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lunedì 25 agosto 2025

Il formaggio gratis si trova solo nelle trappole per topi (*)


Dare cibo agli animali direttamente dalla mano, (come si vede nel video), invece di utilizzare una ciotola o un'area designata, è un'azione che vedo fare spesso. Ma perché se ne sente il bisogno?

Per capirlo ho tracciato un profilo psicologico chiedendo aiuto alla chat GPT.

Pare che in psicologia, questo atteggiamento sia associato a dinamiche emotive di controllo e potere. Quindi siamo nuovamente davanti all'essere umano padrone del mondo. Le conseguenze negative di questa onnipotenza le vediamo ogni giorno.
L'atto di nutrire dalla mano implica una maggiore interazione fisica, illudendo ad una maggior vicinanza con la natura e gli animali, ma come spesso accade è l'ennesimo inganno di interazioni distorte; sintomo di un senso di solitudine o mancanza di legami.
In alcuni casi, spero pochi, questo comportamento può nascondere il bisogno di sentirsi l'unico dispensatore di cibo e genera un senso di potere. Altro segnale di problemi relazionali. 

A volte l'atto di dare il cibo dalla mano è guidato da una visione romantica e idealizzata della natura e degli animali. Si può credere di stabilire un rapporto speciale, ignorando il fatto che si sta alterando il comportamento naturale dell'animale.  in mancanza di relazioni umane soddisfacenti. Questa cosa si capisce bene nell'ultimo video. 
Andando con ordine ecco alcuni possibili tratti di Personalità, individuati dalla chat GPT:

Narcisismo: In alcuni casi, l'atto può derivare da un desiderio di essere ammirati o visti come persone speciali che hanno un legame particolare con gli animali.

Impulsività: La decisione di dare il cibo dalla mano può essere frutto di un'azione impulsiva, senza considerare le conseguenze per l'animale e per sé stessi.

Incapacità di Stabilire Confini: L'incapacità di rispettare le distanze e i confini con gli animali può riflettere una difficoltà nel farlo anche con le persone. E quindi ci sono i tratti di una persona invadente.

Non sempre è un comportamento negativo: in alcuni casi, questo atto può derivare da un genuino amore per gli animali e da un desiderio di connettersi con la natura. Tuttavia, è importante essere consapevoli delle possibili conseguenze negative per gli animali e per l'ecosistema.

In questo video invece, l'avere tanti amici come scritto nella descrizione, è percepito come una forma di validazione personale, un segno di accettazione e affetto, anche se effimero. Questo può rafforzare l'autostima, soprattutto in persone che hanno una bassa opinione di sé.

Personalmente credo che gli animali 'selvatici' vadano lasciati in pace, perché noi esseri umani gli abbiamo già rotto le balle a sufficienza.


(*) Secondo la Manchester Metropolitan University, il formaggio non rientrerebbe tra i cibi più 'appetitosi' per topi. Anzi, dalle loro ricerche emerge che gli esemplari di topi studiati prediligono cibi dolci e ricchi di zuccheri, compresi frutta e cereali.

sabato 5 luglio 2025

Sia l'orologio da 300 euro che quello da 3000 segnano la stessa ora

Dunque... ho visto in rete l'intervista a una Tipa che vive in campagna, in una casa che si è costruita lei, recuperando cose edili in discarica, usando materiali naturali. Nell'insieme era una bella casetta con attorno alberi e prati.
Si è allestita un piccolo mondo in cui lo spreco viene ridotto al minimo e nel riuso riprende le vecchie tradizioni contadine in cui tutto diventa utile risorsa. I suoi vestiti erano semplici e di fibre naturali, nella casa c'era il necessario, mobili e suppellettili che rifuggono il superfluo, l'ostentazione. Potrei dire una vita francescana laica, ma non di penitenza.
Nell'intervista affermava di riuscire a vivere con 300/400 euro al mese, anche se non era ben chiaro quali fossero le sue reali spese. Non ho capito nemmeno come si guadagnasse da vivere, cioè che lavoro facesse per avere i 300/400 euro al mese che le occorrono; lei non è entrata nel merito, l'intervistatore non glielo ha chiesto, come fosse un dettaglio trascurabile, ma ha tenuto a precisare che non entra in un supermercato da anni, perché li considera trappole per far spendere soldi alle persone. Poi c'era tutto un discorso condivisibile sulla genuinità dei prodotti, sull'industria agroalimentare ed altre faccende.
Sembrava molto serena e soddisfatta della sua vita, compiaciuta di esserci riuscita e di poterlo raccontare. Ecco una cosa che mi ha colpito è che non stava cercando di convincere nessuno, semplicemente spiegava al giornalista il suo punto di vista e le convinzioni che l'avevano portata a quella scelta. Poi gli altri facciano un po' come preferiscono.
In effetti è difficile immaginarsi in una realtà simile per chi vive condizionato dalla vita cittadina, perché se c'è una cosa evidente è che in città le persone sono più suggestionabili, per quella faccenda che chiamano conformismo. Insomma secondo la Tipa i cittadini sono polli da spennare e le città sono delle trappole mangia tempo e soldi per polli.
Così mi sono subito sentito in trappola.

giovedì 15 maggio 2025

domenica 20 aprile 2025

La libertà dell'imbecille

Un fenomeno, perverso, della nostra contemporaneità:
 l’illusione di poter finalmente fare a meno dell’Altro, di bastare a se stessi.

lunedì 14 aprile 2025

Vedrai una città regale

Diceva così Petrarca arrivando in nave a Genova, era il 1358.
Alcuni se ne beano ancora di questa descrizione, dimenticandosi dello scempio perpetrato alla collina alpestre negli ultimi 667 anni.
Chiarita questa faccenda, torno al presente.


In città le elezioni incombono e le polemiche non si sprecano, così come le promesse.
Il vicesindaco, che pare il più accreditato al soglio dogale, già viene definito 'reggente' da alcune testate locali. Epiteto che rende bene l'idea delle aspettative del suo partito circa la prosecuzione degli impegni elettorali e non, presi dal suo predecessore.
L'opposizione (?) ... c'è ma non si vede, un po' come certi trucchi di magia.
Personalmente ho sempre più l'impressione che ci sia una rincorsa al "meno peggio" da parte di molti elettori, e forse pure da parte mia, decideremo in situ, con la matitina tra le dita, cosa sia meglio fare o non fare.
Ma in tutto questo, volendo sciorinare una visione personalissima e tragica dell'affaire genuensis vedo una riduzione della politica a supporto al solo mercato. Una politica fragile, senza altra idea che non la permanenza al potere. E in questo predatoria dello spazio pubblico e dei beni comuni. La stessa che non ha ridimensionato il declino della città, ma l’ha solo reso strutturale.

mercoledì 9 aprile 2025

Consigli per gli acquisti



Se non hanno quello che volete,

non ascoltate quello che dicono,

non c'è perdita di tempo più grande.

lunedì 10 marzo 2025

Anormali fantastici e dove trovarli

Potete avere paura di fare i genitori?
Ma cosa è successo negli ultimi trent’anni?
Non lo so, non capisco.
Siete genitori, una roba bella ma che impone anche avere dei superpoteri. Usateli, tranquilli.
Cercate di non avere paura di questo aspetto della vostra vita. Non dovete avere bisogno dell’approvazione dei vostri figli perché altrimenti, veramente, era meglio dedicarsi ad altro. Che so, un cane, un gatto, qualcosa di questo tipo.

Non è possibile che un genitore non riesca a muoversi in un perimetro di autorevolezza e che abbia bisogno che il figlio approvi le sue scelte: è aberrante. Non potete essere amici dei vostri figli, finitela. L’amicizia è un rapporto simmetrico.
Con voi, i vostri figli, un rapporto simmetrico non lo avranno mai».
Roberta Bruzzone

Queste parole sono tragicamente vere, ma non per una limitata porzione di genitori, per quasi tutti. Io li vedo: per strada, nei negozi, nei supermercati, all'uscita di scuola, al parco, queste madri tenute in ostaggio da bimbetti capricciosi, cresciuti in troppa bambagia e quindi rimbambiti prima del tempo geriatrico necessario. Questi padri che sembra abbiano generato un genio, lo esibiscono come fosse il figliol prodigo, pronti ad assecondare ogni richiesta. Allevano principini supponenti, addestrano principesse sul pisello, infanti esposti e farciti con i peggiori stereotipi, nella totale omologazione, nell' inconsapevolezza delle loro responsabilità. Abbandonati davanti ai furbofoni a sostituzione della babysitter. Sono patetici.

Ma a tutto questo c'è una soluzione...

"Fai di tuo figlio ciò che vuoi; e siccome sei un coglione, è giusto che tuo figlio divenga più coglione di te, un coglione perfezionato, adatto a vivere in un mondo di coglioni quale quello che tu, assieme a tutti noi, hai contribuito a creare. Non vorrai mica allevare un disadattato?"

mercoledì 19 febbraio 2025

Meglio ricchi e stanchi o poveri e riposati?

Vi basterebbero 165mila dollari (euro) sul conto corrente, oppure li preferite cash?
Non so come abbia fatto i conti Olga - che trasforma gli esperti in star... ma bene così!

martedì 24 dicembre 2024

E' famoso quello di Troia 🐎

 

Figlio!

Ho idea che tra qualche tempo anche questo tipo di battute diventerà sessista, ma siccome parlerò di medioevo, ci sta.

In questa immagine si vede il dettaglio di un manoscritto miniato; è raffigurato un monaco che seduce una suora, o forse è la suora che seduce il fraticello. Comunque sia andata, lei rimane incinta, perché nessuno ha spiegato al religioso il salto della quaglia e la monaca non ha tutte le astuzie delle meretrici della sua epoca. Robe che manco la MonacaDiMonza. Tuttavia la soluzione è presto suggerita, la suora getta il neonato nel cesso. Poi va a confessarsi dalla MadreSuperiora che le commina una raffica di PaterNoster, un paio di AveMaria ed alla fine si assicura il paradiso.

Pensate che tutto questo sia usanza del buio medioevo-vergogna? una cosa tipo:

Penitenziagite! Watch out for the draco who cometh in futurum to gnaw on your anima! La morte est supra nobis! You contemplata me apocalypsum, eh? La bas! Nous avons il diabolo! Ugly come Salvatore, eh? My little brother! Penitenziagite!

Lo pensavo pure io; che ingenuo eh?

Invece NO, le antiche tradizioni sono rispettate anche nel nuovo millennio.

28 gennaio 2024 - Neonato abbandonato ad Aprilia (qui)

1 febbraio 2024 - Neonato abbandonato in un androne (qui)

28 maggio 2024 - Neonato abbandonato sugli scogli (qui)

12 settembre 2024 - Era vivo il neonato abbandonato a Vignale di Traversetolo (qui)

La storia del neonato abbandonato due volte in cinque giorni. (qui)

My little brother! Penitenziagite!

venerdì 13 dicembre 2024

Normalmente odio la gente, figurati quella con cui devo lavorare

Anche quest'anno tira aria di cena aziendale, ne ho sentito parlare in pausa caffè, astenendomi dal commentare. Chi la desidera normalmente si aspetta che venga organizzata dagli altri, perché prendere l'iniziativa richiede tempo e pazienza. Innanzitutto serve stabilire il numero dei partecipanti, cosa non facile da ottenere, c'è chi pensa sia necessario presenziare con moglie e figli, ma devono chiedere. Quindi sino all'ultimo non sanno quanti sono, se potranno o magari arriva a sovrapporsi la cena aziendale dell'ufficio della moglie.

Poi bisogna decidere il locale in cui prenotare. E qui inizia una cernita ai limiti dell'incidente diplomatico, tra quelli che la vorrebbero nella pizzeria sotto casa, nell'osteria dietro l'ufficio o nel ristorantino del cognato. Poi quelli che: si ok ma sono: vegetariano-intollerante al glutine-al lattosio-sono a dieta-sono vegano o altre paranoie alimentari e quindi pretendono un menù che tenga conto delle loro patologie.

Per parte mia ho deciso di semplificare, non andrò mai e poi mai alle cene aziendali. Per arrivare a questa conclusione me ne sono bastate un paio. Non importa in quale azienda, sono tutte identiche. La tavolata diventa uno sciorinamento di lamentazioni, su ristorante, sui commensali (quelli distanti ovvio, i prossimi sono tutti simpatici) sui capi, sui cibi, su quanto e cosa mangiano i colleghi. In alternativa si continua a parlare di lavoro, a parlar male degli assenti, dei partner concorrenti e soci, il tutto condito dai soliti pettegolezzi da portineria. 

Al termine arriva la questione conto, sono finiti i tempi in cui l'azienda offriva e per semplicità si paga alla romana, quindi ci sarà sempre chi si strafoga con la tagliata di manzo e chi paga a prezzo super pieno una margherita e una coca. Altre discussioni infinite.

Lo scorso anno pareva che partisse una nuova tradizione, coinvolgendo pure ex colleghi e gente andata in pensione, famiglie e qualche simpatizzante. Roba che manco l'ultima cena sul Monte Sion. Poi una serie di astensioni dell'ultimo momento ha bloccato ogni velleità ed è saltato tutto prima ancora che si accordassero sul locale. Che poi mi chiedo, ma se la cena aziendale degli apostoli è finita come sappiamo, perché mai accanirsi.

sabato 7 dicembre 2024

Soddisfatti o rimborsati 🚘

Il suv da donna esiste: si chiama Xy e lo produce X

Presentato nel 2024, Xy è il suv perfetto per te donna che lavora e che si deve muovere nel traffico cittadino: ampia abitabilità, maneggevolezza comfort di guida, bagagliaio capace.

Dice così la presentazione di una casa automobilistica (che non cito) in merito al nuovo arrivato in concessionaria, il suv da donna. 

Spoiler non è rosa e nemmeno glitterato, non ha il pizzo sui sedili o la tappezzeria leopardata, e aggiungerei: per te donna che lavori (invece di stare a casa a lucidare le padelle) e devi portare i figli alla scuola sotto casa e poi andare al supermercato a fare la spesa, sei impedita a parcheggiare e non usi quello di tuo marito perché iddu, è maskio alfa e il suo Suv, come le mutande, non lo presta a nessuno.

Parafraso ed esagero, ma la moda del city suv ci ha preso la mano - le case automobilistiche lo spacciano con tutta una serie di favolose caratteristiche, paroline magiche per invogliare all'acquisto:

quattro ruote motrici = più sicurezza
assetto rialzato = superiorità
carrozzeria voluminosa = senso di protezione
e poi tanto automotive utile al marketing emozionale

Tattiche oramai consolidate dai venditori di auto per l'uomo che non deve chiedere mai.

E adesso, avendo esautorato il maschile, approdano al mercato femminile, quindi utilizzano un linguaggio psicologicamente convincente, che attinge a piene mani dai peggiori stereotipi di genere. Neanche a dirlo l'automobilista babbeo, che è diretto discendente del consumatore babbeo, appena riesce lo compra.

Il tutto da abbinare opportunamente a qualche tatuaggio tribale sull'avambraccio e l'immancabile smartwatch di ordinanza, l'abbigliamento è facoltativo, ma è importante atteggiarsi come Gianluca Vacchi anche senza possedere il suo patrimonio (stimato in diversi milioni di euro) e il suo ego (inestimabile).

Resta un fatto importante a mio avviso, i suv di qualunque tipo siano, sono molto più alti, larghi ed ingombranti delle normali automobili. 

Per esempio la vecchia 500 misura 2,90 x 1,30 metri ed è alta 1,3 m, ma accanto ad un suv di 4,40 x 1,80 metri e alto 1,60 diventa un giocattolino, una scatoletta fragile e 'pericolosa da guidare' nel traffico frenetico; quindi il conto degli ingombri su strada è presto fatto. Tutto questo per dire che mentre le auto in circolazione sono sempre più grandi ed ingombranti, gonfie e lievitate come dei pandori, le nostre strade ed i nostri posteggi sono sempre della stessa misura.

martedì 3 dicembre 2024

Cervelli umani fritti alla fermata del treno

Questo video, ve lo consiglio proprio tutto; è tratto da un seminario di Daniela Lucangeli, laureata in psicologia dello sviluppo, e spiega in dieci minuti il meccanismo che ci rende dipendenti dagli smartphone.

In Italia il primo smartphone è stato venduto nel 1999, quindi sono 25 anni che li abbiamo in tasca, o in mano. 

Personalmente trovo che l'impatto di questi dispositivi sul cervello umano sia stato devastante. Quindi se circolano più imbecilli del necessario, il merito è anche degli smartphone. A seguire mi sono chiesto se un effetto del genere si poteva prevedere prima di metterli sul mercato.

Due ipotesi si contendono la risposta:                                                                                          Complottista - - ma al potere servono persone malleabili.                                                         Generica - No - come per la maggior parte delle cose in vendita il profitto annulla ogni remora.

La cosa tragica è che molte persone non si rendono conto di come questo dispositivo abbia cambiato la loro vita. Vivono in questa inconsapevolezza colposa. A volte mi guardo attorno per strada e vedo gente che lo tiene appeso al collo, o perennemente in mano, appena si siedono sul treno o sull'autobus, o si fermano al semaforo, lo consultano, se lo hanno in tasca lo estraggono appena possono, come dovessero ricevere con urgenza una notizia importantissima, e chi spedisce si aspetta un riscontro immediato, come alla comunicazione di un'effettiva emergenza.

Insomma questa faccenda ci ha travolto e le conseguenze si vedono. Venti anni sono un periodo di tempo sufficiente per rincoglionire almeno un paio di generazioni. Altrettanti sono utili a chi ne ha i mezzi per studiare il fenomeno.

Quello che ne vien fuori è preoccupante, principalmente perché non pare degno di proposte risolutive; se ne prende atto come di un'eclisse lunare. Viene anche da pensare che non sia necessario risolvere il problema, a chi gioverebbe? E non iniziate con quelle giustificazioni da crocerossine dell'umanità.

Tralasciando i problemi fisici che l'uso continuo dello smartphone, si aggiungono anche quelli cognitivi: approccio superficiale all'apprendimento, disattenzione,  stanchezza, sbalzi d'umore, isolamento, perdita di controllo, ansia e depressione

Tutto questo espone al rischio di sviluppare malattie psichiatriche, abuso di alcol, disturbi ossessivo-compulsivi, abuso di sostanze, una minore concentrazione e una maggiore tendenza alla distrazione. La somma anche blanda di questi effetti la ritrovo ogni giorno, nelle fragilità emotive e comportamentali delle persone, e potrei farne una lista dettagliata. Cosa che mi riservo di fare in qualche post futuro, ma dopo una ricerca sul campo più attenta. 

Questo fenomeno, in Italia, riguarda soprattutto i giovani dai 14 ai 30 anni, 13.774.066 milioni di persone, circa il 23% della popolazione italiana. Ora se questo numero sia da mettere in relazione, o da sommare, alla percentuale di coloro affetti dall'analfabetismo funzionale (28% della popolazione) che si sommano a quello dell'analfabetismo di ritorno (47% della popolazione) non mi è dato saperlo. Rimane un fatto oggettivo, una quantità sempre maggiore di persone è imbecille in maniera irreversibile, il sistema scolastico depotenziato non è in grado nemmeno lontanamente di porre un freno a questa slavina. Insomma i pochi senzienti finiranno per rifugiarsi in qualche fortezza del sapere in attesa di tempi migliori, così come intraprendenti abati salvarono la cultura e i libri nell'epoca buia del medioevo?

Altre preoccupanti novità sul furbofono che abbiamo in dotazione, si trovano in questo libro - lettura poco piacevole, che vi attiverà la consapevolezza di cagare in un campo di ortiche.

domenica 24 novembre 2024

Come evitare una Panda piena di suore

NON si può!

Invece oggi la Gallina Olandese litigava con suo Gallo, non saprei per cosa, ma si poteva sentire anche a finestra chiusa. Io ci godevo a sentirla cigolare con la sua vocetta acuta che attraversa mattoni e intonaco, e pensavo alla rottura di coglioni che deve rappresentare avere in casa una donnetta così, che strilla ininterrottamente dal mattino a colazione, sino a che non esci per disperazione verso le 10. Altro che uxoricidio.

Tuttavia ho scoperto che saperla agitata mi mette di buon umore e questa è una cosa inusuale, sarà pure che mi sta sul cazzo anche quando ride, per il suo sghignazzo isterico e più acuto della stizza e poi persistente più del necessario. 

Già, ma qual è il 'necessario' in una risata? Non mi risultano regole, oltre quella del buon senso, tuttavia sempre più spesso quando sento ridere divento come il venerabile Jorge, la penso esattamente come lui; e non credo sia acrimonia, perché spesso il riso non è accompagnato da una sana ilarità, ma soltanto dall'esibizione di una giulività fittizia, esposta per generare invidia, quindi vuota della serenità che si dovrebbe accompagnare alla gioia.

domenica 17 novembre 2024

Merda o miele?

Le api raccolgono il nettare, lo metabolizzano, e lo trasformano in una sostanza Superiore, il miele.
La mosca invece si ciba di cacca, la metabolizza, e produce altra cacca.
Questo vale (nell'uomo) per ogni suo centro: intellettuale, emotivo, sessuale, fisico/istintivo. Se siamo più simili alle api o alle mosche dipende dalla nostra Essenza, dal nostro livello di informazioni e di lavoro sull'Essere.

Leandro Lucas Gualtieri


Questa cosa dovevano già averla capita i Barberini, quando nel XVI secolo scelsero di mettere tre laboriose api d'oro sul loro stemma al posto degli originari tafani. Ma la sto prendendo troppo alla lontana, quindi...

Tornando alla frase di Gualtieri, condividere solo "cacca", insignificanze, cose a caso, fake news, prodotti di scarto del nostro metabolismo psichico irrisolto, ci fa diventare mosche. Ed è una condizione difficile da abbandonare. Serve essere senzienti.

Saremmo invece api se utilizzassimo le nostre intuizioni, virtù, visioni e comprensioni per instaurare dialoghi costruttivi, per crescere spiritualmente ed in consapevolezza. Producendo miele.

Ma l'umanità si può suddividere così, api e mosche?
Troppo facile, persino Hesse nella sua Metamorfosi di Piktor, descrive la possibilità che l'essere umano possa avere infinite forme, e dice di Piktor: “Diventò cervo, pesce, uomo e biscia, nuvola e uccello. In ogni sua forma però costituiva una coppia, sole e luna, uomo e donna, scorreva come un fiume binario attraverso le lande, era una stella doppia nel cielo”. 

Quindi non solo ape e mosca, angelo o diavolo, santo o peccatore, killer o giudice, ladro o poliziotto, ci sono più sfumature. Poi arriva Jung, che colloca nell'inconscio la figura dell'ombra, antagonista della nostra dimensione egoica, che si contrappone quindi all'ape. In ogni persona quindi c'è l'ape e la mosca, in proporzioni diverse, la santa e la puttana, il bene e il male, ed esse si alternano e prevalgono in base alle nostre scelte. Un magma in perenne evoluzione.

Resto sempre perplesso dalle semplificazioni assunte come regola e non come... sintesi di un pensiero più ampio e una visione meno stretta. Snellire un concetto più complesso per renderlo comprensibile nell'immediato lo trovo lecito, ma poi fermarsi al giudizio affrettato è rischioso. E poi c'è lei, che possedeva questa straordinaria capacità di sintesi, pur senza nulla togliere alla complessità dell'espressione.

venerdì 25 ottobre 2024

Perché dovrei usare la cera sui miei diamanti

Fine.

Lo scolaretto disciplinato e preciso, puntuale ed affidabile oltre il limite della devozione è scomparso.
Saluti e baci e vaffanculo a tutti quelli che non solo se lo aspettavano, ma anzi lo pretendevano.
Questa guadagnata consapevolezza, così facile da scrivere ma complessa da realizzare, è finalmente un dato di fatto, è come aver perso la verginità con una scopata da favola, una di quelle che ti ricorderai per tutta la vita e che potrai ripetere, magari migliorandola... insomma la prima è sempre la scopata col botto che resta nella storia.
Ecco, una roba così, senza rimorsi, nemmeno per le recriminazioni degli altri, per altro interessate.


Aggiornamento di sintesi - 29 ottobre 2024

giovedì 10 ottobre 2024

Chi muore giace, chi vive si da pace

Gianluca è morto ieri notte, dopo tre mesi di ospedale. Lo racconta mamma Dina, parla con tono tranquillo, quasi sollevato. Gianluca era disabile, motorio, intellettivo e psichico, la madre lo ha cresciuto ed ha badato a lui per 56 anni. E' stata una prova durissima; crescere un figlio che non sarebbe mai stato indipendente. E nel frattempo la vita scorreva. Oggi Dina è sola, nella grande casa in cui ha vissuto con la sua famiglia, si è tolta un peso dal cuore; morire e lasciare suo figlio alle cure di estranei era qualcosa che non riusciva ad accettare. Nulla è come l'amore di una madre.

Come Dina altri, genitori anziani, affaticati, afflitti, salutano i loro figli, liberati da un corpo difettoso, una crisalide che imprigiona le loro anime. Se la morte può considerarsi un sollievo, questi sono i casi in cui lo diventa.

lunedì 30 settembre 2024

Con il senno di poi saremmo tutti fantastici

Ovvero la consapevolezza tardiva di come sarebbe stato meglio agire. A volte mi prende, e penso a quante occasioni ho perso, noi, io e i famigli tutti. Roba che verrebbe da scriverci un poema epico. Ma poi risolvo: è così che doveva andare.
Lo pensavo l'altro giorno passando in stazione, tra le mille storie personali dei viaggiatori attorno a me, immaginavo le loro vite e una frase sentita in qualche film: l'Universo ha voluto che tu fossi qui, proprio in questo momento, non prima e nemmeno dopo. Ma in questo istante preciso.
A quel punto mi sono sentito giusto, appropriato, puntuale. Mi sono sentito adatto come se qualcuno mi aspettasse o fossi in una fortunatissima coincidenza. Tutti i miei pianeti si erano allineati.
Insomma le cose dovevano andare proprio così... esattamente così... il resto non ha importanza!

lunedì 16 settembre 2024

Prendo tutto con ironia - perché non posso permettermi 30anni di carcere

Dopo due settimane di mutua e due giorni di ferie, rientro in ufficio e mi vedo trattato da Anacleto come se fossi stato un mese ai Caraibi con la carta di credito aziendale. Succede ogni volta che qualcuno prende ferie o per un motivo qualsiasi che preveda tre giorni di assenza.

Mentre LUI ha remato anche in nostra assenza, anzi ha pure remato di più. Che guarda un po' quando sono assente, succedono tutte le rogne di questo mondo e perfino le scadenze programmate diventano disgrazie. Ma lui, l'eroe, ha tenuto duro, dimostrando che il bene dell'azienda è superiore a tutto.

Per me il bene aziendale è un'entità astratta, e mi chiedo: e quindi?
Guadagnerai di più? No.
Avrai un premio di produzione a fine anno per questo? Nemmeno.
Il Capo - Mr.Meraviglia - ti darà una pacca sulla spalla? Manco quella.
Insomma non avrai un cazzo più del solito. Quindi perché ti scaldi tanto?
Ma soprattutto questo atteggiamento da represso a cos'è dovuto?

Già avergli snocciolato queste verità lo hanno scompensato, ma tant'è.
Sapete già come la penso, ho una vita privata, che guarda un po', ha la priorità su tutto e principalmente sul lavoro, e quindi la mia salute ed il mio benessere, il mio tempo libero, tutto il mio tempo libero, vengono prima di qualsiasi altra faccenda lavorativa.

Così stamattina al rientro, mentre Anacleto sfoderava la consueta faccia bimbetto imbronciato e relativa frigna di circostanza, ergendosi a salvatore dell'azienda, dell'etica lavorativa e di altre questioni archiviabili come: cavaliere del lavoro spostati - enumerando ad alta voce le cose che ha dovuto fare in mia assenza, aspettandosi da me un:

Grazie Anacleto, scusami se sono stato in mutua e poi ho preso ferie, mentre tu invece (non avendo una vita tua) eri qui in ufficio a svolgere il tuo lavoro (che per altro fai in due ore, quando gli altri lo fanno in mezz'ora) magari facendoti pure pagare lo straordinario...

Stop - discorso troppo lungo - Anacleto è un disfunzionale, non capirebbe.

Quindi versione breve - ok tranquillo, sono qui - ora puoi tornare a scodinzolare sotto alla scrivania di MrMeraviglia.

Anacleto è diventato rosso come se avesse mangiato una cucchiaiata di wasabi, ma è stato zitto per tutta la mattina. Questa cosa dovrò farla più spesso.

martedì 10 settembre 2024

Le donne scopano chi vogliono, gli uomini chi riescono

La cosa diventa via via più evidente più ci si avvicina a qualche social di incontri. Le chat grondano di fuchi febbricitanti in cerca dell'ape regina. Gente che lo infilerebbe anche nel buco della serratura. Lo stesso accade nelle palestre, nelle balere delle divorziate che al sabato sculettano ai ritmi latinoamericani, nelle discoteche e vari altri luoghi in cui spesso si va a divertirsi, ma alcuni solo per risolvere il loro chiodo fisso. Svuotare le palle dentro qualcosa. 
A quanto pare il macho latino, il pappagallo italico, il morto di fica nostrano, non passa mai di moda e ci sono schiere di padri orgogliosi, che auspicano mirabolanti conquiste amorose per i loro pargoli, certezza di mascolinità e 'normalità'. E ci sono stuoli di madri fiere di aver allevato un impollinatore. E se ne vantano con gli amici come avessero generato dei prodigi del sesso, tutto cazzo e testosterone.

Ultimo in ordine di tempo il vicino, che ha preso al figlio la moto da cross, e lo rassicurava sul fatto che arrivando a scuola sulla due ruote opportunamente smarmittata: tutte le 'ragazzine' si gireranno a guardarti.
Gli diceva così e a me saliva la nausea per un padre che riesce a pensare in questi termini, che l'unico metodo di conquista trasmissibile è l'esibizione, e chissà con quante e quali altre puttanate avrà farcito la testa di quell'adolescente.