lunedì 16 febbraio 2026

Dalla cattiveria non si guarisce

Ovvero la banalità del male, così come viene individuata dalla filosofa Hanna Arendt.
Era il 1994 quando da Trieste venivano organizzati i pullman per il "Safari Sarajevo", che non era un'escursione a basso costo, per una dimostrazione commerciale di pentole., ma un soggiorno comprensivo di tutta l'attrezzatura necessaria a fare il tiro a segno di precisione. Obiettivo? ammazzare i civili, colpendo persone che cercavano acqua, legna o cibo. Tutto questo con un preciso tariffario, in base ai bersagli. Alla domenica il week end di tiro a segno terminava ed i partecipanti tornavano alle loro attività quotidiane. Magari con un paio di morti sulla coscienza.

Sono passati 32 anni da questa faccenda, e finalmente qualcuno si decide a fare qualcosa, dico finalmente perché già nel 1995 i servizi segreti italiani avevano interrotto questa deriva. Ma evidentemente qualcosa non ha permesso di rintracciare subito chi aveva orchestrato la cosa, ed anche chi vi aveva partecipato. Anche perché le indagini coinvolgono Francia, Belgio e Svizzera.

L'idea della guerra come sfogo per la "bestialità", la crudeltà innata o le pulsioni distruttive represse è un tema ricorrente nella psicologia. Viene spesso interpretata non come un incidente di percorso della civiltà, ma come una manifestazione di istinti biologici e psichici profondi. Quindi mi chiedo: ad un futuro processo cosa potrebbero sciorinare gli avvocati della difesa ? forse diranno che i loro clienti si annoiavano e che l'omicidio è una delle naturali pulsioni umane.
Nel frattempo varie organizzazioni stimano che circa 250 civili siano stati uccisi dai cecchini di Serajevo, di questi 160 erano bambini.

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