Che non si sappia in giro
temporary blog
martedì 27 ottobre 2026
Ogni occasione nella vita ha una data di scadenza
sabato 24 ottobre 2026
Anche gli imbecilli invecchiano
Una cosa che ho notato e che evidentemente sta prendendo piede nel web e molto sui social, sono coloro che dicono agli altri quello che DEVONO fare, e non come consiglio, ma come diktat. Pure con una certa acrimonia e supponenza. Insomma devono dirlo loro perché gli altri sono TUTTI degli incompetenti.
E loro? me lo sono chiesto, insomma tutta questa sollecitudine sui compiti degli altri fatta da persone con il culo in poltrona, mi fa quasi divertire.
Questa regia è maggiormente pressante quando si tratta di questioni di pubblica incolumità, decoro o pulizia ed altre faccende urbane.
C'è evidentemente una grande fetta di persone che conosce esattamente quello che va fatto, e pure in diversi ambiti, amministrativi, botanici, calcistici, logistici. Poco importa se indagando meglio si scopre che non ne sanno un cazzo, ma hanno visto un video o sentito dire che... e per qualche motivo si trovano impossibilitati a intervenire personalmente, forse i loro parenti li tengono prigionieri in scantinati bui ed umidi dove tuttavia possono fruire della rete wifi per renderci edotti delle loro doti indiscusse ed indiscutibili.
martedì 20 ottobre 2026
È come spegnere un incendio a forza di sputi
domenica 18 ottobre 2026
Non puoi gettare un pagliaccio in una gabbia di leoni
Facendo un calcolo matematico brutale:
39.000.000 € / 33 anni ≈ 1.180.000 euro all'anno.
lunedì 12 ottobre 2026
Difronte a Dio siamo tutti uguali - ma di profilo?
giovedì 8 ottobre 2026
Chiedo per un amico
venerdì 2 ottobre 2026
“Chiare, fresche et dolci acque”
Inizia così Petrarca nel 1340, e prosegue con una lunga poesia dedicata all'amata Laura, musa ispiratrice delle sue fregole adolescenziali, anche se all'epoca era già un ometto di 36 anni.
Questo in teoria, perché oggi ben sappiamo che l'inquinamento industriale ed agricolo ha reso non potabili acque che un tempo lo erano, e poi c'è la questione delle microplastiche e di tutte le varie sostanze chimiche presenti in percentuali non dannose, ma comunque disciolte. Per esempio a Roma i cittadini si bevono l'arsenico che esce dai rubinetti. A volte lo sanno, altre non si sa.
Qui a Genova invece si è aperta la caccia alle fontanelle pubbliche, spesso dimenticate in virtù della bottiglietta di plastica usa&getta tanto cara ai gestori dei bar e molto cara ai turisti sprovveduti che sborsano cifre inimmaginabili per averne una, che poi buttano dove capita. Ma a quanto pare è più comodo bere l'acqua che arriva da chissà dove che usare quella 'di casa', per quella faccenda che scomoda il km 0 ma solo quando serve a prender voti, diversamente sono posti di lavoro che vanno tutelati. Quindi a che numero siano realmente i miliardi di miliardi di litri di acqua potabile, non è dato saperlo... e forse meglio così.
Pure a quanto ammonta oggi il debito pubblico italiano è meglio non saperlo, tanto non cambia molto.



