sabato 26 settembre 2020

Il porticato delle vedove

 


Il porticato delle vedove è chiamato così per la presenza di molte tombe in cui la vedova è rappresentata mentre veglia piangente la salma del marito; su una di esse inoltre, è scolpito l'episodio della vedova di Naim, narrato nel vangelo di Luca, e questa cosa ha agevolato il nomignolo di questa parte del cimitero. L'uso di questo nome è antico ed anche al giorno d'oggi per individuare la zona dove si trovano le tombe in cui la concretezza naturalistica e la resa realistica del dettaglio sono stati perseguiti in modo esemplare dagli scultori, si fa riferimento a questo toponimo.

Ho voluto salutare il ritorno del bel tempo con questo giro degli amabili resti, abbastanza inutile dal punto di vista sociale, ma forse è proprio per questo, dopo una lunga assenza torno a sistemare le tombe dei famigli in attesa di un anniversario a cui non parteciperò. Staglieno rappresenta una buona quota di verde ed aria pulita in cui trascorrere un paio di ore lontano dalla confusione cittadina, utile per perdersi nei propri pensieri, più silenzioso di un parco ma altrettanto interessante.

Dunque funziona così; il nostro finto (o vero) vedovo va al cimitero, fingendosi un marito affranto, anche se non ne ha motivo. Alcuni si piazzano sulle panchine davanti ai chioschi dei fioristi, altri passeggiano nei viali dei campi delle nuove inumazioni. Quando il vedovo trova la sua preda, la segue e fa in modo di incrociarla casualmente, solitamente alla fontana dove si riempiono i vasi portafiori. Dopo un paio di incontri la confidenza è stabilita e si può salutare con lo sguardo affranto di chi comprende. La vedova inconsolabile è una preda facile e la solitudine fa paura.

E così vissero tutti felici e contenti, per una notte o forse per il resto della vita...

martedì 15 settembre 2020

MadamaDorè e le regole del mago

« Le persone sono stupide, esse crederanno ad una menzogna perché lo vogliono, o perché hanno paura che possa essere vera. La testa delle persone è piena di fatti, notizie e credenze che nella maggior parte dei casi sono false, tuttavia continuano a crederci.
Le persone sono stupide, raramente riescono a distinguere tra il vero ed il falso, tuttavia hanno tanta fiducia in loro stessi che credono di poterlo fare sempre, ecco perché è così facile ingannarle. »

(da La Spada della Verità, di Terry Goodkind)

Mentre MadamaDorè si pavoneggiava sul divano in crettonne di lino stampato a fiori, in una posa che mi ha ricordato molto la Lilli Gruber dei tempi d'oro, pensavo a questa frase, la prima regola del mago; prima di undici interessanti regole che Goodking pone quale traccia della sua saga.

In un improbabile dopocena di brainstorming, con dialoghi ritagliati su un copione consunto, lei mi parla della sua attività e di come sia in-di-spen-sa-bi-le affrontare assieme alcuni aspetti dei suoi ultimi progetti. La lascio dire pensando che se fossi un vecchio filibustiere potrei quasi recitare un timido corteggiamento, fingendomi un goffo ed intimorito adulatore. Alle donne manager piace avere il controllo della situazione.

Ma il tempo raramente è galantuomo con le belle donne e con MadamaDorè non ha fatto eccezione, ed un estivo prêt à porter di Pescetto non riesce a sostenere il suo seno cadente.
Ma fingere non è nel mio carattere, nemmeno per motivi pseudo letterari, sarà per questo che non ho mai terminato il Corso di Recitazione 1° livello, così declino l'invito al 'Tennis', il club dove, un giorno della prossima settimana, dovremmo ritrovarci per colazione, così MadamaDorè ama chiamare la sua pausa pranzo.

Tuttavia per un istante, uno solo, ho pensato a quanto sarebbe stato divertente farglielo credere. Scrutare la sua pelle vizza, abbronzata al sole del Lido, con occhio languido, fingendomi ammaliato dai modi vezzosi di chi ama recitare la parte della ricca ereditiera capricciosa, lei si che ha finito anche il livello avanzato.
Perché? 
Non per cinica cattiveria, ma per pura e semplice curiosità, un esperimento sociale, tutto qui.
Chissà magari sarei arrivato a farle da segretario, avrei avuto accesso al suo quartierino coi soffitti affrescati dal Piola; quali pruderie avrei scoperto entrando in intimità con un'attempata e malinconica borghese?

C'è anche da aggiungere che gli ambienti della società bene non mi appartengono, ho già assorbito abbastanza ipocrisia quando con i miei colleghi del tempo, assecondavo il capo pranzando allo Yachting Club.
Cosa non fa fare l'ambizione e la competizione.
Che epoca assurda a ripensarci oggi, ci saremmo divertiti di più alla panineria del molo, a guardare i  bacini di carenaggio, anziché fare i cortigiani a quel pallone gonfiato che passava tutto il pranzo a spiegarci quanto fosse difficile scegliere tra un Riva e un Ferretti.
Ma all'epoca le regole del mago mi erano sconosciute e persino il desiderio di collezionare esperimenti sociali era ancora latente.

A cosa è servito tutto questo? mi sono chiesto... semplice, a scoprire i Pink Martini; MadamaDorè li adora! anche se i Gotan Project sono più nelle mie corde, ma questa è un'altra storia.
Nulla meglio di un tango appassionato dopo un paio di calici di Berlucchi Cuvée Imperiale per concludere l'estate 20 20.



L'animale più pericoloso del mondo

Lo trovarono nel 1963 e fu esposto nello zoo del Bronx per qualche tempo. Nella gabbia c'era uno specchio, in cui ogni visitatore poteva vedere il proprio riflesso.

L'omicidio di Caivano mi conferma, se ne avessi ancora bisogno, che l'Italia è un paese ostile, in cui i diritti civili e il libero pensiero sono merce rarissima. Questa faccenda si somma all'uccisione di Colleferro e ad altre notizie di cronaca su cui mi capita di soffermarmi, come le morti misteriose di Mondello o certe affermazioni dei nostri geniali politici estivi.
Vedo una nazione in difficoltà, dove alcuni (troppi) si sentono in diritto di dire agli altri ciò che devono fare, chi devono amare e come devono comportarsi. C'è il terrore di uscire dal quotidiano, di pensare soluzioni innovative, di cambiare. Il diverso per vivere sereno si deve uniformare al pensiero corrente, che significa aderire ad una normalità che non è sinonimo di libera scelta, essere normali è diventato un giudizio.

Tutto questo mi spaventa moltissimo e mi sconforta, perché è chiaro che abbiamo da tempo intrapreso una strada senza ritorno, rispolverando stereotipi e paure degne dei peggiori abissi medioevali. Conclamate o meno, una porzione sempre maggiore di persone vive nella sicurezza della superstizione, a caccia dell'eresia altrui per ricavarsi una quota di autorevolezza sociale. Su questa strada di arroganza e prepotenza le uniche discipline che consentono la sopravvivenza sono l'ignoranza e l'imbecillità.

Ma la cosa che più mi disorienta è che la colpa di tutto questo non può essere data a nessuno in particolare, non c'è famiglia, scuola, istituzione, ente o associazione che tenga, la colpa di questa precipitevole discesa di valori è della società, ossia di tutti noi, dell'accettazione di una cultura al ribasso, dei regionalismi a discapito dell'unita nazionale e di un recupero delle tradizioni che porta lo sguardo ed il pensiero poco oltre il quotidiano.


sabato 12 settembre 2020

Il cinismo non va mai perduto

Ci risiamo... era accaduto qualche mese fa e anche questa volta ci sono riuscito. C'era un tempo, nemmeno troppo lontano, in cui ero comprensivo, incline ad essere accomodante, gentile e sorridente per educazione ricevuta; se per strada salutavo una persona e questa non rispondeva, pensavo: non avrà sentito, sarà sopra pensiero, ed in questo modo scusavo ogni malagrazia.

Ma i tempi sono cambiati, non ho più l'età per essere partecipe, interessato e riguardoso, ed il cinismo mi regala maggiori soddisfazioni e molte meno noie. Di tutto questo la Berta ne ha fatto le spese; non ricordo una sola volta in cui non si sia profusa in una frigna quando le si dice: ciao come stai?
Ogni volta è una sequenza di disgrazie, mal di testa, mal di schiena, sono fusa, sono stanca, sono stressata; perennemente in ansia per qualcosa, costantemente catapultata in una vita compulsiva ha fatto passare la voglia a chiunque di chiederle come sta. Ma la cosa più fastidiosa di questa frigna è che questi atteggiamenti sembrano tesi a suscitare pena e comprensione in chi ascolta, ed anche a ribaltare sul prossimo ogni tipo di possibile incombenza.

Così mi sono stufato e mi sono trovato ad usare il NO terapeutico. Inutile dire che ho immediatamente provato un grande senso di liberazione. Infatti il NO terapeutico presuppone cinismo, non è uno di quei NO guarda ho da fare, ed a seguire una patetica o credibile scusa.
Il NO terapeutico presuppone un NO guarda non ne ho assolutamente voglia! il NO terapeutico non ammette repliche o ripensamenti, non contempla preghiere o accomodamenti e rinvii.

Almeno una volta nella vita vi consiglio di provarlo, è un'esperienza indimenticabile.



mercoledì 9 settembre 2020

Adiantum capillus-veneris



Altra pianta recuperata in giro da talea e rizoma. Cresce spontanea sul muretto della scuola, in una zona ombreggiata ed evidentemente umida. Ne ho preso un pezzetto che cresceva tra i mattoni con una buona parte di rizomi, senza badare troppo alla stagione ed al periodo di propagazione, che sicuramente non era luglio, ma devo dire che se all'inizio ha stentato a crescere, ad un certo punto le fronde si sono seccate e temevo sarebbe morta, ora invece pare si sia ripresa benissimo.

E'stato sufficiente coprire il terriccio con una buona pacciamatura di foglie e spostare il vaso sul davanzale della finestra del bagno per farla riprendere e vederla crescere rigogliosa.

Le nuove fronde sono delicate e chiare e ricordano davvero la morbidezza dei capelli di una dea, come dice il suo nome, ed hanno un profumo di sottobosco.
La coltivazione è abbastanza semplice, in fondo si tratta di una pianta rustica, ha bisogno di acqua e umidità regolari e l'ambiente del bagno aiuta a fare il resto.

Altra cosa interessante è il suo possibile utilizzo per farci delle tisane, e sono davvero curioso di provarne il gusto non appena ci sarà una quantità di fronde sufficienti.

La ricetta dell'infuso che ho trovato in rete infatti prescrive piccole quantità, ma le fronde sono davvero molto sottili e leggere e penso ne serviranno molte, e per adesso preferisco lasciarla crescere indisturbata.

sabato 5 settembre 2020

Sulla vetta della torre antica

A quanto pare i passeri, che già avevano fama di essere solitari, latitano o si estinguono in favore di altre specie. Così ho necessariamente approfittato dell'assenza per un controllo. Un panorama decisamente spettacolare, quello che si gode dalla prima terrazza della Lanterna, 172 gradini per raggiungerla, ma ne vale la fatica.

Da lassù mi è apparsa una città molto differente da come la vivo ogni giorno, sembrava persino più bella ed armoniosa. Ma il grande protagonista è il mare, ed ogni lato è una scoperta, una sorpresa di un panorama mai visto prima, nel vento e nel sole di un'autunno che porta con se molte incertezze.



mercoledì 2 settembre 2020

L'ultima volta nella stanza blu

Lavorare con Sara è piacevole, siamo in sintonia per molte cose, lei si occupa dei soffitti ed io delle pareti, insieme al cliente scegliamo la tavolozza dei colori o proponiamo delle scelte in base a come sarà l'arredamento, ed a quanto pare il total white anni '70 è passato finalmente di moda. A volte penso che serva uno stile decorativo più contemporaneo, ma certe soluzioni del passato sono ancora così affascinanti che è difficile resistere dal replicarle. E mentre le stanze prendono carattere, noi discutiamo delle cose della vita... e la verità di oggi, nella stanza blu, è stata...

L'ultima volta che fai sesso con una persona, non sai che sarà l'ultima.