martedì 30 giugno 2026
Andale Andale, scatta un paio di foto, poi mandale
venerdì 26 giugno 2026
Del resto, se importi il terzo mondo, diventi il terzo mondo
In questi giorni Genova è al centro di una serie di questioni pesanti, con sicurezza e degrado sociale arrivati al capolinea, ed i reati si accumulano, morti compresi. E io sono combattuto perché cerco di ragionare cercando di evitare gli stereotipi, per capire non tanto cosa stia succedendo, quello è molto chiaro, ma come le istituzioni pensano di affrontare il problema.
Perché la frase più pronunciata da chi vive ogni giorno questo disagio (me compreso) è: ci siamo rotti il cazzo!
E la risposta delle istituzioni è: non alziamo i toni. (Salvo poi scannarsi in consiglio comunale).
domenica 21 giugno 2026
Non si può lucidare uno stronzo... ma puoi arrotolarlo nei brillantini
mercoledì 17 giugno 2026
I buoni tendono a non durare
E adesso il lieto fine:
domenica 14 giugno 2026
Il sacro catino - breve storia di un'insalatiera verde
giovedì 11 giugno 2026
Dovremmo essere tutti un po' Franti
sabato 6 giugno 2026
Il mondo è dei furbi grazie agli scemi
Il mondo medico scientifico l'ha individuata e la chiama 'nebbia cognitiva'. E finalmente posso anche io dare un nome ad una serie di fenomeni che avevo spicciamente catalogato come: imbecillità diffusa. Cose che per me erano una summa di concause, tipo: l'insegnamento scolastico mediocre, la famiglia disfunzionale, l'analfabetismo di andata e ritorno, l'alzheimer precoce, la demenza senile, il deficit cognitivo, la caduta dal seggiolone, il forcipe alla nascita, il disturbo da Stress Post-Traumatico (da cui scemo di guerra), ADHD, l'effetto di sostanze psicotrope, psicofarmaci, alcool, droghe.
Quindi da oggi non dirò più: quello è un coglione, perdendo poi il mio tempo ad individuare la patologia specifica. Dirò: nebbia cognitiva e sarà tutto dire, parola onnicomprensiva. Sperando che non diventi qualcosa utilizzabile per essere scagionati quando le conseguenze si fanno gravi.
Qualche esempio di questa cosa lo indico, fatti di cronaca recenti, anche per certificare un mio primigenio scetticismo, episodi che mi hanno chiarito meglio il problema e la sua estensione:
- Il tipo che durante la sesta tappa del giro d'Italia tenta di far cadere i ciclisti in volata.
- Il vigile che spaventa i cavalli della parata del 2 giugno sparando petardi.
- Il pusher che in pieno giorno trascina il cadavere di un cliente ucciso nel parco pubblico.
Poi mi sono ricordato di un film che avevo visto molto molto tempo fa e che era a tutti gli effetti una storia ante litteram di nebbia cognitiva. È un film francese del 1995, Il buio nella mente, quale titolo migliore. Tratto dal romanzo La morte non sa leggere di Ruth Rendell.
E concludo con la fine del romanzo.
«Eunice Parchman sterminò la famiglia Coverdale perché non sapeva leggere, perché non sapeva scrivere.
Non c'era movente, non ci fu premeditazione: non ottenne denaro, né sicurezza. Unico risultato del delitto fu che non solo una famiglia e un villaggio, ma l'intera nazione seppe dell'analfabetismo di Eunice Parchman. Per sé non ottenne niente, se non la rovina totale. Da sempre, nella sua mente distorta, c'era la convinzione che non sarebbe mai stata in grado di avere successo. Eppure, sebbene la sua amica e complice fosse pazza, Eunice non lo era. Possedeva quella terribile e realistica lucidità dell'atavica scimmia travestita da donna del ventesimo secolo.»
A seguire un video esplicativo.
domenica 31 maggio 2026
La storia non è altro che un diario di guerra
Oggi lo sappiamo, quel monumento rappresenta il massacro di 13 mila soldati liguri; ed è anche andata bene perché solo il 44% degli arruolabili finì al fronte, contro il 74% di altre regioni. Ma la questione fu che mandarono in trincea contadini e operai impreparati alla guerra, ma decisi loro malgrado a difendere un orgoglio nazionale che era prerogativa di altri.
Siccome siamo in epoca di risultati, ecco qualche considerazione strappata alla chat GPT:
La I guerra mondiale costò all'Italia 148 miliardi di lire dell'epoca (il doppio di quanto lo Stato avesse speso in tutta la sua storia dal 1861 al 1914).
Provocò un'inflazione galoppante che distrusse i risparmi della classe media. Causò una brutalizzazione della società che portò direttamente alla nascita del Fascismo.
A questo aggiungo un bilancio di 650 mila soldati italiani morti. A questo numero bisogna poi aggiungere i decessi causati dalla pandemia Spagnola, altri 600 mila civili, a cui si aggiungono i 600 mila decessi per conseguenza diretta dei bombardamenti sulle città.
In estrema sintesi, durante la guerra morì il 3,5% della popolazione italiana.
A questo punto mi chiedo: ha senso avere una piazza con uno scatolone di pietra che ricorda una delle pagine più tristi della storia patria? Ha senso circondarsi perennemente di simboli e memorie di tragedie se poi puntualmente queste disgrazie vengono riprodotte e ripercorse a cadenza quasi regolare, e in tutto questo troviamo pure giustificazioni nobili, orgogli indotti, sacrifici accettabili, bramosie territoriali ed economiche ineluttabili, e pure benefici, ma solo per pochi ed a spese di molti, spesso di altri.
Mi è difficile scorgere l'orgoglio nazionale in tutto questo, ravvedo una scellerata politica di autodistruzione, una vergogna, per uno Stato che mandò al massacro un'intera generazione, che in tre anni bruciò 50 anni di risorse economiche utili per creare benessere, si ritrovò gli istituti pieni di invalidi, disadattati e orfani, e causò un disagio sociale impressionante.
Poi nel giugno del 1942 qualcuno ci trebbiò pure il grano |
martedì 26 maggio 2026
Viviamo di sentito dire
giovedì 21 maggio 2026
Non sarà il canto delle sirene ad addormentarci il cuore
domenica 17 maggio 2026
Il passato è un sogno da cui ci svegliamo ogni mattina
martedì 12 maggio 2026
110 a 0 - L'autopsia dell'arte italiana
mercoledì 6 maggio 2026
I social network ed il problema degli haters
sabato 2 maggio 2026
Finché eravamo giovani Era tutta un'altra cosa Chissà perché?
Passando a cose serie invece, in questi mesi, in città infuria la polemica sulle nuove obliteratrici. Sono complicate da utilizzare. E quindi mi chiedo: come mai un'azienda con un buco di bilancio di 280 milioni di euro, decide di rottamare le vecchie timbratrici a inchiostro e sostituirle con le nuovissime a lettura QR code?
Rimarco che il primo disagio è riuscire a farle funzionare, il secondo è ricordarsi a che ora scade il biglietto, perché l'orario di inizio viaggio non compare. Bisogna ricordarselo.
Oggi le stime dicono che sulla quantità totale di multe, viene recuperato il 3% (tre per cento) e c'è pure un ufficio apposito per il recupero, ma sempre il 3% rimane. Il 97% invece non paga e la multa la butta appena scende dal bus.
Non serve un genio per capire che il sistema è inefficace; ma non solo quello delle multe, anche quello delle nuove timbratrici. Non funziona ma ci si ostina a far finta che funzioni, ciecamente, ottusamente. A chi lo fa notare si oppongono inutili quanto improbabili soluzioni.
L'importante è fare muso duro e multare chi si ostina a non voler pagare, anche quando è una vecchina di 90 anni che ingenuamente chiede al controllore di verificare se è riuscita a timbrare il biglietto con il nuovo sistema a QR code. A questa nonnina consiglierei di entrare orgogliosamente a far parte di quel 97%. di persone che se ne fottono del sistema e non pagano le multe.
Questo entra nei discorsi di una burocrazia fascista (di cui accennavo nel post del 25 aprile) arrogante e totalmente disconnessa dai problemi reali dei cittadini, che prosegue a imporre senza comprendere. E così facendo imbocca soluzioni tecniche e metodologiche palesemente inefficaci, improbabili, improvvisate, quando non impopolari, ma incredibilmente costose.
giovedì 30 aprile 2026
Noi vogliamo sapere, per andare dove dobbiamo andare, per dove dobbiamo andare
1) Se non ci fossimo stati noi in Usa si parlerebbe francese.
2) Anche noi abbiano ristrutturato la Casa Bianca nel 1812.
martedì 28 aprile 2026
Ave Trump - morituri te salutant
sabato 25 aprile 2026
Anche se un serpente cambia pelle resta sempre un serpente
domenica 19 aprile 2026
Non è "solo" un gatto
mercoledì 15 aprile 2026
Controllate Hormuz e nessuno ci romperà più il cazzo
venerdì 10 aprile 2026
Decisioni prese male, ma con grande convinzione
sabato 4 aprile 2026
Il male può avere un volto qualunque
domenica 29 marzo 2026
E facciamole 'ste nozze coi fichi secchi
sabato 21 marzo 2026
Come ti muovi sbagli
martedì 17 marzo 2026
Fai una giravolta, falla un'altra volta e vattene affanculo
martedì 10 marzo 2026
Dubai bombe e guai
venerdì 6 marzo 2026
Certi tipi di persone
sabato 28 febbraio 2026
Il fuoco brucia santi e criminali allo stesso modo
Pompei è una città sospesa, una città fantasma che racconta di un tempo lontano, con uno stile di vita oggi inimmaginabile, e lo fa in modo tragico e vero. Non è solo un sito archeologico, è molto di più. Sarà per questo che la vita, dopo duemila anni di oblio, ci scorre dentro come acqua in un canale.




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