Finalmente dopo trent'anni e tanti morti innocenti, il vero colpevole ha un nome.
sabato 5 settembre 2026
Rimarrà quello che siamo stati per gli altri
Finalmente dopo trent'anni e tanti morti innocenti, il vero colpevole ha un nome.
martedì 1 settembre 2026
Nessun posto è lontano, se dà senso al vostro viaggio
lunedì 10 agosto 2026
Non è illegale se lo fai abbastanza bene
mercoledì 29 luglio 2026
Le persone non cambiano, al limite peggiorano
martedì 14 luglio 2026
Finiremo tutti in un letto singolo
Questo 2026 mi ha fatto venir voglia di cimitero, sarà che non è iniziato benissimo, ed è proseguito peggio, almeno a livello internazionale, tra Crans Montana, poi Venezuela, a seguire Iran e Stretto di Hormuz e varie ed eventuali, tanto per citarne alcuni. E qualcuno potrebbe dirmi (è successo): che te ne frega, mica intralciano la tua vita. Lo so, ma qualcosa resta dentro, chiamiamolo un generale senso di sconfitta dell'umanità e della furbizia della specie.
venerdì 10 luglio 2026
Sestri Ponente, Esopo e il lupo
venerdì 26 giugno 2026
Del resto, se importi il terzo mondo, diventi il terzo mondo
In questi giorni Genova è al centro di una serie di questioni pesanti, con sicurezza e degrado sociale arrivati al capolinea, ed i reati si accumulano, morti compresi. E io sono combattuto perché cerco di ragionare cercando di evitare gli stereotipi, per capire non tanto cosa stia succedendo, quello è molto chiaro, ma come le istituzioni pensano di affrontare il problema.
Perché la frase più pronunciata da chi vive ogni giorno questo disagio (me compreso) è: ci siamo rotti il cazzo!
E la risposta delle istituzioni è: non alziamo i toni. (Salvo poi scannarsi in consiglio comunale).
domenica 21 giugno 2026
Non si può lucidare uno stronzo... ma puoi arrotolarlo nei brillantini
mercoledì 17 giugno 2026
I buoni tendono a non durare
E adesso il lieto fine:
domenica 14 giugno 2026
Il sacro catino - breve storia di un'insalatiera verde
domenica 31 maggio 2026
La storia non è altro che un diario di guerra
Oggi lo sappiamo, quel monumento rappresenta il massacro di 13 mila soldati liguri; ed è anche andata bene perché solo il 44% degli arruolabili finì al fronte, contro il 74% di altre regioni. Ma la questione fu che mandarono in trincea contadini e operai impreparati alla guerra, ma decisi loro malgrado a difendere un orgoglio nazionale che era prerogativa di altri.
Siccome siamo in epoca di risultati, ecco qualche considerazione strappata alla chat GPT:
La I guerra mondiale costò all'Italia 148 miliardi di lire dell'epoca (il doppio di quanto lo Stato avesse speso in tutta la sua storia dal 1861 al 1914).
Provocò un'inflazione galoppante che distrusse i risparmi della classe media. Causò una brutalizzazione della società che portò direttamente alla nascita del Fascismo.
A questo aggiungo un bilancio di 650 mila soldati italiani morti. A questo numero bisogna poi aggiungere i decessi causati dalla pandemia Spagnola, altri 600 mila civili, a cui si aggiungono i 600 mila decessi per conseguenza diretta dei bombardamenti sulle città.
In estrema sintesi, durante la guerra morì il 3,5% della popolazione italiana.
A questo punto mi chiedo: ha senso avere una piazza con uno scatolone di pietra che ricorda una delle pagine più tristi della storia patria? Ha senso circondarsi perennemente di simboli e memorie di tragedie se poi puntualmente queste disgrazie vengono riprodotte e ripercorse a cadenza quasi regolare, e in tutto questo troviamo pure giustificazioni nobili, orgogli indotti, sacrifici accettabili, bramosie territoriali ed economiche ineluttabili, e pure benefici, ma solo per pochi ed a spese di molti, spesso di altri.
Mi è difficile scorgere l'orgoglio nazionale in tutto questo, ravvedo una scellerata politica di autodistruzione, una vergogna, per uno Stato che mandò al massacro un'intera generazione, che in tre anni bruciò 50 anni di risorse economiche utili per creare benessere, si ritrovò gli istituti pieni di invalidi, disadattati e orfani, e causò un disagio sociale impressionante.
Poi nel giugno del 1942 qualcuno ci trebbiò pure il grano |
giovedì 21 maggio 2026
Non sarà il canto delle sirene ad addormentarci il cuore
domenica 17 maggio 2026
Il passato è un sogno da cui ci svegliamo ogni mattina
sabato 2 maggio 2026
Finché eravamo giovani Era tutta un'altra cosa Chissà perché?
Passando a cose serie invece, in questi mesi, in città infuria la polemica sulle nuove obliteratrici. Sono complicate da utilizzare. E quindi mi chiedo: come mai un'azienda con un buco di bilancio di 280 milioni di euro, decide di rottamare le vecchie timbratrici a inchiostro e sostituirle con le nuovissime a lettura QR code?
Rimarco che il primo disagio è riuscire a farle funzionare, il secondo è ricordarsi a che ora scade il biglietto, perché l'orario di inizio viaggio non compare. Bisogna ricordarselo.
Oggi le stime dicono che sulla quantità totale di multe, viene recuperato il 3% (tre per cento) e c'è pure un ufficio apposito per il recupero, ma sempre il 3% rimane. Il 97% invece non paga e la multa la butta appena scende dal bus.
Non serve un genio per capire che il sistema è inefficace; ma non solo quello delle multe, anche quello delle nuove timbratrici. Non funziona ma ci si ostina a far finta che funzioni, ciecamente, ottusamente. A chi lo fa notare si oppongono inutili quanto improbabili soluzioni.
L'importante è fare muso duro e multare chi si ostina a non voler pagare, anche quando è una vecchina di 90 anni che ingenuamente chiede al controllore di verificare se è riuscita a timbrare il biglietto con il nuovo sistema a QR code. A questa nonnina consiglierei di entrare orgogliosamente a far parte di quel 97%. di persone che se ne fottono del sistema e non pagano le multe.
Questo entra nei discorsi di una burocrazia fascista (di cui accennavo nel post del 25 aprile) arrogante e totalmente disconnessa dai problemi reali dei cittadini, che prosegue a imporre senza comprendere. E così facendo imbocca soluzioni tecniche e metodologiche palesemente inefficaci, improbabili, improvvisate, quando non impopolari, ma incredibilmente costose.
venerdì 10 aprile 2026
Decisioni prese male, ma con grande convinzione
domenica 29 marzo 2026
E facciamole 'ste nozze coi fichi secchi
sabato 21 marzo 2026
Come ti muovi sbagli
venerdì 20 febbraio 2026
Una nave non affonda per l'acqua che ha attorno, ma per quella che entra
Costruzioni fatiscenti, faglie nei muraglioni, ponti pericolanti, terrapieni costruiti senza tenere conto delle più banali norme di sicurezza. Genova è disseminata di questi “ordigni” pronti a innescarsi sempre più frequentemente e facilmente con il passare del tempo e nel combinato disposto di materiale scadente, approssimazione del progetto e incidenza delle condizioni climatiche.





.jpg)



