale, utili solo a mantenerli in allenamento per il salto.



Quindi la questione frutta: 
il pero ➪ pera
Questo è il primo anno in cui riusciremo a raccogliere qualcosa di interessante, sempre che i corvi ed altri uccelli non decidano diversamente. Dopo un'infestazione di ruggine e poi mal bianco, disperavo di ricavarne qualcosa, ma la faccenda si è sistemata con una buona potatura ed una serie di accortezze poco chimiche. Sembra abbiano funzionato. Per parte mia oltre qualche frutto da destinare alla tavola, prevedo marmellate con pere e zenzero.
il melograno ➪ melograna
Pianticella ornamentale, si narra che fu venduto come bonsai di pianta adulta, poi trapiantato al lato della scaletta che porta in casa. Sia come sia, è gradevole per i fiori, niente profumo od altri benefit. I mini melograni prodotti, amari e asciutti, praticamente inutilizzabili se non per far giocare i gatti. Devo scoprire se serve per qualche preparazione erboristica.
l'uva ➪ fragola
Cresce un po' ovunque, il pergolato, dopo la riparazione del tetto non è più stato ricostruito e così lei si arrangia dove capita. Anche per questa pianta la produzione di grappoli è casuale e lasciata alla golosità dei passeri. Si narra che un tempo i nonni riuscissero a ricavarne un ottimo fragolino frizzante. Ma sono abilità perdute da diversi lustri. A noi oggi già sembra un lusso poterne mettere qualche grappolo sulla tavola.
i limoni ➪ limonano
Forse gli unici a produrre sempre e comunque, anche quest'anno promettono grande raccolta, ottima per tutti gli usi interessanti che si possono fare con questi frutti. Insomma la pellagra anche quest'anno è scongiurata. Quindi marmellate, bucce candite, limoncino, spremute e chissà che altro ci inventeremo pur di non sprecarne nemmeno uno.
L'alternativa che stiamo valutando è lo scambio con un confinante che promette pomodori cuore di bue per eguale peso di limoni. Insomma che tornare al baratto è il futuro.
il fico ➪ eh ma allora!!!
La proprietà di questa pianta non è certa, e viene contesa a comodo. Quando c'è da raccogliere è nostra, quando c'è da potarla è del vicino. Nel dubbio a volte è di entrambi, ma in ogni caso non c'è mai molto raccolto da spartire e davvero poco da lavorarci. Le cronache di un tempo lontano narrano che i suoi frutti venissero usati per la preparazione delle tartellette ai fichi, la cui ricetta compare nel libro di cucina della prozia Elvira. Forse un giorno mi cimenterò in questa golosità d'altri tempi, nel frattempo ci limitiamo ad una blanda raccolta per la tavola della domenica.
il caco ➪ vabbè.
I frutti di questa pianta non piacciono a nessuno, io li trovo buoni ma non ne vado particolarmente ghiotto. Anche impiattati con il marsala come consigliano alcuni buongustai. L'eccedenza resta a disposizione di chi li vuole, principalmente gli uccelli. L'albero lo apprezziamo per l'ombra, e piace molto ai gatti per salire a caccia di tordi. Molti frutti cadono prima di maturare e così li trovano i cinghiali o me li prendo in testa quando sono a leggere in giardino.

la betoniera ➪  betona
Il confinante da nord, soprannominato IlBoccia, invece si ostina a mantenere la betoniera rossa a segnare il confine. Io lo odio per questo fastidioso baluardo alla sciatteria e da tempo ho smesso di tagliare i rovi in quella zona, regalandogli una ricca proliferazione di more, che lo fanno bestemmiare quando si approssima al capanno, ma ottime da mettere a guarnizione sul gelato ai frutti di bosco. La cosa utile è che da quel confine non c'è passaggio per i cinghiali, ne per altre forme di vita intelligenti. Quindi è come avere un tratto invalicabile del muro di Berlino, che in famiglia diventa il muro della belina.
la gatta ➪ gatteggia
Quanto ai gatti dello scorso anno, la stragrande maggioranza si è estinta, non sappiamo se naturalmente o meno, e poco importa. Forse qualcuno è sceso a valle coi cinghiali; resta stoica GattaLuna, e tanto ci basta. Fonti non confermate narrano che abbia affrontato un cinghialetto dandogli una severa zampata sul grugno, ma anche questo evento eroico ha poca importanza per un gatto indomito, è cosa di normale amministrazione. Come spesso accade non mi molla un attimo, quando siamo in giardino assieme vuole stare in braccio. Ma è una compagnia piacevole e ci sopportiamo amabilmente.

venerdì 1 aprile 2022

Ruine de Rome

Così la chiamano i francesi, la sua origine italiana e il suo affetto per le pietre antiche gli valsero il nome volgare di rovina di Roma

E penso siano state le rovine della Roma del XVIII secolo ad aver incuriosito i viaggiatori, ed anche Joseph Gaertner, un botanico tedesco che classificò la pianticella nel 1753. Ovviamente oggi sappiamo che la rovina di Roma furono i vandali e non questo innocuo rampicante dalle radici superficiali. Nessuna tecnica colturale, niente travasi o complicate concimazioni, solo un po' d'acqua e normalissimo terriccio. E magari un edificio millenario su cui crescere liberamente.


Quindi mentre sistemavo il vaso del capelvenere nella sua nuova posizione, all'ombra delle arelle, mi sono chiesto se era necessario togliergli da sotto questo piccolo fiorellino, la cymbalaria muralis, oppure le due piante riusciranno a convivere senza soffocarsi a vicenda. Per adesso la presenza dei fiori, piccoli ma perfetti, mi ha trattenuto dal farlo. Vedremo con il progredire della crescita cosa accadrà. Alla peggio, ho pensato, visto che le foglie si possono usare per arricchire l'insalata...

sabato 29 gennaio 2022

C'è sempre qualcosa da fare e da disfare

Ulysse è partito, prima di salutarci abbiamo controllato per bene dalla finestra tutto quello che succedeva. I ponteggi recedono, il vai e vieni degli operai ha catturato la sua attenzione al pari dei voli spericolati dei piccioni, così è stato un arrivederci cordiale. Anche se lentamente, il balcone è tornato praticabile e preso dall'impazienza ho riposizionato le piante sulle fioriere esterne, assieme a quelle che si erano ambientate in casa, queste ultime non sono proprio l'immagine della vitalità. Devo ringraziare quell'infame la mia collega dal pollice pseudo verde che mi ha rifilato un flacone di sangue di bue, spacciandomelo come toccasana universale. E invece? un casino. E' un concime troppo azotato, veleno per le succulente che amano quelli ricchi di potassio. Conseguenze? crescita scompigliata, afidi e larve, cosa che associata all'esposizione pessima ha causato l'ecatombe. 
Ma qualcosa si è salvato, e per la prossima primavera ho deciso di tornare ai microorganismi effettivi, adatti per ogni tipo di pianta e terriccio. Ho riattivato la pacciamatura, quella di bucce e foglie, i risultati erano stati ottimi, quindi riprenderò la pratica. Il piano B prevede una visita al vivaio.  Finito il periodo rumore&polvere, inizia quello delle grandi pulizie, sarà come fare un nuovo trasloco ed occasione per sbarazzare un po' di ciarpame. Insomma la casa minimal che tanto mi piace!

domenica 26 settembre 2021

Piccole piante crescono: il Capelvenere


Il capelvenere prosegue la sua crescita, a settembre 2020 era poco più che una timida piantina, e adesso eccolo. Ha passato l'inverno in casa, in bagno, luogo umido e luminoso. In primavera avrei dovuto trasferirlo sul balcone, ma le impalcature hanno impedito il passaggio, nonostante questo ha dato i primi segni di ripresa vegetativa e poi all'inizio dell'estate ha infoltito la chioma in poche settimane. 
Ho quindi approfittato subito della crescita per una sfoltita alle fronde, utile per la preparazione dello sciroppo di capelvenere. 
Purtroppo la chioma ha fornito solo 15 grammi di foglioline, poi ho seguito una ricetta trovata in rete per la preparazione dello sciroppo, a cui ho fatto un'unica aggiunta, il succo di limone e una spolverata di cardamomo per aggiustare il gusto ad un preparato che diversamente ha il sapore della paglia secca.
E quindi ora sono pronto ad affrontare i malanni invernali in modo naturale. E se così non accadesse lo userò come tonico corroborante.
Il resto delle piante per fortuna resiste al confino forzato, e spero presto di poterle riportare nella loro postazione definitiva, dove godevano di luce e sole sufficienti per una crescita ottimale.

giovedì 19 agosto 2021

Cronache dalla cucina dei gatti affannati

Come era prevedibile la raccolta dei limoni ha prodotto una buona quantità di frutti, erano talmente maturi che è bastato toccarli perché si staccassero dal ramo. Sulle cime ci sono già i piccoli limoni verdi pronti per la crescita del prossimo anno, una cosa che invece non ricordavo è che l'albero ha le spine e quindi qualche accidente è partito. Devo informarmi se sia il caso di fare una potatura a marzo, per ora mi sono limitato a togliere alcuni rametti secchi ed a perimetrare il terreno sotto all'albero con uno strato di paglia e sterpi. Per la prossima primavera ci sarà da concimare con cenere e fondi di caffè, e magari qualche annaffiatura con gli Effective Microorganisms E.M.


 

Così sono iniziate le conserve estive. Parte della buccia è stata usata per la macerazione in alcol in vista della preparazione del limoncino, invece il resto del frutto è finito il pentola per la marmellata. Quest'anno ho voluto provare i barattoli della Bormioli, più che altro perché quelli recuperati erano finiti. Tra le tante ricette trovate in rete ho adottato quella che prevedeva la minor quantità di zucchero. Ho anche deciso di fare due tipi di marmellata, la classica al limone e limoni e zenzero. Lo zenzero aggiunge un tono piccante e la userò per le crostate o per i cornetti. Il limoncino invece segue la ricetta classica che ci tramandiamo da decenni, con zafferano e cannella nelle dosi giuste per dare un sentore speziato senza coprire il gusto del limone.

Ad osservare tutto con grande attenzione quest'anno c'è Pepe, a cui non sfugge nulla, ma difficilmente troverà qualcosa di alimentare adatto ai suoi gusti. Tuttavia presidia forse sperando in qualche croccantino per essere mandato via.

C'era anche una mezza idea di tralasciare il quotidiano e scrivere su fatti di cronaca di cui mi occupo molto marginalmente, parlare di Gino Strada e l'offesa di Biamonti, preoccuparmi dei roghi dolosi che mostrano quanto siamo deficienti (inteso come deficere) in fatto di tutela dell'ambiente, e poi sulla fuga da Kabul di migliaia di disperati, tuttavia mi sono detto: perché incupirsi per cose a cui non posso porre rimedio?
Ma il periodo testa-vuota mi impone pochi e semplici pensieri.

Novità dal giardino: l'arrivo di due vasi di dipladenia (??? o altra pianta fiorita per ora misteriosa), che sistemerò come rampicante decorativo, e spero presto coprente, sul muraglione di cemento del posteggio. Avevo pensato ad una copertura di gelsomino, ma al vivaio non ne avevano e così il vicino ha pensato di rifilarmi due delle sue protette, che spero non muoiano prima del trapianto in terra previsto per la fine della fioritura, oppure per la primavera prossima.

mercoledì 9 settembre 2020

Adiantum capillus-veneris



Altra pianta recuperata in giro da talea e rizoma. Cresce spontanea sul muretto della scuola, in una zona ombreggiata ed evidentemente umida. Ne ho preso un pezzetto che cresceva tra i mattoni con una buona parte di rizomi, senza badare troppo alla stagione ed al periodo di propagazione, che sicuramente non era luglio, ma devo dire che se all'inizio ha stentato a crescere, ad un certo punto le fronde si sono seccate e temevo sarebbe morta, ora invece pare si sia ripresa benissimo.

E'stato sufficiente coprire il terriccio con una buona pacciamatura di foglie e spostare il vaso sul davanzale della finestra del bagno per farla riprendere e vederla crescere rigogliosa.

Le nuove fronde sono delicate e chiare e ricordano davvero la morbidezza dei capelli di una dea, come dice il suo nome, ed hanno un profumo di sottobosco.
La coltivazione è abbastanza semplice, in fondo si tratta di una pianta rustica, ha bisogno di acqua e umidità regolari e l'ambiente del bagno aiuta a fare il resto.

Altra cosa interessante è il suo possibile utilizzo per farci delle tisane, e sono davvero curioso di provarne il gusto non appena ci sarà una quantità di fronde sufficienti.

La ricetta dell'infuso che ho trovato in rete infatti prescrive piccole quantità, ma le fronde sono davvero molto sottili e leggere e penso ne serviranno molte, e per adesso preferisco lasciarla crescere indisturbata.

domenica 2 agosto 2020

Aptenia Cordifolia



Si chiama così questa pianta che ho raccolto come piccola talea lo scorso anno. L'avevo lasciata che era poco più di un timido germoglio e la ritrovo ben radicata.
Il riconoscimento l'ho fatto tramite app; tra le molte che ho provato Plantnet mi è risultata la più pratica ed affidabile. Tuttavia ho notato che riconoscerle per foglia spesso è un problema, in quanto le piante con foglie simili sono moltissime e spesso l'app si confonde e fornisce suggerimenti multipli che ho trovato difficili da gestire. Con il fiore o il frutto invece si va a colpo sicuro.

Quindi da: bella piantina con fiori lilla presa a Vesima, sono passato a: aptenia cordifolia.
Nel frattempo lei ha usato la primavera per crescere e questa estate mi sta regalando dei bei fiori. Purtroppo non tantissimi, per via dell'esposizione in mezzo sole che a quanto pare ne limita la produzione.

La gestione sarà abbastanza semplice, poca acqua nel caso non piovesse, travasi e concimazioni non sempre necessari, cure invernali minime. La tecnica colturale delle succulente è facile e adatta a chi, come me, non desidera piante troppo impegnative.

Altra cosa che ho scoperto girando in rete è che le foglie sono edibili e quindi adatte per arricchire le insalate estive, cosa ottima che coniuga l'esigenza di potature per mantenere una chioma compatta alla novità di avere qualcosa di diverso dal solito basilico sul davanzale. Tuttavia dovrò aspettare che la chioma sia più folta prima di cominciare.