mercoledì 29 novembre 2023

La festa dell'olio nuovo

Al Paese si svolgeva a metà novembre. Occasione rurale per socializzare, ma anche per gratificarsi dalla fatica della raccolta.  Ricordo tutta una serie di edifici lungo il tracciato del torrente, destinati a questo scopo, c'erano mulini per produrre farina di castagne, di farro e di tutto quello che si poteva macinare, come le fave o i ceci, e poi c'erano i frantoi, pochi e usati in consorzio. Nelle nostre incursioni di adolescenti capitammo in uno di questi, oramai in rovina, con all'interno tutto ciò che serviva per produrre il prezioso liquido. Non ho idea di cosa rimanga di quegli edifici oggi, ma è certo che siano destinati a scomparire, dalle carte geografiche e dalla memoria.

A ricordarmi questa attività dell'infanzia è stata la notizia dell'olio di Pompei. In uno scenario mediatico letteralmente intasato da pessime notizie, ogni tanto trapela qualcosa di gradevole, mi son detto. Più concretamente mi consolo pensando che almeno in piccole parti d'Italia qualcuno riesca a fare qualcosa di sensato. L'olio di Pompei è una di queste cose.

Quando visitai Pompei ed Ercolano, era il 2006, fui rapito da due sentimenti, la bellezza struggente di ciò che era rimasto di città quasi al confine della mitologia, e la devastante incuria in cui versavano i due siti archeologici. Sembrava una battaglia persa, una lotta impossibile e invece l'arrivo della persona giusta con le idee giuste, con una visione meno rassegnata, è riuscito, sta riuscendo e riuscirà a fare cose speciali, a coinvolgere, innovare, recuperare, insomma cose che lasciano piacevolmente stupiti e mi fanno sorridere compiaciuto.

Così presso l’Orto dei Fuggiaschi alcuni visitatori hanno assistito alla frangitura delle olive appena raccolte e hanno degustato l’olio IGP di Pompei, prodotto con le olive delle aree verdi del Parco archeologico, ad un anno dalla prima produzione. Una cosa impensabile, riattivare filiere vecchie di duemila anni. Eppure è accaduto e il progetto non si ferma solo agli ulivi, grazie ad una visione ampia, l'Azienda Pompei potrebbe diventare il riscatto per se stessa e per la degna sopravvivenza dell'area e del territorio. Insomma cose belle.


sabato 25 novembre 2023

La violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci

Oggi è la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, quindi se girando nei parchi trovate delle panchine rosse, ecco è il giorno giusto per usarle e riflettere un momento sulla situazione. Per parte mia ne vorrei una a questo incrocio, e c'è un motivo antico per desiderarla lì.

Questa storia è accaduta nel 1891, proprio lì dove ora c'è il semaforo. Tutto da allora è cambiato, ma la ringhiera è sempre la stessa, poche stecche di ferro battuto che hanno resistito ai secoli, stesso ferro, stessa posizione. Quella mattina del 14 maggio era un giovedì, e come ogni giorno una ragazza, bellissima, passava per andare a lavorare alla caffetteria della stazione; me la immagino vestita in modo semplice ma con quell'eleganza della moda di fine ottocento, un po' frivola.

A interrompere il tragitto, c'è un ragazzo, è appoggiato a quella ringhiera, aspetta. Come vede arrivare Elvira le va incontro. Non sappiamo cosa si siano detti, se ci sia stato uno scambio di sguardi. Lui estrae una pistola e le spara un colpo al cuore; Elvira cade al suolo ferita mortalmente.

Colpita da piombo omicida, recita il suo epitaffio. Oggi alcuni si ricordano di lei per la festa delle donne, e non ha molto senso portare della mimosa sulla sua tomba. Io la ricordo spesso, mentre aspetto il verde per andare in stazione, e quando passo davanti alla caffetteria, già penso ad altro. Ma chissà se quel giorno Elvira avesse cambiato strada per un qualsiasi motivo, oggi nessuno saprebbe di lei, e invece proprio la sua morte tragica, un femminicidio di fine ottocento, fu il suo lasciapassare per la memoria futura.

Ciao Elvira, penso attraversando, e mi chiedo se tutto il clamore di questi giorni per Giulia, servirà poi a qualcosa, a qualcuno. Perché sino ad adesso abbiamo fallito, miseramente ed in modo vergognoso, non siamo ancora riusciti a risolvere un problema che si ripropone identico, da 132 anni. 

E quest'anno in Italia, la lista è troppo lunga.

Teresa Spanò 2 Gennaio
Giulia Donato 4 Gennaio
Martina Scialdone 13 Gennaio
Oriana Brunelli 14 Gennaio
Teresa Di Tondo 15 Gennaio
Alina Cristina Cozac 22 Gennaio
Giuseppina Faiella 28 Gennaio
Yana Malayko 1 Febbraio
Margherita Margani 4 Febbraio
Antonia Vacchelli 6 Febbraio
Melina Marino 11 Febbraio
Santa Castorina 11 Febbraio
Cesina Bambina Damiani 12 Febbraio
Rosina Rossi 16 Febbraio
Chiara Carta 18 Febbraio
Sigrid Grober 19 Febbraio
Maria Luisa Sassoli 23 Febbraio
Giuseppina Traini 25 Febbraio
Caterina Martucci 1 Marzo
Rosalba Dell’Albani 4 Marzo
Iolanda Pierazzo 6 Marzo
Iulia Astafieya 7 Marzo
Rossella Maggi 8 Marzo
Petronilla De Santis 9 Marzo
Rubina Kousar 9 Marzo
Maria Febronia Buttò 10 Marzo
Pinuccia Contin 16 Marzo
Francesca Giornelli 28 Marzo
Agnese Oliva 29 Marzo
Zenepe Uruci 30 Marzo
Carla Pasqua 31 Marzo
Alessandra Vicentini 31 Marzo
Sara Ruschi 13 Aprile
Brunetta Ridolf 13 Aprile
Rosa Gigante 18 Aprile
Anila Ruci 19 Aprile
Stefania Rota 21 Aprile
Barbara Capovani 23 Aprile
Wilma Vezzaro 25 Aprile
Antonella Lopardo 2 Maggio
Rosanna Trento 3 Maggio
Danjela Neza 6 Maggio
Jessica Malaj 7 Maggio
Anica Panfile 21 Maggio
Yirel Natividad Peña Santana 27 Maggio
Ottavina Maestripieri 1 Giugno
Giulia Tramontano 1 Giugno
Pierpaola Romano 1 Giugno
Giuseppina De Francesco 8 Giugno
Maria Brigida Pesacane 8 Giugno
Floriana Floris 9 Giugno
Cettina De Bormida 10 Giugno
Rosa Moscatiello 12 Giugno
Svetlana Ghenciu 19 Giugno
Margherita Ceschin 24 Giugno
Laura Pin 28 Giugno
Maria Michelle Causo 28 Giugno
Ilenia Bonanno 6 Luglio
Benita Gasparini 19 Luglio
Mariella Marino 20 Luglio
Norma 22 Luglio
Vera Maria Icardi 24 Luglio
Marina Luzi 25 Luglio
Angela Gioiello 28 Luglio
Mara Fait 28 Luglio
Sofia Castelli 29 Luglio
Iris Setti 6 Agosto
Maria Costantini 9 Agosto
Celine Frei Matzohl 13 Agosto
Anna Scala 17 Agosto
Vera Schiopu 19 Agosto
Francesca Renata Marasco 28 Agosto
Rossella Nappini 4 Settembre
Marisa Leo 6 Settembre
Nerina Fontana 16 Settembre
Cosima D’Amato 20 Settembre
Maria Rosa Troisi 20 Settembre
Rosaria Di Marino 20 Settembre
Liliana Cojita 21 Settembre
Manuela Bittante 25 Settembre
Anna Elisa Fontana 25 Settembre
Carla Schiffo 27 Settembre
Monica Berta 27 Settembre
Klodiana Vefa 28 Settembre
Egidia Barberio 30 Settembre
Anna Malmusi 1 Ottobre
Piera Paganelli 4 Ottobre
Eleonora Moruzzi 5 Ottobre
Silvana Aru 13 Ottobre
Concetta Marruocco 14 Ottobre
Marta Di Nardo 20 Ottobre
Antonella Iaccarino 21 Ottobre
Giuseppina Lamarina 24 Ottobre
Pinuccia Anselmino 25 Ottobre
Annalisa D’Auria 28 Ottobre
Etleva Kanolija 29 Ottobre
Michele Faiers Dawn 1 Novembre
Patrizia Vella Lombardi 14 Novembre
Francesca Romeo 18 Novembre
Giulia Cecchetin 18 Novembre
Rita Talamelli 21 Novembre

lunedì 20 novembre 2023

Il mattino ha Loro in bocca

Siamo a Dubai, l'emirato della stravaganza, anzi della ricchissima stravaganza, il luogo dove il denaro è l'unico idolo da adorare. Più indago su questo paese e più ho l'impressione che l'arroganza di chi ci vive sia proporzionale all'egocentrismo di chi si sente padrone del mondo in virtù del proprio denaro. Quindi oltre al lusso volgare e distopico c'è anche lo spreco e la strafottenza verso tutto e tutti. Deprecabili? Non saprei, ognuno con i suoi soldi ci fa quello che vuole, ma qualcosa che stona c'è; non fosse altro che nella loro idea di fasto ci sia lo scimiottare l'occidente piuttosto che creare uno stile proprio.

Quindi ecco una delle tante trovate, l'acqua minerale con aggiunta di oro, ben 25mgr per litro, al prezzo di 100 euro alla bottiglia - naturale o frizzante a questo punto è un dettaglio. Il resto del percorso idrico lo conosciamo bene... ma occhio ad andare in bagno.

mercoledì 15 novembre 2023

Dallo scherzo alla tragedia è un attimo

Preciso subito, il tipo in foto non è morto, ma in hangover. La nazionalità è sconosciuta, tuttavia non è l'unico che passa le notti nei dintorni della stazione. Perché le stazioni siano calamite di certi soggetti mi è ancora sconosciuto, tuttavia è un fatto, il luogo che più dovrebbe rappresentare la città per chi vi arriva, è ricettacolo di degrado, spaccio e malavita con tutte le conseguenze del caso. A questo si aggiunge la cronica incapacità di risolvere la situazione da parte di tutti, istituzioni, forze dell'ordine, personale ferroviario e comunale. Spesso mi dico: dai non possiamo arrivare a tanto! quindi una specie di allarme suona ed attiva la mia tolleranza zero. Quando ne parlo passo immediatamente per fondamentalista di destra, xenofobo, razzista, bacchettone, perché la stortura attuale ci ha portato ad essere all-inclusive senza discernere. Ma sono una persona semplice, e scavalcare ubriachi, drogati e vomito inizia a disturbarmi. Sarò perbenista, svizzero, radical chic, poco friendly, ma vorrei un limite perché questo vuoto nella terra di nessuno ci porterà solo a problemi maggiori.

lunedì 13 novembre 2023

Il rito della chiusura dell'acqua

La chiusura dell'acqua era la certificazione della chiusura della casa al Paese e dell'arrivo dell'inverno. La procedura prevedeva che ZiaMaria salisse alla presa con uno straccio e dello spago, e la chiave dello sportello nella tasca del grembiale. Una volta chiuso il rubinetto lo avvolgeva con cura nello straccio e legava il tutto con un nodo suo personalissimo per scoprire se qualcuno ci aveva messo le mani.
A seguire in casa si potevano aprire i rubinetti per svuotare i tubi, contemporaneamente la figlia di ZiaMaria, la Enzina, metteva un poco di paraflu nella vaschetta del wc e negli scarichi dei lavandini.

A questo punto il rito era completo, i rubinetti si lasciavano aperti e la casa era pronta per affrontare i freddi ed umidi inverni del Paese.
LaTilde che pativa abbastanza queste situazioni, recriminava sempre di dover lasciare la casa senza riscaldamento, che le case fredde chiamano le muffe e l'umido diceva. Quindi rimpiangeva i vecchi tempi in cui le stufe asciugavano i solai e rendevano eterna la ghisa del ronfò e tutta una serie di altre faccende da vecchi montanari, come sciogliere la neve dal tetto o levarla dall'aia, dai davanzali e dalle porte. Per LaTilde lasciare la casa era come abbandonare un cucciolo nel bosco, un delitto. Ma poi chi sarebbe rimasto a vivere al Paese per tutto l'inverno? Con la neve che blocca la strada e magari la tormenta che ti lascia al buio per settimane intere?
E fece bene LaTilde ad andarsene a vivere in città, lasciando al tempo ed agli inverni la sua casa, che ancora oggi aspetta il suo ritorno.


sabato 11 novembre 2023

Da questa mia memoria se vi piace voi che passate pregatemi la pace (*)

Ho ripreso la frequentazione dei cimiteri, mio malgrado, tuttavia la cosa non mi spiace, visto che è un luogo dove prima o poi passerò moltissimo tempo. Nella tradizione familiare tra i trentacinque cimiteri cittadini disponibili, c'è quello di Staglieno, che potrei definire come una sorta di soffitta dei sentimenti e dei ricordi. Nella sua immensità è vissuto come un grande parco urbano, come un museo della scultura genovese e come un luogo di preghiera e commemorazioni ufficiali. Lì sono passare tutte le grandi e piccole tragedie cittadine, ci sono storie di naufragi, guerre, incidenti sul lavoro, ogni evento della città ha un suo riscontro, un monumento, una lapide.

In questo grande archivio, un posto d'onore è riservato ad una donna, una popolana che affascina con la sua storia cittadini e turisti. Il suo nome è Caterina, ma per chi frequenta il cimitero è la Signora delle noccioline, con questo soprannome viene cercata dai turisti. 

Estinti i suoi discendenti, la sepoltura è oggi proprietà del Comune di Genova, che provvede alla manutenzione. Questo dimostra quanto sia entrata nel cuore e nell'anima dei genovesi la storia di questa donna semplice. I genovesi vanno volentieri a visitare la sua tomba, tributandole un affetto che dura da 142 anni. Caterina questo lo immaginava, lo sperava e il suo epitaffio (*) chiede a chi passa una preghiera. 

Morta il 7 luglio 1882, divenne presto famosa, sia per aver posato accanto alla sua tomba in vita che per aver dato fortuna a coloro che giocarono al lotto il giorno della sua morte. La Signora delle noccioline da sempre, è sinonimo di fortune monetarie, ed in una città di mercanti e commercianti il soldo è argomento sensibile.

Da allora molti le portano delle monetine, dei fiori e dei ceri, ed è incredibile come una donna del popolo, si sia garantita il suo posto tra le nobili sepolture di ricchi e facoltosi personaggi, oggi quasi oscurati dalla sua lungimiranza.

lunedì 6 novembre 2023

Noci di acagiù ovvero Anacardi: benefici e controindicazioni

Gli anacardi sono diventati di gran moda, dalle mie parti c'è perfino chi li mette nel pesto alla genovese in sostituzione ai pinoli, ignari che all'inferno c'è un girone apposito per queste persone. Gli altri invece li utilizzano per la preparazione di deliziosi aperitivini, golosi e salutari. Pare infatti che il consumo di questa frutta secca sia utile per molte faccende.

▶️ BENEFICI:
Grazie alla concentrazione di sali minerali, tra cui potassio, magnesio, ferro e selenio, apportano numerosi effetti terapeutici. Contrastano, infatti, i danni provocati dall'invecchiamento cellulare, favoriscono il buon funzionamento del sistema nervoso, delle ossa e del tessuto muscolare. Questo si scopre cercando in rete. Ed ovviamente ci sono anche delle controindicazioni, gli anacardi contengono anche ossalati, che in concentrazioni elevate possono promuovere la formazione di calcoli. Per questo il loro consumo potrebbe essere sconsigliato in caso di problemi a reni o cistifellea.

🚫 CONTROINDICAZIONI:
Continuando a cercare in rete scopro che la comparsa sul mercato di questo tipo di frutta secca asseconda il filone del prodotto simbolo, come bacche di goji ed altri prodotti simili, cavalli di battaglia dei negozietti bio-etico-natural, tutti brand su cui certo commercio fonda la sua speculazione. Mica bastavano le arachidi tostate o la nostranissima frutta secca. Pure ai contadini indiani dovevamo andare a rompere i coglioni.

giovedì 2 novembre 2023

Camminiamo sui morti

Anche quest'anno la tradizione si ripete, e così eccoci in questo novembre, come fossimo in gita, tra famigli, come in una sorta di riunione festiva. Mi piace, caspita se mi piace. Ci fu un tempo lontano in cui i cimiteri, ed in particolare questo di Staglieno, erano un luogo di incontro, dove il popolino passava a vedere le nuove tombe appena scolpite da famosi scultori per famosi committenti, a leggere epigrafi che sono struggenti poesie. E noi oggi schiviamo gruppi di turisti stupefatti da tanta bellezza e passeggiamo all'ombra dei porticati secolari, in questo parco affollato di statue e memorie. Quanta pace, eterna persino, in questo luogo che diventa via via più nostro, quando accoglie il riposo di una persona che abbiamo amato.