mercoledì 27 settembre 2023

Ho attraversato gli oceani del tempo

Restando in qualche modo sul tema del post precedente, questa sala da pranzo sembra apparentemente una semplice, ma elegante, sala da pranzo qualsiasi, forse minimalista, tuttavia nasconde una storia particolare. Dunque...

Siamo a Genova, è il 27 settembre 1932 e il Rex - il mitico transatlantico, parte per il suo viaggio inaugurale, Genova - New York. Solo chi viveva in città in quegli anni potrebbe raccontare la partecipazione, anche sentimentale, dei genovesi alla sua costruzione. Un successo senza precedenti, rinnovato ogni volta che sotto alla Lanterna ricompare la nave. 


Una leggenda che si ripeterà per otto anni, sino al 1940, anno in cui la guerra costringe la nave a riparare in porto a Genova. Ritenuto luogo sicuro.
A seguito dell'armistizio del 1943, il prezioso naviglio cade in mano ai tedeschi, che dapprima lo utilizzano come caserma, depredandolo dei lussuosi arredi e dei macchinari smontabili, inviati con treni speciali a Vienna, Monaco e Berlino. Ed in seguito se ne sbarazzano lasciandolo arenato al largo delle coste jugoslave, dove verrà bombardato nel 1944 dagli alleati e smantellato tra il 1947 ed il 1958.

Ma come in tutte le leggende che si rispettino, qualcosa si salva ed ecco che la sala da pranzo, questa sala da pranzo, dopo aver viaggiato attraverso l'Atlantico per otto lunghi anni, riapproda a Genova e si incaglia nelle sale di Palazzo Doria-Carcassi, dov'è usata ancora oggi per stupire altolocati commensali. E lei di storie potrebbe raccontarne davvero tante.

sabato 23 settembre 2023

La bellezza ha solo bisogno di essere assecondata - tuttavia...

Quando mi parlano di Versailles non sono obiettivo. Insomma almeno una volta nella vita bisogna andarci, per passare una giornata con possibile sindrome di Stendhal conseguente. Ma la questione di oggi è tutto tranne che turistica.

Non riesco a risparmiarmi qualche critica, e forse anche di più, a questo ricevimento ufficiale, che dovrebbe rafforzare i rapporti Francia-Inghilterra in un momento critico di equilibri tra potenze europee.

In un periodo come quello attuale, in cui dobbiamo fare i conti con le posizioni russe, la crisi energetica e tutta una serie di altre rogne, la cui più tranquilla è la questione-invasione-emergenza dei migranti e le varie chiusure delle frontiere, ecco che la politica mette in scena questo teatrino. Un ricevimento che esibirà un lusso senza limiti, in una cornice dichiaratamente sfarzosa, che mi conferma, se ne avessi avuto bisogno, che chi governa l'Europa, vive in un costante volgersi al passato, ideologicamente e politicamente. 

Macron, dimentico dei motivi che portarono i giacobini a decapitare il proprietario di casa, riceve Carlo III a Versailles, e tante belle pacche sulla schiena da vero amicone, proseguendo un copione che ha già visto svariate generazioni di suoi antenati sfilare sotto le volte dorate della reggia. E questa continuità di ruoli e di luoghi mi lascia perplesso, (preoccupato?). Quindi mi interrogo sulla vera capacità di voltar pagina di questi personaggi. Saranno capaci di affrontare i mutamenti che l'epoca attuale ci presenta, senza ricadere nelle vecchie dinamiche fallimentari del passato. Temo di no, e se ha ragione Poe non ci sono soluzioni.

Insomma trovo questo ricevimento di pessimo auspicio, di pessimo gusto, quale peggior dimostrazione di come l'Europa sia sorda e cieca a ciò che le sta capitando, intenta piuttosto ad esibire un lusso che nemmeno le appartiene, un'opulenza ereditata e nemmeno con merito. Immagine di una decadenza totale e definitiva. Ma con classe.

mercoledì 20 settembre 2023

Se avete già dei problemi non fatevene altri

La situazione migranti è arrivata al capolinea, come dice Zaia: la misura è colma, e non trovo definizione migliore. L'opposizione annaspa e ribatte con argomentazioni patetiche che nulla risolvono, inizio perfino a pensare che stiano capendo che anni di governi immigrazionisti hanno clamorosamente fallito il bersaglio. In fondo cosa speravano dall'Italia paese degli accomodamenti e della sciatteria. Per fare dei numeri, un centro di accoglienza pensato per 400 persone che ne sta ospitando 7000, fornisce da solo la misura della sconfitta.


All'estero le cose non vanno meglio, e se i nostri confinanti hanno deciso la chiusura delle frontiere, lasciandoci di fatto le rogne da risolvere, stanchi della cronica incapacità gestionale italica, salendo verso il nord Europa le misure di contrasto e tutela sono già in atto da tempo, con buona pace di quelli che berciano accusando di razzismo ogni forma di salvaguardia dell'ordine e della sicurezza pubblica.

Perfino nella tollerantissima Danimarca Inger Støjberg,  esponente del partito liberale e  membro del parlamento, propone soluzioni estreme di contrasto alla crescente presenza di stranieri nel regno danese. Segno che il numero massimo è stato raggiunto un po' ovunque ed adesso inizierà un'epocale scarica barile, e come sempre saranno i più deboli ed impreparati a farne le spese. 

venerdì 15 settembre 2023

Il boccone della creanza

Sarebbe il boccone che si lascia nel piatto per far vedere che il pranzo è stato sufficiente. Ma passiamo all'immagine: questo bel canestro di frutta, realizzato in marmo, è stato scolpito nel 1773 da Antonio Canova, che all'epoca aveva 16 anni ed una passione smisurata per la scultura che opportunamente perseguita lo porterà a diventare uno dei maggiori e più richiesti scultori della sua epoca.
L'opera è conservata al Museo Correr di Venezia, e posso assicurarvi che visto da vicino il canestro è di un realismo impressionante.

Quindi si potrebbe mangiare questa frutta? Chiaramente non è possibile, per due motivi, il marmo è incredibilmente duro da mordere ed inoltre trattandosi di un'opera d'arte, comporterebbe del penale.

Tuttavia se dopo la visita al Correr vi è rimasta una certa voglia di marmo di Carrara, quel languorino che non è proprio fame, ma più voglia di qualcosa di buono, potete soddisfare la vostra golosità in due modi, visitando le cave del Parco regionale delle Alpi Apuane, oppure cercando alimenti che contengano carbonato di calcio, ossia marmo polverizzato; l'industria alimentare lo classifica nelle etichette come E170. Quindi è solo una questione di misura del materiale, e c'è davvero l'imbarazzo della scelta.
Il marmo entra in un sacco di preparazioni alimentari, dalle caramelle, al latte in polvere, al vino, ai sottaceti, perfino nel cioccolato, ed infine dentro alla pasta dentifricia.
Non ci credete? 
Ve lo spiega questo video e non credo proprio che gli svizzeri ci lasceranno il boccone della creanza dopo essersi 'mangiati' l'intera montagna.

martedì 12 settembre 2023

Cercate di conservare sempre un lembo di cielo sopra la vostra vita

Diceva così, Marcel Proust, quello delle madeleine per capirci, quindi ecco un buon appiglio gastronomico per questo post. 

Foto di questo tipo nel web se ne trovano parecchie, l'abbinata focaccia-cappuccino è un must delle colazioni genovesi doc. I turisti desiderosi di sperimentare le bontà locali per calarsi nel luogo, prima o poi ci approdano, ed è facile scorgerli in qualche bar del centro intenti a gestire l'olio e la schiuma di latte. Ad alcuni piace, altri inorridiscono. Gli statunitensi generalmente apprezzano, ma viste le loro abitudini alimentari non fanno statistica.

Personalmente mi piace molto fare colazione, ma anche una merenda, con la focaccia, che si presta a infinite varianti. L'abbinamento più felice a mio avviso è focaccia e vino bianco, che per diverso tempo è stato l'aperitivo ottimale, prima che venissimo travolti dallo spritz d'importazione. Per inciso ricordo che 'noi' abbiamo l'asinello e guai a chi tradisce la tradizione; crescono le orecchie tipo Pinocchio nel paese dei balocchi.

Tornando alla vera colazione, il top del top è rappresentato  dalla focaccia di Voltri. Una delle tante versioni presenti in Liguria, è l'evoluzione della focaccia genovese classica, e per darvi l'idea, dopo aver assaggiato la focaccia di Voltri se ritornate alla tradizionale focaccia sarà come bere dell'acqua dopo aver assaggiato il marsala (*).

Insomma che se il lembo di cielo sopra la vostra testa, è quello di Voltri, la focaccia non può che essere quella di Priano,


(*) Altra citazione letteraria di cui vi lascio scoprire il responsabile

domenica 10 settembre 2023

Si stava meglio quando si stava peggio (?)

Sarà per questo che a Nanjie, in Cina, è ancora in voga il Comunismo, quello con la 'C' maiuscola... quello degli ideali incrollabili, insomma il Comunismo del regime di Mao. Quindi abolizione della proprietà privata, tutto è statale e pubblico e quindi gratuito. Un grande sogno insomma.

Ma come spesso accade il risvolto della medaglia è in agguato... tutto gratis, ma quando lo Stato paga poi esige un prezzo, anche ideologico... e la libertà sembra essere lo scotto. Non credo riuscirei a viverci in un posto del genere. Sarò un inguaribile capitalista?

mercoledì 6 settembre 2023

Sarai felice quando sbattere molte delle donne attraenti nella tua area

Questo era l'oggetto di una e-mail finita nella spam.
A me questi titoli fanno abbastanza ridere, tuttavia mi chiedo, che visione della donna c'è in chi confeziona queste trappole informatiche, ma soprattutto che visione del rapporto c'è in chi risponde? Ma se ne arrivano in continuazione, e la spam è piena, ci sarà qualcuno che abbocca?

La risposta è: certamente sì ed il mondo delle truffe pseudo sessuali ha un'infinità di sfumature che non mi immagino nemmeno nei miei sogni più vivaci. Ma la questione secondo me va ben oltre, sempre più spesso mi accorgo di quanta ipocrisia ci sia nei comportamenti e nei pensieri delle persone, e quando per caso o per orgoglio questa ipocrisia cede,  allora il velo strappato fomenta polemiche a non finire. Un caso recente è il libro del Generale Vannacci, persona che per ruolo e competenze dovrebbe rappresentare il blocco granitico dell'Istituzione-Esercito-Pensiero. Ed infatti a mio avviso ne è rappresentante esemplare, anche se poi mi dico: qualcuno gli avrà detto vai avanti tu che a me viene da ridere. Così lui pubblica, e difende, con la convinzione che la libera espressione sia parte della nostra cultura, che la libertà di stampa e parola, letta nell'articolo 21 della Costituzione, sia davvero applicabile. Vai a sapere che forse voleva essere una risposta alla delirante situazione in cui galleggia la società, non solo quella italiana. Tuttavia apprezzabile coming out, meglio dei tanti (troppi) che predicano bene e razzolano male. Non è meglio la sua verità scomoda che le tante bugie di moltissimi altri esponenti delle istituzioni?
Resta sempre la considerazione molto generica e semplicistica per cui si può dire che nella nostra società si è perso il buon senso, ogni campo, in ogni settore, dall'educazione alla giustizia, nei piccoli lavori di manutenzione della città, nella progettazione delle grandi opere, nelle proposte legislative in risposta a problematiche oramai giunte alla cancrena. 
Abbiamo perso il buon senso!
Ho sempre l'impressione che siano troppe le situazioni in cui ci stiamo mettendo 'una pezza' ma che poi a nessuno interessi realmente risolvere. Un universo di piccoli disagi che rendono impossibile vivere sereni. Questa mediocrità colpevole o imbecillità inconsapevole contamina tutto, dalla politica alla società civile, e non occorre andare molto lontano per accorgersene.

Ma passando alla questione del periodo.

Gli stupri di gruppo di Palermo e Caivano, e le patetiche dichiarazioni degli interessati e dei loro genitori scoperchiano il vaso pitale di una cultura marcia nel profondo, ed ecco che è difficile distinguere cosa aspettarsi dalla classificazione di 'cultura inferiore' che spesso, io per primo, mi sento di attribuire a gente che arriva da altri luoghi e con il suo comportamento mi crea disturbo. Ma poi anche gente mentecatta che mi vive accanto diventa improvvisamente rappresentante di questa fantomatica 'cultura inferiore'. E' anche difficile capire come porre rimedio a tutte queste 'culture inferiori' tante e troppe, con cui vengo in contatto ogni giorno. La pena esemplare che molti invocano è un palliativo e rischia di essere la risposta 'di pancia' di un sistema giuridico e penitenziario oramai inefficace, lento e che non garantisce la certezza della pena, un colabrodo fatto a misura di delinquente, incapace di tutelare le vittime.

Provate a riprendere un qualsiasi maleducato, dal coglione che mette i piedi sui sedili del treno, alla rasta tutta tatuaggi e dreadlocks che lascia il cane libero di pisciare nella sala d'aspetto della stazione, tanto per portare due esempi vissuti, provate a replicare e vedrete la risposta arrogante di chi si sente privato di un diritto, reazioni che poco e nulla hanno di sensato, ma sprizzano disagio, inadeguatezza e penso anche dolore. Incazzarsi non serve, non risolve... anche se mi chiedo: ma quanto tempo passerà ancora prima che salti il tappo? Prima che inizi la tolleranza zero, i pestaggi, le ronde dei cittadini esasperati, di video in rete ne girano molti, ed i segnali anche in questo caso ci sono e sono sempre più chiari, e preoccupanti.

sabato 2 settembre 2023

Ma la Lella non è morta?!

Abita a Cornigliano, non c'è differenza!


Era la battuta, cinica ma vera, destinata a coloro che per ragioni economiche o lavorative sceglievano di trasferirsi a Cornigliano; quartiere che ancora oggi rappresenta una iattura, pure se hanno riqualificato, ripulito, sistemato, piantato alberi in luoghi improbabili, sistemato strati di erba al posto del cemento sbriciolato dall'acido dell'acciaieria, rappezzato tutto il rappezzabile, verniciato di rosso panchine che mai nessuno userà per lo scopo per cui sono preposte.

Mi sono chiesto se fosse possibile rendere questo disastro con una foto, ed avevo scelto la panoramica precedente, ma non è efficace. Poi per caso ho trovato queste due immagini che rendono esattamente quello che volevo raccontare. Tra i due scatti ci sono circa ottant'anni di distanza, in cui addensare lotte sindacali, inquinamento, lavoro e società operaie, scioperi e cortei, sviluppo, progresso, ricchezza e benessere, PIL e boom economico.
Quando attraverso Cornigliano, mi chiedo se valeva la pena distruggere una località balneare in nome del progresso.
Ma i ricordi si fermano ai racconti dei famigli, con l'arrivo degli alleati e una festa dei liberatori nei saloni del requisito castello dei Raggio, "memoria rimpianta di una bellezza svanita" come ricordano i più romantici (*cit.); quella sera in cui si respirava odore di mare, sigarette americane, sudore e dopobarba, le prozie sognavano il futuro alle dolci note di Wang Wang Blues. Era il 1946 dicono.