martedì 1 aprile 2025

Mamma, Tògnu u me tucche; tucchime, Tògnu, tucchime!

Siamo nel 1595 e in una camera da letto, un uomo e una giovane donna fanno il gioco dei ruoli. Lei si presenta di schiena, atteggiandosi a Venere Callipigia, che significa “dalle belle natiche”. Lui, con l’elmo in testa si atteggia a Marte, approcciandosi alle sue grazie con la tattica della mano morta, che molti secoli dopo verrà utilizzata anche in metropolitana.

Il quadro è stato dipinto da Lavinia Fontana, una delle pittrici più celebri dell'Europa rinascimentale. Prima di lei, decine di artisti si erano cimentati nell’immaginare come dar forma esplicita a questo particolare ‘lato B’ della dea, da Giorgione a Tiziano, da Paolo Veronese ad Annibale Carracci, ma nessuno aveva mai osato una trasgressione così sorprendente. Da qui l'abitudine di toccare le cose belle, siano esse quadri, statue o persone, ma con le statue risulta particolarmente facile.


(*) quanto al titolo del post (click)

6 commenti:

  1. E' un quadro molto audace per quell'epoca!Ciao

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    1. Sì. Questo tipo di soggetti erano generalmente destinati alla zona privata della casa
      Ciao

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  2. tucchime, Tògnu, tucchime! ka mamma nun vede

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    1. una cosa del genere ... poi arrivò la televisione!

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  3. Risposte
    1. il mondo dell'arte è pieno di "veneri callipigie"

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