domenica 26 settembre 2021

Piccole piante crescono: il Capelvenere


Il capelvenere prosegue la sua crescita, a settembre 2020 era poco più che una timida piantina, e adesso eccolo. Ha passato l'inverno in casa, in bagno, luogo umido e luminoso. In primavera avrei dovuto trasferirlo sul balcone, ma le impalcature hanno impedito il passaggio, nonostante questo ha dato i primi segni di ripresa vegetativa e poi all'inizio dell'estate ha infoltito la chioma in poche settimane. 
Ho quindi approfittato subito della crescita per una sfoltita alle fronde, utile per la preparazione dello sciroppo di capelvenere. 
Purtroppo la chioma ha fornito solo 15 grammi di foglioline, poi ho seguito una ricetta trovata in rete per la preparazione dello sciroppo, a cui ho fatto un'unica aggiunta, il succo di limone e una spolverata di cardamomo per aggiustare il gusto ad un preparato che diversamente ha il sapore della paglia secca.
E quindi ora sono pronto ad affrontare i malanni invernali in modo naturale. E se così non accadesse lo userò come tonico corroborante.
Il resto delle piante per fortuna resiste al confino forzato, e spero presto di poterle riportare nella loro postazione definitiva, dove godevano di luce e sole sufficienti per una crescita ottimale.

mercoledì 22 settembre 2021

A cosa pensa una farfalla quando guarda il tramonto?

- Cosa fai qui?
- Aspetto il tramonto!
- E ci vorrà molto?
- Un po', hai fretta?
- No! se ci vuole molto vado a prendere un biscotto di nonna Mary.
- Ah bell'idea, me ne porti uno anche a me?

Finisco la sigaretta e aspetto.

- Eccolo qui, dentro c'è la marmellata di ciliegie.
- Grazie, nonna Mary ci sa fare con i biscotti.

Silenzio, mentre guardiamo l'orizzonte e sgranocchiamo i biscotti, passa una farfalla.

- A cosa pensa una farfalla quando guarda il tramonto?

La domanda di Frida mi spiazza, che risposta potrei dare ad una bimbetta di sette anni che ha inaspettatamente deciso di starmi accanto mentre guardo il tramonto sul lago?
Sono sicuro che lei sappia la risposta, ma vuole sentire il mio parere e la cosa mi piace. Dopo aver parlato di compiti per le vacanze e una serie di facezie tipiche delle bimbette che fanno domande su qualsiasi cosa, eccola esordire con questa. Mentre rifletto su cosa risponderle provo ad immedesimarmi in una farfalla.

- Dovrei pensare come una farfalla! - Vivono per poco, un mese soltanto, mangiano il nettare dei fiori, bevono la rugiada e dormono su un filo d'erba, cullate dalla brezza notturna.
- Che bella vita fanno le farfalle. Vorrei essere una farfalla!
- E cosa penseresti del tramonto se tu fossi una farfalla?

Ci pensa un po' mentre gira il biscotto tra le dita.

- Penserei che è la fine del mondo!

venerdì 17 settembre 2021

Nelle Badlands - esterno giorno - parte seconda

L'unica cosa certa che rimpiangerò delle Badlands sarà il panorama, difficilmente mi capiterà ancora di avere una vista simile dalla finestra di casa. Era troppo perfetto per essere vero, ma finché è durata è stato fighissimo. Avevo sopravvalutato moltissime cose, compreso il mio entusiasmo, ma quando ci ripenso mi dico che me la sono cavata benissimo. Per il resto, come spesso accade in Italia, è una di quelle situazioni da perle ai porci - boyscout che guidano astronavi e tutte quelle faccende in cui un bene prezioso cade nelle mani, e nella gestione di perfetti imbecilli ed è la rovina. 

Quindi requiem e... Capitolo chiuso.

mercoledì 15 settembre 2021

Nelle Badlands - interno giorno - parte prima

Ritorno dalle Badlands; passato per l'ultimo saluto.
- Sei rammollito dalla vita cittadina! mi dicono. 
Sarà vero? 15 mesi di Covid ed altre faccende mi hanno cambiato così tanto? Dov'è finito il facile entusiasmo con cui avevo affrontato il trasloco?
Più di una volta mi sono ritrovato ad invocare il mio bagno, la mia cucina, il salotto della casa in città, e mi guardavo attorno come quei vecchi disorientati dalle novità dell'ospizio, o come quando si torna nei luoghi idealizzati dell'infanzia. Eppure non avevo alcun fastidio impellente, niente giri nel bosco per fare legna, nulla da sistemare in serra o nell'orto in attesa dell'inverno, nessun lavoro in falegnameria, nessuna urgenza/emergenza in cucina. 


Ma guardo il posto con occhi diversi, come se fossi un astronauta atterrato per sbaglio su un pianeta ostile. Alieno in entrambi i mondi, quello cittadino troppo caotico e quello agreste troppo aspro.
Entrambi mi appartengono solo in parte; prima o poi dovrò decidermi, ma a cosa posso rinunciare senza il timore di aver perso il dettaglio essenziale? 
Nell'attesa di capirlo, lascio le cose come stanno, e riprendo a vivere alla giornata.
Ad aiutarmi in questa non decisione c'è la fine certa delle Badlands, un'imminenza oramai improcrastinabile che si chiama pignoramento. Lo sapevamo tutti ed improvvisamente sembra che ognuno di noi abbia fatto la stessa scelta degli altri, quella non scelta che ha il sapore di una resa.

sabato 11 settembre 2021

Le persone credono ai complotti per non accettare la realtà

Diceva così Umberto Eco, e l'argomento è ripreso in un interessante articolo in cui si analizzano quasi tutte le paranoie complottistiche di questi ultimi vent'anni e non solo; ripercorrendo alcuni episodi passati si traccia una credibilissima psicologia del complottista perfetto, con tanto di esempi. Servirà a comprenderli, smascherarli e sconfiggerli?
Non credo.


Ma parliamo d'altro....



Dopo vent'anni dall'11 settembre 2001, sembra che le lancette di una parte del mondo siano rimaste a quella data. Le celebrazioni a ground-zero di oggi invece hanno il sapore di una commediola goldoniana, utili a placare i cuori pavidi di tutti coloro che preferiscono la frigna alla visione di una realtà che non comprendono o che non vogliono accettare per pura paura. Così i giornali titolano: tu dove eri quando le torri crollavano, cosa facevi, con chi eri?
Bei titoli acchiappa commenti, il solito trucchetto del marketing emozionale che tante soddisfazioni continuerà a dare. La smetteranno di impastarci con questa inutile melassa?
Non credo.

Ma l'argomento vero (ed in qualche modo collegato) credo sia la questione afgana, che ho seguito di sponda principalmente perché è una di quelle faccende che mi fanno irritare in modo irragionevole, per la connivenza debolezza che mostrano gli Stati confinanti, ma forse nemmeno per questo, forse è più una questione di maturità culturale, che dovrebbe impedire sul nascere certi sonni della ragione. 

Comunque è soprattutto il contorno ricamato dai social a far diventare la tragedia una patetica farsa ad uso degli Europei. Non erano passate nemmeno 24 ore dalla notizia dell'entrata dei Talebani a Kabul che il web si è riempito, intasato direi, di meme con fumetti di donne afgane, attrici afgane, musicisti afgani, privati della loro libertà di esprimersi, perfino l'uccisione di Nazar Mohammed non è riuscita a far smettere questo mercato dell'indignazione tanto facile quanto sterile, a discapito dei tanti anonimi che saranno privati della possibilità di fare ciò che è il loro mestiere. Ma all'occidente civilizzato frega (davvero) qualcosa di queste persone?
Non credo.

Se il regime talebano basa la sua ricchezza sul narcotraffico, allora mi aspetterei che tutti gli europei facciano voto di astinenza dalle droghe, affossando le vendite e mandando in crisi l'intero mercato dello spaccio, poi mi aspetterei che le fabbriche di armi occidentali smettessero di venderle a chiunque e magari proprio a quei Paesi che riforniscono gli ayatollah, poi mi aspetterei che smettessero di commerciare con loro. Questo mi aspetterei dai meme che girano in rete, l'invito ad un boicottaggio consapevole e mirato, che parte dalle persone, quelle stesse pronte a riempire le proprie bacheche di facili appelli buonisti ed impegnati, tanto utili a placare coscienze oramai assopite quanto inutili ai fini pratici. Arriveremo a questa consapevolezza? 
Non credo.

giovedì 19 agosto 2021

Cronache dalla cucina dei gatti affannati

Come era prevedibile la raccolta dei limoni ha prodotto una buona quantità di frutti, erano talmente maturi che è bastato toccarli perché si staccassero dal ramo. Sulle cime ci sono già i piccoli limoni verdi pronti per la crescita del prossimo anno, una cosa che invece non ricordavo è che l'albero ha le spine e quindi qualche accidente è partito. Devo informarmi se sia il caso di fare una potatura a marzo, per ora mi sono limitato a togliere alcuni rametti secchi ed a perimetrare il terreno sotto all'albero con uno strato di paglia e sterpi. Per la prossima primavera ci sarà da concimare con cenere e fondi di caffè, e magari qualche annaffiatura con gli Effective Microorganisms E.M.


 

Così sono iniziate le conserve estive. Parte della buccia è stata usata per la macerazione in alcol in vista della preparazione del limoncino, invece il resto del frutto è finito il pentola per la marmellata. Quest'anno ho voluto provare i barattoli della Bormioli, più che altro perché quelli recuperati erano finiti. Tra le tante ricette trovate in rete ho adottato quella che prevedeva la minor quantità di zucchero. Ho anche deciso di fare due tipi di marmellata, la classica al limone e limoni e zenzero. Lo zenzero aggiunge un tono piccante e la userò per le crostate o per i cornetti. Il limoncino invece segue la ricetta classica che ci tramandiamo da decenni, con zafferano e cannella nelle dosi giuste per dare un sentore speziato senza coprire il gusto del limone.

Ad osservare tutto con grande attenzione quest'anno c'è Pepe, a cui non sfugge nulla, ma difficilmente troverà qualcosa di alimentare adatto ai suoi gusti. Tuttavia presidia forse sperando in qualche croccantino per essere mandato via.

C'era anche una mezza idea di tralasciare il quotidiano e scrivere su fatti di cronaca di cui mi occupo molto marginalmente, parlare di Gino Strada e l'offesa di Biamonti, preoccuparmi dei roghi dolosi che mostrano quanto siamo deficienti (inteso come deficere) in fatto di tutela dell'ambiente, e poi sulla fuga da Kabul di migliaia di disperati, tuttavia mi sono detto: perché incupirsi per cose a cui non posso porre rimedio?
Ma il periodo testa-vuota mi impone pochi e semplici pensieri.

Novità dal giardino: l'arrivo di due vasi di dipladenia (??? o altra pianta fiorita per ora misteriosa), che sistemerò come rampicante decorativo, e spero presto coprente, sul muraglione di cemento del posteggio. Avevo pensato ad una copertura di gelsomino, ma al vivaio non ne avevano e così il vicino ha pensato di rifilarmi due delle sue protette, che spero non muoiano prima del trapianto in terra previsto per la fine della fioritura, oppure per la primavera prossima.

domenica 15 agosto 2021

5 cose da tenere in giardino


«Fate giardini! Veri giardini, naturalmente, luoghi indomiti fuorilegge. [...] Lavorate con i poeti, i maghi, i danzatori e tutti gli altri artigiani dell’invisibile per rimettere al suo posto il mistero del mondo».


Dice così Jorn de Précy, nel suo bel libro: “E il giardino creò l’uomo”, manifesto ideale del giardino selvatico che penso sia una conseguenza del paesaggismo romantico, e che ritrova molti sostenitori in varie teorie e tecniche orticole. Questo sarà il mese del giardino dei gatti e così ho preparato una lista...

1) Siepe - antivento, antismog, antirumore, ma anche e soprattutto decorativa. Questo si dice dell'utilità della siepe in giardino; io la immagino così, non troppo perfetta, anzi un insieme di essenze differenti che fioriscono in diverse stagioni, in modo da avere sempre una barriera colorata che non richiede continue attenzioni per essere impeccabile. Insomma un giardino che sconvolge il bisogno umano di delizia, ma lascia la natura libera di esprimersi.

2) Amaca - utile per leggere un buon libro all'ombra degli alberi, ascoltare musica o semplicemente sonnecchiare durante i caldi pomeriggi estivi; è un'esperienza mistica che consiglio vivamente di fare appena possibile; addirittura perfetta per una dormita notturna nell'afa agostana. Dovrebbe essere colorata, resistente e corredata di un piccolo cuscino.

3) Laghetto - utile per creare un bioclima e per raccogliere l'acqua piovana, se ben gestito non attira nemmeno le zanzare ma contribuisce alla buona salute del giardino. Anche in questo caso lo farei con una forma irregolare, che simuli quella di una pozza d'acqua naturale; per le piante mi ispirerei a quelle presenti nei torrenti della zona e per il resto lascerei fare alla natura, per entrare in equilibrio con l'ambiente giardino; anche per questo non sono ancora certo se ci vorrei dentro dei pesci, forse delle rane.

4) Pergola - quando si tratta di stare all'aperto per una colazione o un pranzo avere a disposizione l'ombra profumata di un glicine è fondamentale, c'è anche la versione agreste con l'uva fragola o con altri tipi di rampicante più coriacei, ho visto dei mix con piante di kiwi e rose, tuttavia il glicine ha un sacco di vantaggi, non ultimo la possibilità di fare delle ottime frittelle con i fiori.

5) Nano - poteva mancare? il nano da giardino è un must, tuttavia mi piacerebbe un nano fuori dagli schemi, proprio come questo, pronto ad accogliere i visitatori con il suo carisma malandrino. Anche il colore è perfetto, basta nanetti minatori in stile Biancaneve, meglio un folletto dispettoso.
Insomma alla fine verrebbe fuori una cosa del genere, con gatti nascosti un po' ovunque, tanto sognare è gratis!