lunedì 4 agosto 2025
La maledizione di Norma Jeane
martedì 29 luglio 2025
L'opera d'arte senza la schizofrenia dell'autore non sarebbe mai nata
Esattamente 135 anni fa, a 37 anni, Van Gogh dipingeva: Campo di grano con corvi.
Poi per vari e personalissimi motivi si sparava un colpo di pistola nello stomaco, che gli avrebbe procurato un'agonia di due giorni. Giusto il tempo per saldare il conto alla locandiera, salutare il fratello e raccontargli quanto era stata tormentata la sua vita. E far diventare questo il suo ultimo quadro dipinto, aumentandone spropositatamente il valore di mercato.
Vincent non lo sapeva, ma era un arrischiante, come lui anche Caravaggio, Michelangelo, Munch, Kahlo, Bacon, Claudel e molti altri artisti più o meno famosi. Gli arrischianti, secondo la definizione dello psicopatologo Jaspers, sono persone che mettono a repentaglio la propria salute mentale per sondare il confine. Un confine da cui le persone 'normali' si tengono debitamente alla larga. Quanto ci sia di volontario in questo sondare non è dato saperlo.
Resta il fascino per la creazione di opere che mutano la materia in qualcosa capace di trasmettere emozioni. Forse pure uno scrittore rientra nella categoria degli arrischianti, alcuni poeti di sicuro. Quanto ai blogger non saprei.
lunedì 21 luglio 2025
Il momento in cui qualcosa va storto alla fine arriva
lunedì 30 giugno 2025
Incredibile come vola il tempo quando sta andando tutto a puttane
mercoledì 25 giugno 2025
Le persone rovinano le cose belle
giovedì 12 giugno 2025
Più a lungo rimani sul treno sbagliato, più costoso sarà tornare indietro
venerdì 30 maggio 2025
La verità è un desiderio oscuro
sabato 10 maggio 2025
La vita non è aspettare che passi il temporale, ma ballare sotto la pioggia
venerdì 25 aprile 2025
La libertà non viene data, si prende
Via XX Settembre 6 - Genova
Mercoledì - 25 Aprile 1945
Via XX Settembre 6 - Genova
la storia entra dentro le stanze, le brucia,
la storia dà torto e dà ragione".
martedì 1 aprile 2025
Mamma, Tògnu u me tucche; tucchime, Tògnu, tucchime!
Siamo nel 1595 e in una camera da letto, un uomo e una giovane donna fanno il gioco dei ruoli. Lei si presenta di schiena, atteggiandosi a Venere Callipigia, che significa “dalle belle natiche”. Lui, con l’elmo in testa si atteggia a Marte, approcciandosi alle sue grazie con la tattica della mano morta, che molti secoli dopo verrà utilizzata anche in metropolitana.
Il quadro è stato dipinto da Lavinia Fontana, una delle pittrici più celebri dell'Europa rinascimentale. Prima di lei, decine di artisti si erano cimentati nell’immaginare come dar forma esplicita a questo particolare ‘lato B’ della dea, da Giorgione a Tiziano, da Paolo Veronese ad Annibale Carracci, ma nessuno aveva mai osato una trasgressione così sorprendente. Da qui l'abitudine di toccare le cose belle, siano esse quadri, statue o persone, ma con le statue risulta particolarmente facile.
(*) quanto al titolo del post (click)
mercoledì 26 marzo 2025
La velocità della luce non si può calcolare col nostro tempo
giovedì 27 febbraio 2025
mercoledì 29 gennaio 2025
Il passato messo a reddito fa una certa tristezza
sabato 4 gennaio 2025
Barpi-Chillotti - amabili resti
martedì 12 novembre 2024
La natura non fa nulla di inutile
Dice così, Aristotele - e verrebbe da aggiungere qualcosa in merito all'utilità delle opere dell'uomo. In questo post parlerò di quattro dighe, e... spoiler, non finisce benissimo. Ma la cosa che più mi ha stupito è la perseveranza, l'incaponirsi a voler fare, anche quando l'evidenza mostra che è meglio lasciar perdere, non costruire, o se proprio si vuole, farlo con tutte le opportune cautele. Ma tant'è.
Insomma ecco cosa ho trovato in rete.
1923 - La Diga del Gleno - il disastro prevedibile - Risultato 356 morti
1935 - La Diga di Molare - un crollo senza responsabili - Risultato 111 morti
1963 - La Diga del Vajont - una tragedia annunciata - Risultato 2000 morti
1985 - La Diga della Val di Stava - la redditività al posto della sicurezza - Risultato 267 morti
II sec. d.C. - Dopo tali disastri, chiudo con una bella notizia; era molto tempo fa, diciamo 2000 anni fa per far prima, gli ingegneri romani decidono di costruire una diga. Siamo in Spagna, precisamente nella città di Almonacid de la Cuba. Ebbene quella diga è ancora al suo posto, e funziona perfettamente. Lo sappiamo perché recentemente è diventata famosa per aver salvato molte vite; le acque straripanti della diga, vengono deviate lungo il fianco della collina, lontano dalla città, evitando l'inondazione e danni alle case. E la diga non è crollata nonostante tutto.
mercoledì 16 ottobre 2024
Un tempo qui era tutta campagna
lunedì 7 ottobre 2024
Genova e quell'insana attitudine all'alluvione
In questa foto del 1970 si intravede il tristemente noto ponte Morandi, inaugurato da soli tre anni già assisteva al primo di una serie di disastri più o meno naturali.
Eppure grandi opere, pure costosissime sono state intraprese, portate a termine perfino; ma le alluvioni si sono susseguite lo stesso, causando la morte di molte persone, danni stimati in milioni di lire e poi euro, e poi chissà. Resta la fragilità di un territorio ingannato dalla speculazione e dalla politica, frainteso dai geologi e mal tenuto dai suoi abitanti. Tutte queste concatenazioni generano ancora oggi disastri ad ogni temporale, e poco importa se ci si consola scomodando inondazioni centenarie a cui si sarebbe potuto mettere un riparo semplicemente facendo scelte serie ed oculate, ma siamo in Italia il paese della sciatteria, della mezza botta e della botticina, dell'accomodamento, del rattoppo, della faciloneria, della manutenzione carente invocata continuamente come malessere cronico. E poi parole e disposizioni certe certissime a cui non fanno quasi mai seguito i fatti.
E noi aspettiamo che le nuvole scompaiano, che i tombini otturati dall'incompetenza si asciughino e che l' "Acqua che ha fatto sera che adesso si ritira, bassa sfila tra la gente come un innocente che non c'entra niente".
giovedì 3 ottobre 2024
Hic et ubique - qui e ovunque
martedì 27 agosto 2024
Si dovrebbe essere sempre un po’ improbabili (*)
Era d'estate poco tempo fa
E sul tuo viso lacrime chiare