sabato 15 agosto 2026
Le masse preferiscono non essere coscienti
«E il libero arbitrio?»
«Lo usano un'ultima volta per scegliere di non dover più scegliere».
giovedì 6 agosto 2026
Dare troppo all’inizio non è un atto di generosità
domenica 2 agosto 2026
Le persone ascoltano per rispondere non per capire
mercoledì 29 luglio 2026
Le persone non cambiano, al limite peggiorano
sabato 25 luglio 2026
A volte la strada che va avanti sembra riportarti indietro
domenica 5 luglio 2026
Nessuno sa fare la vittima meglio della persona che ha causato il danno
Dunque.... immagino questi due scenari.
venerdì 26 giugno 2026
Del resto, se importi il terzo mondo, diventi il terzo mondo
In questi giorni Genova è al centro di una serie di questioni pesanti, con sicurezza e degrado sociale arrivati al capolinea, ed i reati si accumulano, morti compresi. E io sono combattuto perché cerco di ragionare cercando di evitare gli stereotipi, per capire non tanto cosa stia succedendo, quello è molto chiaro, ma come le istituzioni pensano di affrontare il problema.
Perché la frase più pronunciata da chi vive ogni giorno questo disagio (me compreso) è: ci siamo rotti il cazzo!
E la risposta delle istituzioni è: non alziamo i toni. (Salvo poi scannarsi in consiglio comunale).
sabato 6 giugno 2026
Il mondo è dei furbi grazie agli scemi
Il mondo medico scientifico l'ha individuata e la chiama 'nebbia cognitiva'. E finalmente posso anche io dare un nome ad una serie di fenomeni che avevo spicciamente catalogato come: imbecillità diffusa. Cose che per me erano una summa di concause, tipo: l'insegnamento scolastico mediocre, la famiglia disfunzionale, l'analfabetismo di andata e ritorno, l'alzheimer precoce, la demenza senile, il deficit cognitivo, la caduta dal seggiolone, il forcipe alla nascita, il disturbo da Stress Post-Traumatico (da cui scemo di guerra), ADHD, l'effetto di sostanze psicotrope, psicofarmaci, alcool, droghe.
Quindi da oggi non dirò più: quello è un coglione, perdendo poi il mio tempo ad individuare la patologia specifica. Dirò: nebbia cognitiva e sarà tutto dire, parola onnicomprensiva. Sperando che non diventi qualcosa utilizzabile per essere scagionati quando le conseguenze si fanno gravi.
Qualche esempio di questa cosa lo indico, fatti di cronaca recenti, anche per certificare un mio primigenio scetticismo, episodi che mi hanno chiarito meglio il problema e la sua estensione:
- Il tipo che durante la sesta tappa del giro d'Italia tenta di far cadere i ciclisti in volata.
- Il vigile che spaventa i cavalli della parata del 2 giugno sparando petardi.
- Il pusher che in pieno giorno trascina il cadavere di un cliente ucciso nel parco pubblico.
Poi mi sono ricordato di un film che avevo visto molto molto tempo fa e che era a tutti gli effetti una storia ante litteram di nebbia cognitiva. È un film francese del 1995, Il buio nella mente, quale titolo migliore. Tratto dal romanzo La morte non sa leggere di Ruth Rendell.
E concludo con la fine del romanzo.
«Eunice Parchman sterminò la famiglia Coverdale perché non sapeva leggere, perché non sapeva scrivere.
Non c'era movente, non ci fu premeditazione: non ottenne denaro, né sicurezza. Unico risultato del delitto fu che non solo una famiglia e un villaggio, ma l'intera nazione seppe dell'analfabetismo di Eunice Parchman. Per sé non ottenne niente, se non la rovina totale. Da sempre, nella sua mente distorta, c'era la convinzione che non sarebbe mai stata in grado di avere successo. Eppure, sebbene la sua amica e complice fosse pazza, Eunice non lo era. Possedeva quella terribile e realistica lucidità dell'atavica scimmia travestita da donna del ventesimo secolo.»
A seguire un video esplicativo.
martedì 26 maggio 2026
Viviamo di sentito dire
mercoledì 6 maggio 2026
I social network ed il problema degli haters
sabato 2 maggio 2026
Finché eravamo giovani Era tutta un'altra cosa Chissà perché?
Passando a cose serie invece, in questi mesi, in città infuria la polemica sulle nuove obliteratrici. Sono complicate da utilizzare. E quindi mi chiedo: come mai un'azienda con un buco di bilancio di 280 milioni di euro, decide di rottamare le vecchie timbratrici a inchiostro e sostituirle con le nuovissime a lettura QR code?
Rimarco che il primo disagio è riuscire a farle funzionare, il secondo è ricordarsi a che ora scade il biglietto, perché l'orario di inizio viaggio non compare. Bisogna ricordarselo.
Oggi le stime dicono che sulla quantità totale di multe, viene recuperato il 3% (tre per cento) e c'è pure un ufficio apposito per il recupero, ma sempre il 3% rimane. Il 97% invece non paga e la multa la butta appena scende dal bus.
Non serve un genio per capire che il sistema è inefficace; ma non solo quello delle multe, anche quello delle nuove timbratrici. Non funziona ma ci si ostina a far finta che funzioni, ciecamente, ottusamente. A chi lo fa notare si oppongono inutili quanto improbabili soluzioni.
L'importante è fare muso duro e multare chi si ostina a non voler pagare, anche quando è una vecchina di 90 anni che ingenuamente chiede al controllore di verificare se è riuscita a timbrare il biglietto con il nuovo sistema a QR code. A questa nonnina consiglierei di entrare orgogliosamente a far parte di quel 97%. di persone che se ne fottono del sistema e non pagano le multe.
Questo entra nei discorsi di una burocrazia fascista (di cui accennavo nel post del 25 aprile) arrogante e totalmente disconnessa dai problemi reali dei cittadini, che prosegue a imporre senza comprendere. E così facendo imbocca soluzioni tecniche e metodologiche palesemente inefficaci, improbabili, improvvisate, quando non impopolari, ma incredibilmente costose.
martedì 28 aprile 2026
Ave Trump - morituri te salutant
sabato 25 aprile 2026
Anche se un serpente cambia pelle resta sempre un serpente
sabato 4 aprile 2026
Il male può avere un volto qualunque
martedì 17 marzo 2026
Fai una giravolta, falla un'altra volta e vattene affanculo
martedì 10 marzo 2026
Dubai bombe e guai
venerdì 6 marzo 2026
Certi tipi di persone
sabato 28 febbraio 2026
Il fuoco brucia santi e criminali allo stesso modo
Pompei è una città sospesa, una città fantasma che racconta di un tempo lontano, con uno stile di vita oggi inimmaginabile, e lo fa in modo tragico e vero. Non è solo un sito archeologico, è molto di più. Sarà per questo che la vita, dopo duemila anni di oblio, ci scorre dentro come acqua in un canale.
lunedì 2 febbraio 2026
La cosa più difficile da fare e la cosa giusta di solito sono la stessa cosa
giovedì 8 gennaio 2026
Non compri con il denaro...
Ecco, il concetto di tempo sprecato per alcuni sono le ore passate al lavoro; per altri invece si chiama ozio; tutto quello che non è produttivo, poco importa se è produttivo per altri.
Ho risolto che il concetto di spreco di tempo è totalmente soggettivo, e si valuta a cose fatte. Quindi quando non c'è possibilità di rimedio. E spesso sono gli opportunisti a lamentarne lo spreco.
Mi concentro però su quelli che il tempo non lo sprecano e la vera questione, assai dibattuta oggi grazie ai social, è l'idea di sacrificio sul lavoro, lo stakanovismo, l'abnegazione, tutti concetti comodi alle industrie o alle multinazionali, a chi sfrutta le persone e per farlo deve inoculare questa rappresentazione mentale nei lavoratori, non è manipolazione questa?
Fare credere alle persone di essere sul posto di lavoro per una forma di benevolenza del proprietario della fabbrica, i benefit o premi di produzione come 'regalini' per chi dimostra fedeltà agli obiettivi di crescita. Insomma per chi si identifica meglio con le vacche da mungere.
Non pare accettabile il contrario, come se soltanto con il duro lavoro e con il sacrificio si potessero meritare riposo-stipendio-ferie (pensione e morte) ed altre varie cose individuabili alla voce: beni di lusso. Questo è uno stereotipo molto molto comodo che comporta ricusare le persone che non si omologano a questa procedura. Se poi si parla di fare il lavoro che piace realizzando i propri sogni, o peggio guadagnare molto lavorando poco, allora apriti cielo.
Qualche esempio? La Ferragni ed i suoi compagni di merende, sono immediatamente delegittimati dalla loro fama perché hanno fatto i soldi facili?
E guadagnare mostrando il culo su onlyfans è meno nobile di chi invece se lo spacca lavorando 8 ore al giorno in fabbrica?
A quanto pare i veri soldi, graditi alla società, si possono guadagnare solo spaccandosi la schiena, rinunciando a vivere la propria vita e udite udite, chi guadagna di più di quanto stabilito DEVE fare beneficenza, devolvere parte delle sue ricchezze per una buona causa, e questo lo monderebbe dal peccato di essere ricco. Spesso sono i morti di fame a chiederlo.
Poi arriva la questione Mamma di Elisa Esposito. Lei preferisce che la figlia mostri le tette sul web piuttosto che vederla lavorare 8 ore al giorno. Ha scatenato il finimondo.
Sinceramente non me la sento di dissentire, perché parla in corsivo, e quindi si definisce scrittrice. anche questa è una forzatura se vogliamo, ma il punto a mio avviso non è tanto quello che fanno questi influencer ma la visibilità che il resto del web concede loro.
Insomma ve la faccio facile: la colpa è della meretrice o del suo cliente? se c'è offerta è perché la domanda non diminuisce. Chi è più peccatore?
Quindi ci siamo capiti? Stare a rincorrere il colpevole e salire in cattedra per giudicare e condannare è perfino peggio del reato, sempre che di reato si possa parlare.
Gli influencer non sarebbero nulla se non avessero i follower e persone pronte a fare e comprare tutto quello che viene consigliato. Pandori compresi. Perchè questo accade resta ancora un mistero, spiegabile forse valutando che la maggior parte delle persone non pensa, anche se pensa di pensare, e quando parla dice di suo un 10 %, il resto è solo condizionamento subito.
Omologazione.



