sabato 15 marzo 2025
La nostalgia arriva quando il presente non è all'altezza delle aspettative
martedì 4 febbraio 2025
Le tre sorelle
La Bellezza nacque nel 1563 e si capì subito che sarebbe stata la preferita. La maggiore delle tre sorelle, sin dai primi anni colpì per il suo splendore, vanto ed orgoglio, fu immortalata da molti pittori ed artisti che vollero ritrarla assieme alla sua famiglia.
La Semplicità nacque nel 1565, senza le civetterie della sorella maggiore, fu apprezzata per spontaneità e naturalezza. Una dote che mantenne nel tempo.
La Fortezza nasce nel 1567, ultimogenita ma non per questo meno amata, fu soprannominata così per il suo aspetto robusto, una tempra anche spirituale e morale. Divenne presto un punto di riferimento per coloro che la frequentarono; uno tra i tanti, Giacomo Casanova.
sabato 18 gennaio 2025
Barpi-Chillotti - atto finale
sabato 11 gennaio 2025
Barpi-Chillotti - memorie di una dinastia
sabato 4 gennaio 2025
Barpi-Chillotti - amabili resti
venerdì 20 dicembre 2024
A cosa serve essere belle dentro se poi non entra nessuno
A cosa serve essere belli dentro se poi non entra nessuno? La domanda mi tormenta, si insinua tra i miei pensieri come un'erbaccia infestante. Ho letto libri sulla crescita personale, seguito corsi di autostima, cercato di amare me stessa incondizionatamente. Ma a che pro, se la mia autenticità, la mia genuinità, sembrano passare inosservate? Se il mio sorriso, sincero e raggiante, non riesce a conquistare un sorriso in cambio?
Forse la nonna aveva ragione solo a metà. Forse la bellezza interiore è fondamentale, è la base su cui costruire una vita appagante e significativa. Ma da sola non basta. Serve anche sapersi mostrare, sapersi valorizzare, saper comunicare la bellezza che portiamo dentro. Serve trovare il modo di farla brillare, di farla vedere, anche se questo significa uscire dalla nostra zona di comfort, affrontare le nostre paure e lasciare che la nostra luce si diffonda.
Non si tratta di diventare qualcun altro, di indossare una maschera. Si tratta di trovare il modo di esprimere al meglio la nostra essenza, di condividere la nostra bellezza interiore con il mondo, trovando il linguaggio più adatto per farlo. Magari non tutti vedranno il nostro splendore interiore, ma qualcuno, prima o poi, lo farà. E quel qualcuno, varrà la pena di aspettare. La battaglia per far conoscere il nostro giardino interiore è lunga, ma la ricompensa, ne sono certa, è immensa. E allora, continuiamo a coltivare i nostri fiori selvatici, sperando che le farfalle, un giorno, imparino ad apprezzarne la delicata bellezza.
Considerazioni:
martedì 10 dicembre 2024
L'acqua si apprezza quando il pozzo si secca
martedì 3 dicembre 2024
Cervelli umani fritti alla fermata del treno
Questo video, ve lo consiglio proprio tutto; è tratto da un seminario di Daniela Lucangeli, laureata in psicologia dello sviluppo, e spiega in dieci minuti il meccanismo che ci rende dipendenti dagli smartphone.
In Italia il primo smartphone è stato venduto nel 1999, quindi sono 25 anni che li abbiamo in tasca, o in mano.
Personalmente trovo che l'impatto di questi dispositivi sul cervello umano sia stato devastante. Quindi se circolano più imbecilli del necessario, il merito è anche degli smartphone. A seguire mi sono chiesto se un effetto del genere si poteva prevedere prima di metterli sul mercato.
Due ipotesi si contendono la risposta: Complottista - Sì - ma al potere servono persone malleabili. Generica - No - come per la maggior parte delle cose in vendita il profitto annulla ogni remora.
La cosa tragica è che molte persone non si rendono conto di come questo dispositivo abbia cambiato la loro vita. Vivono in questa inconsapevolezza colposa. A volte mi guardo attorno per strada e vedo gente che lo tiene appeso al collo, o perennemente in mano, appena si siedono sul treno o sull'autobus, o si fermano al semaforo, lo consultano, se lo hanno in tasca lo estraggono appena possono, come dovessero ricevere con urgenza una notizia importantissima, e chi spedisce si aspetta un riscontro immediato, come alla comunicazione di un'effettiva emergenza.
Insomma questa faccenda ci ha travolto e le conseguenze si vedono. Venti anni sono un periodo di tempo sufficiente per rincoglionire almeno un paio di generazioni. Altrettanti sono utili a chi ne ha i mezzi per studiare il fenomeno.
Quello che ne vien fuori è preoccupante, principalmente perché non pare degno di proposte risolutive; se ne prende atto come di un'eclisse lunare. Viene anche da pensare che non sia necessario risolvere il problema, a chi gioverebbe? E non iniziate con quelle giustificazioni da crocerossine dell'umanità.
Tralasciando i problemi fisici che l'uso continuo dello smartphone, si aggiungono anche quelli cognitivi: approccio superficiale all'apprendimento, disattenzione, stanchezza, sbalzi d'umore, isolamento, perdita di controllo, ansia e depressione.
Altre preoccupanti novità sul furbofono che abbiamo in dotazione, si trovano in questo libro - lettura poco piacevole, che vi attiverà la consapevolezza di cagare in un campo di ortiche.
martedì 12 novembre 2024
La natura non fa nulla di inutile
Dice così, Aristotele - e verrebbe da aggiungere qualcosa in merito all'utilità delle opere dell'uomo. In questo post parlerò di quattro dighe, e... spoiler, non finisce benissimo. Ma la cosa che più mi ha stupito è la perseveranza, l'incaponirsi a voler fare, anche quando l'evidenza mostra che è meglio lasciar perdere, non costruire, o se proprio si vuole, farlo con tutte le opportune cautele. Ma tant'è.
Insomma ecco cosa ho trovato in rete.
1923 - La Diga del Gleno - il disastro prevedibile - Risultato 356 morti
1935 - La Diga di Molare - un crollo senza responsabili - Risultato 111 morti
1963 - La Diga del Vajont - una tragedia annunciata - Risultato 2000 morti
1985 - La Diga della Val di Stava - la redditività al posto della sicurezza - Risultato 267 morti
II sec. d.C. - Dopo tali disastri, chiudo con una bella notizia; era molto tempo fa, diciamo 2000 anni fa per far prima, gli ingegneri romani decidono di costruire una diga. Siamo in Spagna, precisamente nella città di Almonacid de la Cuba. Ebbene quella diga è ancora al suo posto, e funziona perfettamente. Lo sappiamo perché recentemente è diventata famosa per aver salvato molte vite; le acque straripanti della diga, vengono deviate lungo il fianco della collina, lontano dalla città, evitando l'inondazione e danni alle case. E la diga non è crollata nonostante tutto.
mercoledì 16 ottobre 2024
Un tempo qui era tutta campagna
lunedì 14 ottobre 2024
Un tempo qui era tutto biscotti
E i biscotti? quelli ce li mangiamo ancora anche se il lago è scomparso, e li producono altrove, ma posso dirvi che sono buonissimi.
giovedì 10 ottobre 2024
Chi muore giace, chi vive si da pace
Come Dina altri, genitori anziani, affaticati, afflitti, salutano i loro figli, liberati da un corpo difettoso, una crisalide che imprigiona le loro anime. Se la morte può considerarsi un sollievo, questi sono i casi in cui lo diventa.
domenica 18 agosto 2024
Qui non ci sono estranei, solo amici che non hai ancora incontrato
domenica 19 maggio 2024
Tanto va la gatta al lardo che ...
Ultima in ordine di tempo questo tipo che scrive:
La risposta non si è fatta attendere molto...
giovedì 25 aprile 2024
Quando conosci la storia ogni cosa ha un valore diverso

Antonio Navone nacque a Cerviasca il 5 giugno 1863; a ventiquattro anni si sposò con Caterina, dei Lavazzoli, un anno più grande di lui, in piazza Martinez, a San Fruttuoso (che da una dozzina d’anni appena non faceva più Comune autonomo dalla città).
Perché si sposarono laggiù? Ci viveva lei? Ci lavorava lui?
lunedì 26 febbraio 2024
Le trappole e gli scorni di chi crede che la realtà sia quella che si vede

mercoledì 14 febbraio 2024
La strage di S.Valentino ❤️
Recita così la sovracopertina del libro di James McGovern, dal titolo Fraulein, scritto nel 1959. La guerra era terminata da 14 anni e la storia, vera, è scottante e scomoda. Quando la prof ci diede il compito di trovare letture estive di cui relazionare al rientro, pensai di scorrere la lista dei desiderata che ci aveva rifilato lei. In modo molto pratico, mio padre una volta visto l'elenco sentenziò: in casa ci sono già dei libri, ci manca solo comprarne degli altri, prendine un paio che ti piacciono dallo scaffale in corridoio e finiamola lì, che ora non c'è tempo per scendere in città a far spese. Nella libreria della casa al Paese c'era in effetti tutto ciò che varie generazioni avevano setacciato e macinato, residui e grandi classici da rileggere al sole dell'estate. Pure i Grand Hotel ed i romanzetti di Liala della romantica zia Esterina. Oggi quel volume è tornato al suo posto, dove riposava da diversi decenni e dove qualche altro famiglio lo troverà, forse, in occasione di un nuovo giro di letture scolastiche estive, legate in qualche modo al programma di storia. A questo punto della vita della libreria del corridoio ci sta pure Hosseini. Accanto ci troverà anche La pelle di Curzio Malaparte, che racconta invece la versione napoletana della faccenda, stessa guerra stesso periodo, donne e uomini che cercavano di sfuggire al disastro come potevano.
Una cosa che ricordo chiaramente fu il disappunto con cui la prof. di italiano accolse la mia scelta, che non aveva seguito il suo elenco di 'letture consigliate'. Ma se erano consigliate non significava doverle scegliere. Quell'anno, la questione compiti si chiuse abbastanza in fretta per tutti e ricordo perfino che la cugina P. scelse Guerra e Pace, non senza un certo disagio reverenziale, mentre la sua compagna di classe e vicina di cortile, ci dilettò con due volumetti consigliati, che tuttavia avevano meno appeal della mia 'signorina tedesca che si vende...
Tornando alla dresdizzazione invece, ecco una tattica astuta per sbarazzarsi dei nemici, o comunque per fiaccarne lo spirito combattivo: quindi se dovesse capitarvi di pianificare il bombardamento di una città europea, ecco alcune cose da sapere:
1) si aspettano dei giorni di tempo secco, in modo che il legno delle case sia ben asciutto, quindi si procede ad un primo passaggio di bombe esplosive, con lo scopo di scoperchiare i tetti delle case.
2) a seguire serve un secondo passaggio con spezzoni incendiari, che trovavano facile combustibile nelle case scoperchiate. Il vento aiuta molto questa fase.
3) ultima fase è un passaggio di bombe a scoppio ritardato con lo scopo di colpire i soccorritori e diffondere gli incendi. Se in tutto questo vi capita di colpire ospedali, asili, scuole, chiese e centri artistici come musei e biblioteche il successo è garantito.
Se avete ancora dubbi o remore vi lascio il tutorial...
sabato 6 gennaio 2024
La superba Genova ama essere guardata con sguardi superbi, alti e alteri
Dice così Edoardo Sanguineti, poeta, scrittore, drammaturgo, critico letterario, traduttore e politico, pensando alla sua città.
lunedì 25 dicembre 2023
La tradizione è la custodia del fuoco non l'adorazione della cenere
500 anni fa, esattamente nel 1523 a Bergamo, un pittore riceve l'incarico di dipingere una natività, lo farà magistralmente, usando una tavola lignea di 50x40 cm, su cui rappresenterà, all'uso della sua epoca, Maria e Giuseppe in abiti rinascimentali inserendoli in quello che si pensava fosse il paesaggio in cui nacque Gesù. Nel quadro ci sono moltissimi simboli interessanti, tipo la firma del pittore su una pialla da falegname, una bisaccia che preannuncia la fuga in Egitto, ma la curiosità maggiore è quel crocifisso alle spalle della culla, un distopico spoiler di ciò che sarebbe accaduto trentatré anni dopo.
Questo piccolo quadro è ricco di rimandi simbolici, che testimoniano due cose, la profonda conoscenza della Bibbia da parte dell'artista, ma anche il desiderio del committente di avere un'opera all'altezza della propria cultura. Tutti questi intrecci sono una sorta di meme, il quotidiano ricordo di un messaggio di speranza, che non è solo quella fanfaronata dai preti di ogni epoca per far cassa. A guardar bene c'è di più, qualcosa che non è fede bigotta, ma fiducia in se stessi e nelle proprie capacità di vivere nel mondo con armonia. E cos'altro potrebbe evocare questa immagine, con una simbologia talmente evidente da renderla emblematica. Insomma vederci solo la classica natività è quasi una bestemmia.