Siamo nel 1595 e in una camera da letto, un uomo e una giovane donna fanno il gioco dei ruoli. Lei si presenta di schiena, atteggiandosi a Venere Callipigia, che significa “dalle belle natiche”. Lui, con l’elmo in testa si atteggia a Marte, approcciandosi alle sue grazie con la tattica della mano morta, che molti secoli dopo verrà utilizzata anche in metropolitana.
Il quadro è stato dipinto da Lavinia Fontana, una delle pittrici più celebri dell'Europa rinascimentale. Prima di lei, decine di artisti si erano cimentati nell’immaginare come dar forma esplicita a questo particolare ‘lato B’ della dea, da Giorgione a Tiziano, da Paolo Veronese ad Annibale Carracci, ma nessuno aveva mai osato una trasgressione così sorprendente. Da qui l'abitudine di toccare le cose belle, siano esse quadri, statue o persone, ma con le statue risulta particolarmente facile.
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E' un quadro molto audace per quell'epoca!Ciao
RispondiEliminaSì. Questo tipo di soggetti erano generalmente destinati alla zona privata della casa
EliminaCiao
tucchime, Tògnu, tucchime! ka mamma nun vede
RispondiEliminauna cosa del genere ... poi arrivò la televisione!
EliminaHot post!
RispondiEliminail mondo dell'arte è pieno di "veneri callipigie"
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