sabato 26 settembre 2026
Questo non è amore, è omissione educativa
lunedì 21 settembre 2026
La città come contenitore per mandrie
giovedì 17 settembre 2026
Non è segno di salute mentale essere ben adattati ad una società profondamente malata
domenica 13 settembre 2026
È quello che fai dopo aver sbagliato che conta
giovedì 10 settembre 2026
L'ipotesi del mondo giusto
sabato 5 settembre 2026
Rimarrà quello che siamo stati per gli altri
Finalmente dopo trent'anni e tanti morti innocenti, il vero colpevole ha un nome.
martedì 1 settembre 2026
Nessun posto è lontano, se dà senso al vostro viaggio
lunedì 24 agosto 2026
Da noi la tragedia vira costantemente in farsa
Credo che molto presto tutta la faccenda del furto delle tavole di Antonello da Messina verrà insabbiata, dai media ovviamente, i detective invece proseguiranno a brancolare nel buio assieme a quelli che stanno ancora cercando i gioielli rubati al Louvre. Dalle notizie strombazzate in rete trovo ci siano tutti gli elementi per pensare ad un furto su commissione, anche se gli autori hanno lasciato metà del bottino nel vicolo, e forse proprio grazie a questo, qualcuno, pare un passante, ha potuto dare l'allarme alla polizia. Sì perché, sempre stando alle cronache, i quattro custodi erano distratti da altro, e dopo aver spento l'allarme hanno proseguito a farsi i cazzi loro.
Spoiler: il 29 agosto del 1971, stesso museo, stesse opere. All'epoca il bottino fu recuperato a Zurigo otto mesi dopo. Ma a quanto pare i musei siciliani sono spesso preda delle attenzioni dei ladri. Troppo spesso direi.
giovedì 20 agosto 2026
Divertitevi ora. È più tardi di quanto crediate
sabato 15 agosto 2026
Le masse preferiscono non essere coscienti
«E il libero arbitrio?»
«Lo usano un'ultima volta per scegliere di non dover più scegliere».
lunedì 10 agosto 2026
Non è illegale se lo fai abbastanza bene
giovedì 6 agosto 2026
Dare troppo all’inizio non è un atto di generosità
domenica 2 agosto 2026
Le persone ascoltano per rispondere non per capire
mercoledì 29 luglio 2026
Le persone non cambiano, al limite peggiorano
sabato 25 luglio 2026
A volte la strada che va avanti sembra riportarti indietro
mercoledì 22 luglio 2026
La bellezza non è che una promessa di felicità
Dice così Stendhal nel 1822 in Dell'amore. Ma per capire in modo semplice il concetto, mi serve un esempio, uno di quelli significativi.
venerdì 17 luglio 2026
Dottor Jekyll e Mister Hyde erano amici
martedì 14 luglio 2026
Finiremo tutti in un letto singolo
Questo 2026 mi ha fatto venir voglia di cimitero, sarà che non è iniziato benissimo, ed è proseguito peggio, almeno a livello internazionale, tra Crans Montana, poi Venezuela, a seguire Iran e Stretto di Hormuz e varie ed eventuali, tanto per citarne alcuni. E qualcuno potrebbe dirmi (è successo): che te ne frega, mica intralciano la tua vita. Lo so, ma qualcosa resta dentro, chiamiamolo un generale senso di sconfitta dell'umanità e della furbizia della specie.
venerdì 10 luglio 2026
Sestri Ponente, Esopo e il lupo
domenica 5 luglio 2026
Nessuno sa fare la vittima meglio della persona che ha causato il danno
Dunque.... immagino questi due scenari.
martedì 30 giugno 2026
Andale Andale, scatta un paio di foto, poi mandale
venerdì 26 giugno 2026
Del resto, se importi il terzo mondo, diventi il terzo mondo
In questi giorni Genova è al centro di una serie di questioni pesanti, con sicurezza e degrado sociale arrivati al capolinea, ed i reati si accumulano, morti compresi. E io sono combattuto perché cerco di ragionare cercando di evitare gli stereotipi, per capire non tanto cosa stia succedendo, quello è molto chiaro, ma come le istituzioni pensano di affrontare il problema.
Perché la frase più pronunciata da chi vive ogni giorno questo disagio (me compreso) è: ci siamo rotti il cazzo!
E la risposta delle istituzioni è: non alziamo i toni. (Salvo poi scannarsi in consiglio comunale).
domenica 21 giugno 2026
Non si può lucidare uno stronzo... ma puoi arrotolarlo nei brillantini
mercoledì 17 giugno 2026
I buoni tendono a non durare
E adesso il lieto fine:
domenica 14 giugno 2026
Il sacro catino - breve storia di un'insalatiera verde
giovedì 11 giugno 2026
Dovremmo essere tutti un po' Franti
sabato 6 giugno 2026
Il mondo è dei furbi grazie agli scemi
Il mondo medico scientifico l'ha individuata e la chiama 'nebbia cognitiva'. E finalmente posso anche io dare un nome ad una serie di fenomeni che avevo spicciamente catalogato come: imbecillità diffusa. Cose che per me erano una summa di concause, tipo: l'insegnamento scolastico mediocre, la famiglia disfunzionale, l'analfabetismo di andata e ritorno, l'alzheimer precoce, la demenza senile, il deficit cognitivo, la caduta dal seggiolone, il forcipe alla nascita, il disturbo da Stress Post-Traumatico (da cui scemo di guerra), ADHD, l'effetto di sostanze psicotrope, psicofarmaci, alcool, droghe.
Quindi da oggi non dirò più: quello è un coglione, perdendo poi il mio tempo ad individuare la patologia specifica. Dirò: nebbia cognitiva e sarà tutto dire, parola onnicomprensiva. Sperando che non diventi qualcosa utilizzabile per essere scagionati quando le conseguenze si fanno gravi.
Qualche esempio di questa cosa lo indico, fatti di cronaca recenti, anche per certificare un mio primigenio scetticismo, episodi che mi hanno chiarito meglio il problema e la sua estensione:
- Il tipo che durante la sesta tappa del giro d'Italia tenta di far cadere i ciclisti in volata.
- Il vigile che spaventa i cavalli della parata del 2 giugno sparando petardi.
- Il pusher che in pieno giorno trascina il cadavere di un cliente ucciso nel parco pubblico.
Poi mi sono ricordato di un film che avevo visto molto molto tempo fa e che era a tutti gli effetti una storia ante litteram di nebbia cognitiva. È un film francese del 1995, Il buio nella mente, quale titolo migliore. Tratto dal romanzo La morte non sa leggere di Ruth Rendell.
E concludo con la fine del romanzo.
«Eunice Parchman sterminò la famiglia Coverdale perché non sapeva leggere, perché non sapeva scrivere.
Non c'era movente, non ci fu premeditazione: non ottenne denaro, né sicurezza. Unico risultato del delitto fu che non solo una famiglia e un villaggio, ma l'intera nazione seppe dell'analfabetismo di Eunice Parchman. Per sé non ottenne niente, se non la rovina totale. Da sempre, nella sua mente distorta, c'era la convinzione che non sarebbe mai stata in grado di avere successo. Eppure, sebbene la sua amica e complice fosse pazza, Eunice non lo era. Possedeva quella terribile e realistica lucidità dell'atavica scimmia travestita da donna del ventesimo secolo.»
A seguire un video esplicativo.
domenica 31 maggio 2026
La storia non è altro che un diario di guerra
Oggi lo sappiamo, quel monumento rappresenta il massacro di 13 mila soldati liguri; ed è anche andata bene perché solo il 44% degli arruolabili finì al fronte, contro il 74% di altre regioni. Ma la questione fu che mandarono in trincea contadini e operai impreparati alla guerra, ma decisi loro malgrado a difendere un orgoglio nazionale che era prerogativa di altri.
Siccome siamo in epoca di risultati, ecco qualche considerazione strappata alla chat GPT:
La I guerra mondiale costò all'Italia 148 miliardi di lire dell'epoca (il doppio di quanto lo Stato avesse speso in tutta la sua storia dal 1861 al 1914).
Provocò un'inflazione galoppante che distrusse i risparmi della classe media. Causò una brutalizzazione della società che portò direttamente alla nascita del Fascismo.
A questo aggiungo un bilancio di 650 mila soldati italiani morti. A questo numero bisogna poi aggiungere i decessi causati dalla pandemia Spagnola, altri 600 mila civili, a cui si aggiungono i 600 mila decessi per conseguenza diretta dei bombardamenti sulle città.
In estrema sintesi, durante la guerra morì il 3,5% della popolazione italiana.
A questo punto mi chiedo: ha senso avere una piazza con uno scatolone di pietra che ricorda una delle pagine più tristi della storia patria? Ha senso circondarsi perennemente di simboli e memorie di tragedie se poi puntualmente queste disgrazie vengono riprodotte e ripercorse a cadenza quasi regolare, e in tutto questo troviamo pure giustificazioni nobili, orgogli indotti, sacrifici accettabili, bramosie territoriali ed economiche ineluttabili, e pure benefici, ma solo per pochi ed a spese di molti, spesso di altri.
Mi è difficile scorgere l'orgoglio nazionale in tutto questo, ravvedo una scellerata politica di autodistruzione, una vergogna, per uno Stato che mandò al massacro un'intera generazione, che in tre anni bruciò 50 anni di risorse economiche utili per creare benessere, si ritrovò gli istituti pieni di invalidi, disadattati e orfani, e causò un disagio sociale impressionante.
Poi nel giugno del 1942 qualcuno ci trebbiò pure il grano |



