Questa categoria la sto ancora studiando. Era iniziata con le vecchie e i bambini, non so perché ma alcune persone, soprattutto anziane, quando parlano con i bambini piccoli devono fare la vocina in falsetto ed esprimersi come farebbero con un ritardato mentale. Trovo la cosa abbastanza diseducativa, ma poi mi ricordo che sono affari loro.
Lo stesso ora sta accadendo con gli animali, e non sono solo gli anziani a farlo, sempre più persone decidono di adottare un cane, per poi trattarlo come avessero un bambino, mettergli dei cappottini raccapriccianti assieme a tutta una serie di accessori tipici di un bambolotto. A queste attenzioni eccessive spesso per contro corrisponde un trattamento da 'animale peluche', dove diventa consuetudine lasciarli soli per otto-dieci ore al giorno, oppure posteggiarli in auto, quasi fossero un fastidio. Quando queste bestiole si incontrano in quelle mezz'ore d'aria, sono talmente isteriche per la reclusione forzata che tentano di scannarsi vicendevolmente, forse per porre fine alla loro condizione, costretti a mangiare e cagare quando lo decidono gli altri.
Umanizzare i cani, e gli animali da compagnia in generale, comporta seri rischi, la cosa è risaputa e il fenomeno in crescita, ma a quanto pare, nonostante gli avvertimenti, la faccenda viene percepita come 'normalità', espressione di amore verace, di attenzioni dovute. Una morbosità contagiosa a cui difficilmente si sottraggono i possessori di animali.
Al contorno c'è un florido mercato di pet food, negozi specializzati in cui ogni oggetto contribuisce a legittimare questa tendenza, perfino a renderla salvifica per tutte quelle persone desiderose di salvare il mondo iniziando dal loro animaletto.
Cade così il limite del rispetto per l'altro, in questo caso il cane, o chi per lui, diventa soggetto passivo, fulcro delle attenzioni eccessive che snaturano la sua essenza di bestia, dimenticando il suo patrimonio genetico. Un rapporto asimmetrico in cui il proprietario riversa sull'animale le sue paranoie, il livore e tutte quelle dinamiche distorte con cui non potrebbe bersagliare un altro essere umano, instaurando un rapporto senza possibilità di evoluzione; come invece accadrebbe con un bambino che diventando adulto riequilibra la relazione genitore-figlio e raggiunta l'adolescenza ti manda affanculo.