Sui social istituzionali aumentano le immagini di una città che non esiste ancora, anche se nelle intenzioni esisterà. Tuttavia la percezione che si ha scorrendo i quotidiani di regime, è di averla già pronta. Le campagne elettorali invocano ritrite promesse, di giunta in giunta, esibiscono un disegnino, gli mettono una cornicetta e sproloquiano numeri e cifre.
La città idealizzata diventa un miraggio collettivo, poco importa poi se verrà realizzata davvero nella sua interezza, se tutte le 'visioni' saranno rispettate.
Chi pagherà per la manutenzione del verde, la gestione degli ascensori, delle funicolari e delle funivie, chi pulirà le nuove passerelle, i sottopassi, i percorsi ricavati là dove prima non c'era nulla?
In una città dove si garantisce con fatica la manutenzione ordinaria, e spesso nemmeno quella, in cui ci sono quartieri con strade dimenticate per decenni, a quale futuro sono condannati questi fantasiosi desiderata?
La città visibile è vittima della cronica sciatteria urbana, bisogna prenderne atto, è un territorio lasciato a se stesso, in balia di orde di vandali e cittadini dal carente senso civico, pronti a macinare ogni manufatto, a riempire ogni angolo di spazzatura. In questa cieca visione della città, gli occhi del politico sono coperti dal velo del consenso, una legittimazione poco lungimirante, la stessa che si gonfia di buoni propositi. Gli stessi che riempiono le letterine natalizie solo per poter essere disattesi.


Nessun commento:
Posta un commento
Il vostro parere...