Visualizzazione post con etichetta Genova. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Genova. Mostra tutti i post

lunedì 11 agosto 2025

Non è tutto oro quello che cade dagli alberi

 A quanto pare la nuova frontiera dell'arredo urbano è segnata. Quando leggo queste notizie un piccolo barlume di speranza nasce, anche se poi per diretta conseguenza vorrei espatriare immediatamente. Quindi inizio subito a fare paragoni con il mio quotidiano e mi dolgo di essere in Liguria e penso perfino di stare vivendo in una nazione che non mi appartiene ed a cui non appartengo, o magari vivo in un'epoca che non corrisponde alle mie aspettative e quindi mi sento avulso da ogni contesto a prescindere. O peggio mi trovo per mio dispetto su un pianeta ostile. Avete mai questa sensazione?

Per farla breve, mentre a Parigi viene inaugurata la foresta urbana, prima di una serie di interventi a misura di cittadino, che prevedono la trasformazione delle piazze in boschi urbani, zone capaci di contrastare il riscaldamento della città dovuto ai cambiamenti climatici, regalando ai cittadini zone fresche e gradevoli in cui poter passeggiare.



Noi qui in città inauguriamo il deserto urbano, uno dei tanti costosissimi interventi di trasformazione di una piazza in una piastra di asfalto e cemento in cui friggere d'estate e seccare d'inverno. Zone ostili, fastidiose perfino da attraversare, con un design cimiteriale che ha immediatamente sollevato polemiche.

Ed è proprio qui che si avverte la distanza 'mentale' da fuga dei cervelli, da spreco del denaro pubblico, da elefante che partorisce un topo. Ci meritiamo tutto questo?

mercoledì 25 giugno 2025

Le persone rovinano le cose belle

E' risaputo, ai genovesi i concittadini celebri stanno sul cazzo, li invidiano. Per esempio a Paganini, uno dei più famosi violinisti del suo tempo, è stata demolita la casa. Quasi lo stesso con Colombo. Poi c'è la questione della reggia del principe Andrea Doria. Qui non si poteva demolire nulla, anche se gli Alleati ci hanno provato in più occasioni. Quindi la soluzione adottata è l'incuria e la decontestualizzazione.
All'interno del porticato un tempo si intrattenevano gli ospiti importanti, che arrivavano via mare. Luogo di eleganti delizie che anticipava i giardini della reggia, ricchi di fontane e statue.
Oggi spazzatura, posteggi, impalcature ed inferriate arrugginite proteggono l'officina meccanica che ha occupato l'imbarcadero.
In questo dipinto di James Holland della metà dell'ottocento, si vede ammiccare il loggiato marmoreo della reggia, in riva al mare. In meno di cento anni sarà trasformato in un ingombro sotto strada contro cui ammassare ogni tipo di immondizia. Dubito sarà possibile tornare indietro.

martedì 17 giugno 2025

Là in mezzo al mar, ci sta un camin che fumano


La nebbiolina che si vede all'orizzonte tutto è tranne che innocuo vapore, ma è lo scarico dei fumi di tre navi da crociera. Quindi se pensate al mare come luogo salutare e salubre, scordatevelo. Nel dettaglio, la chat GPT adeguatamente interrogata fornisce questi elementi, direi preoccupanti:

"Le navi da crociera sono tra i mezzi di trasporto più inquinanti, superando anche le auto in termini di emissioni di inquinanti atmosferici. Un singolo passeggero su una nave da crociera produce mediamente quattro volte più anidride carbonica di un viaggiatore in aereoInoltre, le navi da crociera emettono grandi quantità di polveri sottili, tanto che una nave ne emette quanto un milione di automobili in un giorno".

Nel dettaglio:
Emissioni di gas serra:
Le navi da crociera, che utilizzano principalmente combustibili pesanti, emettono grandi quantità di anidride carbonica, ossidi di azoto e ossidi di zolfo. Queste emissioni contribuiscono al riscaldamento globale e all'acidificazione degli oceani.

Inquinamento atmosferico:
Le navi emettono anche particolato, causando un'elevata concentrazione di inquinanti in aree portuali e costiere. Le emissioni di ossidi di zolfo, in particolare, sono molto elevate.

Inquinamento da rifiuti:
Le navi da crociera producono grandi quantità di rifiuti, tra cui plastica, acque reflue e altre sostanze potenzialmente dannose. Sebbene siano in vigore norme internazionali per la gestione dei rifiuti, molte navi non seguono correttamente le procedure.

Impatto sugli ecosistemi marini:
L'inquinamento da parte delle navi da crociera può avere effetti negativi sugli ecosistemi marini, compromettendo la salute degli organismi viventi e danneggiando l'ambiente. Inoltre, le collisioni con cetacei sono un problema crescente.

Inquinamento acustico:
Le navi da crociera possono causare inquinamento acustico, disturbando la fauna marina e alterando il comportamento degli animali.

Ancora più nel dettaglio:

Nel 2023, il traffico di navi da crociera nel porto di Genova ha visto un aumento significativo, con 340 toccate nave che hanno portato 1.698.639 crocieristi, di cui 624.997 come "home port" (partenza e arrivo della crociera) e 1.073.642 come transiti.

Considerazione finale: forse erano meglio le acciaierie di Cornigliano degli anni '80.



giovedì 12 giugno 2025

Più a lungo rimani sul treno sbagliato, più costoso sarà tornare indietro

Ed eccola qui!


La nuova giunta in gran lustro per il giorno della Repubblica Italiana; tutti in posa come fossero al matrimonio della cugina ricca. Con il neosindaco, fascia tricolore d'ordinanza, il deposto doge sindaco, mestizia e sconforto, divenuto il Presidente di Regione, il precedente Presidente di Regione non c'è, perché è ai lavori socialmente utili, da qualche parte, oppure a patteggiare.


Insomma niente di nuovo sotto il gonfalone, perfino gli scenari ed il fondale della commedia sono gli stessi di molti molti regimi precedenti, che non bastarono i giacobini a dar potere al popolo, se poi il popolo di detto potere se ne fotte. Le stanze del Palazzo tali restano pure oggi, restaurate e rispolverate per le occasioni solenni. E se trecento anni fa l'oligarchia portava un manipolo di prodi a governare il mediterraneo rendendo la Repubblica (di Genova) quella che ben tutti sanno, oggi un manipolo di neo eletti, inerpicato sulla stessa scala, è pronto a disfare quasi ogni passo della giunta precedente, a smentire, a smontare, cose che nemmeno Penelope saprebbe fare. Tutto pur di mutare la direzione a destra intrapresa, e poi "queste sono un'eredità della vecchia giunta", detta di qualsiasi rogna, funziona sempre. Il costo di tutto questo fai e disfa? Non è dato saperlo. Ma è il pensiero che conta.

venerdì 23 maggio 2025

Gli estremi rimedi ai mali estremi

Ovvero: (imbecilli che fanno cose)

Per far comprendere la questione faccio una precisazione; la Sopraelevata è una strada a 4 corsie, due per senso di marcia, che congiunge il quartiere della Foce (vicino al centro) al casello autostradale di Genova Ovest, lunga 6 km. Quindi è assimilabile ad un raccordo autostradale e per le sue caratteristiche è vietata ai pedoni, alle biciclette, ai ciclomotori, ai veicoli a braccia e a trazione animale ed ai mezzi pesanti.


Faccio questa premessa perché quasi ogni giorno, questa strada, che dovrebbe consentire di attraversare la città velocemente, viene bloccata dall'imbecille di turno, che pensa bene di ignorare i divieti e transitare ugualmente. Quindi  è un continuo di ciclisti, tir e pullman turistici che forzano i varchi, mandando in tilt il traffico cittadino. Tutto questo ha dei costi, anche elevati, di personale ed interventi di ripristino. Come si legge in vari articoli che sollevano il problema e chiedono soluzioni definitive.

«Coprire tutti i varchi, tutto il giorno, ha creato non pochi problemi: 24 agenti  erano destinati a questo servizio, risorse di cui l’amministrazione non dispone sul lungo periodo - ha spiegato Balleari - Abbiamo quindi disposto dei pattugliamenti sulla strada  stessa, che richiedevano però sempre l’ausilio di risorse di un certo tipo, anche se meno. Abbiamo quindi deciso di investire sui dissuasori, e su un progetto a lungo termine».

Ma tutto ciò non basta, l'ultimo genio della serie, un tipo in sedia a rotelle elettrica, ha pensato bene di imboccarla per dirigersi in centro evitando il traffico cittadino, ma di fatto creando un blocco ed un disagio notevolissimo, oltre ad aver messo a repentaglio la propria vita.

Conclusione:
le persone in deficit cognitivo sono in continuo esponenziale aumento, sia per il covid, sia per l'uso dei furbofoni che friggono l'intelletto, o per chissà quali altri oscuri motivi. Il risultato è che sarà comunque un costo ed un impatto che pagheremo tutti.

martedì 20 maggio 2025

Un popolo con la pancia piena non può diventare comunista

Diceva così Nelson Rockefeller e nel 1957 partecipa, affiancando la famiglia Caprotti e altri soci minori, con una quota decisiva all'apertura della prima catena di grande distribuzione aperta in Italia, la Supermarkets Italiani, oggi conosciuta come Esselunga.

Come Coordinatore degli Affari Interamericani, è convinto, (a buon titolo) di poter condizionare un paese politico attraverso l'economia, e chi meglio dell'Italietta democristiana degli anni '50 che aveva ancora le pezze al culo del dopoguerra e si stava affrancando dalla dittatura, per sottomettersi alla gestione USA. Da lì all'Italia del boom economico sarà un attimo.

Chissà se è per questo che in città si continuano ad aprire supermercati grandi marche e quasi contemporaneamente dal retropalco elettorale si sente dire che bisogna aiutare la piccola distribuzione, i negozi di quartiere, le botteghe artigianali che soccombono e chiudono, ma evidentemente sono troppo di sinistra per piacere alla politica economica cittadina.

L'opposizione non pare nemmeno percepire tutto ciò, davanti alle piccolezze di un supermercato c'è ben altro che bolle nel pentolone. Non ha tempo, impegnata com'è a proporre un programma politico di contrasto sul tipo: voi lo volete bianco? e allora NOI lo faremo rosso. 
Quindi inutile aspettarsi soluzioni creative, propositive, intelligenti perfino risolutive. Inutile aspettarsi soluzioni.

A farne le spese sono i cittadini, non tutti, ma sicuramente quella fetta di popolo che sopporterà l'impatto delle grandi opere. Dopo l'annuncio dell'adeguamento dei costi, ecco che l'inizio dei lavori del Ponte sullo Stretto, è prossimo. Quindi anche a Genova si predispongono le bandierine per lo skymetro e la funivia dei forti, la mega diga foranea già presenta difficoltà, ma poco importa, futtitinni. 
Sono super opere, così necessarie per il rilancio della città, da non dover chiedere. 
Talmente utili da non poter dire di NO
Perché son posti di lavoro, son palanche, immagine di una giunta che vuole proseguire dritta e dura nel compito che si è prefissata e che l'elettorato vuole sia.


Se poi nella lungimiranza qualcuno troverà magagne, opere inutili, costi imprevisti, impatti ambientali devastanti, manutenzione insostenibile, pazienza; l'importante è fare, che chi si ferma è perduto.

sabato 10 maggio 2025

La vita non è aspettare che passi il temporale, ma ballare sotto la pioggia

Nasceva oggi, Rosanna Benzi. Una leader, attivista e intellettuale, esempio di coraggio e determinazione. Il suo impegno sociale e politico ha lasciato un segno indelebile nella storia cittadina degli anni'80, dimostrando che la disabilità non è un limite alla partecipazione attiva alla vita sociale. Per l'epoca erano concetti inusuali e forse per alcuni pure scomodi. Rosanna ha vissuto 30 anni della sua vita in un polmone d'acciaio, una macchina che la aiutava a respirare.
Da lì ha fatto parlare di se, ed a Genova è diventata famosa, la sua storia ha avuto un grande impatto sull'opinione pubblica, contribuendo a creare una maggiore visibilità e sensibilità nei confronti delle persone fragili.

"Il Rumore del Silenzio" del 1974: è il suo libro più noto. Rosanna racconta la sua vita nel polmone d'acciaio, le difficoltà quotidiane, la lotta contro gli stereotipi da cui emerge la sua straordinaria forza d'animo. Affronta il tema della malattia non come limite, ma come condizione che stimola una profonda riflessione sulla vita, sulla società e sui diritti umani. Il libro non è solo una biografia, ma una potente denuncia delle barriere affrontate ogni giorno, un invito all'empatia e all'inclusione.

Scritto da Rosanna all'età di 26 anni, il libro è oggi considerato un testo fondamentale per comprendere le sfide e le opportunità legate alla disabilità, sottolineando con crudezza ed onestà le condizioni di vita e le difficoltà affrontate ogni giorno. 

Un'eredità che non è andata perduta con la sua morte, ma ha contribuito a creare una sensibilità ed una consapevolezza nell'associazione che ancora oggi prosegue il suo lavoro.

venerdì 25 aprile 2025

La libertà non viene data, si prende



Venerdì - 25 Aprile 2025

Via XX Settembre 6 - Genova











Mercoledì - 25 Aprile 1945

Via XX Settembre 6 - Genova












"Però la storia non si ferma davvero davanti a un portone,
la storia entra dentro le stanze, le brucia,
la storia dà torto e dà ragione".

lunedì 14 aprile 2025

Vedrai una città regale

Diceva così Petrarca arrivando in nave a Genova, era il 1358.
Alcuni se ne beano ancora di questa descrizione, dimenticandosi dello scempio perpetrato alla collina alpestre negli ultimi 667 anni.
Chiarita questa faccenda, torno al presente.


In città le elezioni incombono e le polemiche non si sprecano, così come le promesse.
Il vicesindaco, che pare il più accreditato al soglio dogale, già viene definito 'reggente' da alcune testate locali. Epiteto che rende bene l'idea delle aspettative del suo partito circa la prosecuzione degli impegni elettorali e non, presi dal suo predecessore.
L'opposizione (?) ... c'è ma non si vede, un po' come certi trucchi di magia.
Personalmente ho sempre più l'impressione che ci sia una rincorsa al "meno peggio" da parte di molti elettori, e forse pure da parte mia, decideremo in situ, con la matitina tra le dita, cosa sia meglio fare o non fare.
Ma in tutto questo, volendo sciorinare una visione personalissima e tragica dell'affaire genuensis vedo una riduzione della politica a supporto al solo mercato. Una politica fragile, senza altra idea che non la permanenza al potere. E in questo predatoria dello spazio pubblico e dei beni comuni. La stessa che non ha ridimensionato il declino della città, ma l’ha solo reso strutturale.

mercoledì 26 marzo 2025

La velocità della luce non si può calcolare col nostro tempo


Erano le 11e30 del 26 marzo 1930 quando Guglielmo Marconi, dal suo yacht-casa-laboratorio ormeggiato nel porto di Genova, accende le luci del Municipio di Sidney dove sono le 20e30. Tutto comodamente in smart working. Da quel giorno sono passati 95 anni, ma è una ricorrenza forse inutile da celebrare. Sarà che Marconi ne ha combinate molte altre e questa è passata in sordina.

Detto ciò mi piacerebbe che qualcuno da Sidney provasse ad accendere le luci a Genova. E forse dovremo attendere 95 anni per rivedere accesi gli storici lampadari di Galleria Mazzini. Costruiti a Berlino nel 1870 e rimossi per il restauro della galleria, ad oggi non si sa che fine abbiano fatto. La questione torna periodicamente all'attenzione della stampa, perché è una notizia evergreen, sempre attuale e mai risolta. Devo ancora capire se per incapacità o per volontà, o chissà ... insomma per adesso di rimetterli dove erano non se ne parla. 
Motivo? 
I soldi per restaurarli sono finiti, eppure il conto totale del restauro dell'intera galleria da 5 è salito a 7 milioni. Troveranno gli altri soldi nel barile del PNRR? Non lo so.
Se li venderanno e tutto finirà a tarallucci e vino?
Per ora la scusa è che il soffitto in ferro della galleria non li regge in peso! 
E mi dico: ma se c'erano prima, dopo il restauro non avranno consolidato, rinforzato, ripristinato?
Pare di no. Non ci hanno pensato!
Non era previsto, non se ne sono accorti? Le domande rasentano il limite del ridicolo e mettono in discussione la professionalità di molte persone.
Per me queste cose restano inconoscibili e travalicano il mio raziocinio. 
Resta che il 'salotto buono' della città votata al turismo (di massa), non espone il suo meglio, lo tiene in soffitta, magari smontato in qualche cassa in attesa di tempi migliori, in attesa di soldi, di teste migliori, di volontà, di uno sponsor, di una promessa elettorale.
E in attesa di qualcosa o qualcuno, vi lascio una foto di com'era sperando che diventi come sarà. Magari con l'utilizzo di una lampada centenaria al posto di quelle led.


E poi, finalmente arriva il primo lampadario. Non vi nascondo una certa emozione...


sabato 15 marzo 2025

La nostalgia arriva quando il presente non è all'altezza delle aspettative


Ero in giro nel centro quando da una piazzetta fuorimano mi è arrivata alle orecchie la musica di una fisarmonica. Era una musica conosciuta, che non sentivo da moltissimo tempo. 
Così eccola e come d'incanto si sono materializzati nei miei ricordi, La Ninin che ballava con Sandrone, in quella pista da ballo improvvisata nel fienile di Luigiotto, quando c'era la festa del Paese e ci trovavamo tutti nell'aia grande per festeggiare San Fermo e la Madonna della Guardia.

Io li vedevo ogni giorno, La Ninin e il Sandrone, contadini dalle scarpe grosse, con i vestiti da lavoro, girare con la gerla e la zappa e poi eccoli lì, a ballare al suono della fisarmonica, leggeri come due farfalle, i volti rossi di sole e di vino, con i vestiti della festa che avevano l'eleganza semplice e la serenità del dopo guerra, il profumo di fieno, lavanda e polvere. Di legna e salsicce. 

Quale miracolo poteva mai averli trasformati, loro, per una sera, bellissimi. Tornati giovani ed innamorati e quella malinconia che gli brillava negli occhi, come di chi ha visto e sentito e rimpiange cose che altri non conoscono e mai conosceranno. Giusto il tempo di un giro di danza.

sabato 15 febbraio 2025

Se vedi una merda sul marciapiede la schiacci o la scansi?

E mi auguro che il tipo l'abbia scansata, perché davvero non capisco la necessità di certa gente a dover mettere i piedi ovunque, e mi chiedo: ma in casa loro faranno lo stesso? metteranno i piedi sul divano o sulle sedie della cucina?

Insomma ci siamo paranoiati per due anni, arrivando a lavare le strade con il cloro, toccando vette di disinfezione inimmaginabili e adesso che i marciapiedi sono un nastro di escrementi di cani, sputi e rifiuti di ogni genere, c'è gente che si sente a suo agio così.

Tuttavia impossibile sistemare la questione, passa il controllore e lo invita a togliere le scarpe dal sedile, si infastidisce e lo fa giusto il tempo di vederlo passare, per poi riprendere come nulla fosse. Se qualche passeggero protesta, la risposta è: è tuo il treno?

A quel punto inizia un dibattito inconcludente sulla necessità delle persone a sedersi sul pulito, poi magari un bimbo ci posa le mani e le mette in bocca. Ma nulla, loro sono liberi, creativi e contro il sistema, quindi via così, che gli arroganti conquisteranno il mondo.

lunedì 10 febbraio 2025

L'unica via di salvezza è il crimine

Nella foto si vede la chiesa di San Rocco a Camogli, accanto, sulla sinistra c'è il Castel Dragone. Tutto questo fa del luogo un posto suggestivo per i fotografi, ma anche per tutti coloro in cerca di scatti romantici. Il posto diventa ancora più affascinante durante le mareggiate invernali.
Sin qui tutto bene, ma come sempre quando gli imbecilli ci si mettono d'impegno poi le cose vanno in vacca. (Tipo come a Roccaraso, tanto per fare un esempio recente). Risultato?
L'ordinanza che vieta i selfie in caso di mareggiata. La racconta questo articolo; ma io resto sgomento. Principalmente per il tempo che un consiglio comunale è stato costretto a perdere dietro ad una questione diversamente risolvibile con il buon senso. Dopo i limiti di velocità definiti sulle capacità di guidatori minus haben, la jungla di divieti, balzelli e controlli per tutelare o reprimere atti inconsulti e stupidi, è sicuramente destinata a salire vertiginosamente. 
Ma resto scettico sull'effettiva utilità di tutto questo, che dovrebbe proteggere persone con una percezione della realtà talmente sfalsata e distorta dall'utilizzo del furbofono, da non percepire il rischio che le proprie azioni hanno sugli altri e perfino sulla loro incolumità. 

Una complessità legislativa che dimostra la perdita del raziocinio e chissà come evolveranno tutte queste ordinanze. Per parte mia inizierei a fare un po' di triage, lasciando agli aspiranti selfie-suicidi la libertà e l'onere delle loro azioni. Se volete chiamiamola selezione naturale.

martedì 4 febbraio 2025

Le tre sorelle

La Bellezza nacque nel 1563 e si capì subito che sarebbe stata la preferita. La maggiore delle tre sorelle, sin dai primi anni colpì per il suo splendore, vanto ed orgoglio, fu immortalata da molti pittori ed artisti che vollero ritrarla assieme alla sua famiglia.

La Semplicità nacque nel 1565, senza le civetterie della sorella maggiore, fu apprezzata per spontaneità e naturalezza. Una dote che mantenne nel tempo.

La Fortezza nasce nel 1567, ultimogenita ma non per questo meno amata, fu soprannominata così per il suo aspetto robusto, una tempra anche spirituale e morale. Divenne presto un punto di riferimento per coloro che la frequentarono; uno tra i tanti, Giacomo Casanova.

sabato 4 gennaio 2025

Barpi-Chillotti - amabili resti

Qui giace

Maria Madd[alen]a Barpi-Chil[lotti] in Pinelli 

devota figlia di Agostino e Maria Ce[cilia]
da crudele morbo str[appata] all'affetto dei suoi
ad anni 23
il suo ric[ordo] di sposa semplice e onesta 
rimanga vivo nel rimpianto della sua famiglia 
e di quanti la [conobb]ero e l’am[arono]

Resa quasi illeggibile dal tempo e dai passi devoti dei religiosi, questa lastra pavimentale suggerisce poche righe da cui trarre alcune considerazioni.
Forse l'ultima discendente della sua nobile e laboriosa stirpe, possiamo legare la sua scomparsa alla grande peste che devastò la Repubblica due volte nel giro di venticinque anni; nel 1630 e nel 1656 e provocò la morte di più di centomila persone. Gli storici stimano che morirono in media più di mille persone al giorno: una ogni due minuti circa. Numeri impressionanti che lasciarono la Repubblica con il 75% di abitanti in meno. Ed il borgo dei pescatori non fu risparmiato, passando da 4200 anime a poco più di 1000. Altro non sappiamo, essendo il voluminoso carteggio dei Barpi-Chillotti perduto nella devastazione della IIGM. Ipotizziamo perciò che alla morte di Maddalena, l'immenso patrimonio di ville familiari all'epoca ancora esistenti, finisca in eredità ai Pinelli.

domenica 10 novembre 2024

Non si può regnare innocentemente

Siamo in ostaggio delle destre
!

Dice così il barista che di politica pare ne capisca. A me non piace parlare di politica e politicanti nei bar, con sconosciuti. Sarà che quando mi interesso di sollevare il chiusino trovo sempre una rogna, e questo indipendentemente dalla bandiera che sventola in quel momento.
Insomma... c'era la Vincenzi ed ecco che da Sindaca è passata ai servizi socialmente utili, e alla domenica la trovi al museo tra i custodi, mesta, che scrive chissà cosa sul taccuino di tela nera. A me ha fatto tenerezza, lì in mezzo ai quadri dei fiamminghi, poi perché è politica di Sinistra, che condannarla è come picchiare un panda albino.

Ora Toti che è in attesa di giudizio, già patteggia; chissà dove lo mandano a far canossa, in qualche R.S.A. forse. Però lui mi fa meno pietà, sarà che è maschio di Destra, cosa che non accresce il reato, ma in qualche modo, nella mia testa diventa un monito universale a tutti i suoi compari destrorsi - non fate gli intrallazzoni che la magistratura vi punisce. (stronzi!!)
Sarà vero?
Ma poi i democristi pescati con le dita nella marmellata, sono stati puniti tutti? 
E i socialisti delle monetine a Craxi, hanno scontato? 
E lo scandalo delle CoopRosse è servito ad arginare il fenomeno mafioso?
E i 49 milioni di Salvini, da restituire alle casse di Camera e Senato sono rientrati? 

NO - NO - NO - NO

Quindi finirà che per uno pizzicato altri dieci ti scappano, con buona pace degli idealisti di regime. E poi dicono che il crimine non paga.

Ora per alcuni la buona notizia è che Bucci non sarà più sindaco della città. Estensione di potere al Doge - arriverà dove altri hanno fallito. Ma se è vero come dicono che questi due erano già culo&camicia ai tempi della prima elezione di entrambi, chi potrà mai spezzare il sodalizio?

D'altra parte certi politici fuori dal ruolo riescono ad essere pure simpatici e non solo come acchiappavoti. Insomma a me poi, pochissimo frega del colore del culo e della camicia, a me serve che le cose vengano fatte bene, sono un cittadino semplice, se pago le tasse voglio che vengano tutte spese per fare cose concrete, che posso vedere dove, non voglio sapere che poi sono finite in mazzette o strani intrallazzi. Poi ci sarebbe anche da fare quel discorso sulle competenze, che dicono la Sinistra è brava a spenderli, ma non sa far tesoretto. La Destra al contrario. Ma per queste considerazioni basta un governo tecnico ogni tot legislature.

Io faccio il suddito ignorante, quello che si aspetta la botte piena e la moglie ubriaca. Guardo il mio orticello. Poi mi ricordo che siamo in Italia, e che ogni chiusino nasconde una fogna, e non c'è mai certezza della pena, che la legge è uguale per tutti, ma per alcuni è più uguale che per altri.

domenica 20 ottobre 2024

La vita è come andare in bicicletta. Per mantenere l’equilibrio devi muoverti

Lui su chiama Tomáš Slavík ed è un mountain biker professionista, specializzato nel Four-Cross. Ha vinto i Campionati del mondo ed è stato scelto da RedBull come testimonial per il suo spot. Per diversi giorni ha circolato per Genova con la sua mountain bike, causando non pochi disagi al traffico, creando zone interdette al pubblico per le riprese. Ma ora tutto quel fare e girare ha un suo perché, e devo dire, il montaggio mi piace un sacco.

mercoledì 16 ottobre 2024

Un tempo qui era tutta campagna

C'è voluta la siccità dell'estate del 2022 per far affiorare lo scolmatore del lago artificiale più utile per Genova: 25 milioni di metri cubi di acqua per dissetare una città che ha patito una sete cronica sino al 1959.
La gita al Lago artificiale era una tradizione imperdibile dell'estate al Paese. E non passava anno in cui i vecchi non ci raccontassero la leggenda del paese di Frinti, scomparso sotto 70 metri di acqua, ma con il campanile (fantasma) ancora in funzione. Una baggianata a suo modo affascinante, almeno quanto l'invenzione di Nessie, che ha portato nel 2004 ad alcune verifiche, per stabilire che a Frinti non esisteva nessuna chiesa e che le poche case sommerse erano oramai dei cumuli di pietre.

Ma tolte le leggende, questo prodigio idraulico compie oggi 65 anni, durante tutto questo tempo non ha mai smesso di funzionare. Il padre, in realtà più di uno, si chiamava Vittorio Sardo, e all'epoca del progetto della diga aveva 24 anni. Orgoglio ingegneristico della sua epoca, la diga è meta di visite guidate sia per scuole che per privati. In questi giorni di piogge abbondanti la scorta di acqua potabile, che viene condivisa con Piacenza, è al completo e si rende necessario uno svuotamento controllato dell'eccesso, dimostrando come la manutenzione dell'impianto sia fondamentale per la sicurezza, non solo dell'intero bacino idrico, oggi zona faunistica compresa nel Parco Regionale dell'Antola, ma anche della qualità dell'acqua che esce dai rubinetti dei genovesi. La famosa acqua del sindaco.


 

lunedì 14 ottobre 2024

Un tempo qui era tutto biscotti

Un lago artificiale, presto maledetto, per tutta una serie di ragioni, per prima cosa perché la sua acqua alimentava le fontane del Doria, soldato di ventura, condottiero senza scrupoli, despota e dittatore. Poi ci si mise pure il fato a far vittime, che quelle acque limacciose e stagnanti erano una trappola per ragazzetti spericolati. Quindi LagaccioA risolvere la questione ci penserà dopo 450 anni la speculazione degli anni '60, che interrerà tutto trasformando l'acqua in parcheggi, campi di calcio e suolo edificabile.

E i biscotti? quelli ce li mangiamo ancora anche se il lago è scomparso, e li producono altrove, ma posso dirvi che sono buonissimi.


lunedì 7 ottobre 2024

Genova e quell'insana attitudine all'alluvione

Qui siamo in allerta gialla e poi arancione, ed il pensiero dei genovesi quando arrivano i temporali autunnali corre a quel fatidico 7 ottobre. Sono passati 54 anni dalla grande alluvione, quella cantata da De Andrè per capirci, quella di Dolcenera per capirci meglio. Cosa è stato fatto in questo mezzo secolo per ridurre il rischio? Nulla. O poco.

In questa foto del 1970 si intravede il tristemente noto ponte Morandi, inaugurato da soli tre anni già assisteva al primo di una serie di disastri più o meno naturali.

Eppure grandi opere, pure costosissime sono state intraprese, portate a termine perfino; ma le alluvioni si sono susseguite lo stesso, causando la morte di molte persone, danni stimati in milioni di lire e poi euro, e poi chissà. Resta la fragilità di un territorio ingannato dalla speculazione e dalla politica, frainteso dai geologi e mal tenuto dai suoi abitanti. Tutte queste concatenazioni generano ancora oggi disastri ad ogni temporale, e poco importa se ci si consola scomodando inondazioni centenarie a cui si sarebbe potuto mettere un riparo semplicemente facendo scelte serie ed oculate, ma siamo in Italia il paese della sciatteria, della mezza botta e della botticina, dell'accomodamento, del rattoppo, della faciloneria, della manutenzione carente invocata continuamente come malessere cronico. E poi parole e disposizioni certe certissime a cui non fanno quasi mai seguito i fatti.

E noi aspettiamo che le nuvole scompaiano, che i tombini otturati dall'incompetenza si asciughino e che l' "Acqua che ha fatto sera che adesso si ritira, bassa sfila tra la gente come un innocente che non c'entra niente".