venerdì 20 febbraio 2026

Una nave non affonda per l'acqua che ha attorno, ma per quella che entra

A quanto pare è arrivata l'epoca delle emergenze geologico-abitative, o qualcosa del genere. Vuoi per le speculazioni edilizie del passato (non importa quando), vuoi per quelle del presente, vuoi perché con il cambiamento climatico la natura ci presenta il conto. Ed a quanto pare è un conto salatissimo. Proseguire facendo finta di nulla sarebbe stupido, ma è esattamente quello che sta succedendo in Italia.
Così anche Genova ha la sua bella frana su misura.
Cause?
I media locali lo dicono in modo anche troppo crudo:

Costruzioni fatiscenti, faglie nei muraglioni, ponti pericolanti, terrapieni costruiti senza tenere conto delle più banali norme di sicurezza. Genova è disseminata di questi “ordigni” pronti a innescarsi sempre più frequentemente e facilmente con il passare del tempo e nel combinato disposto di materiale scadente, approssimazione del progetto e incidenza delle condizioni climatiche.

Sembra quasi di stare a Niscemi vero? Manca solo uno scantinato pieno di libri; invece siamo al Lagaccio un quartiere di Genova che si estende su una superficie di circa 0,89 km², e conta circa 10.235 residenti, il che lo rende una delle zone con la più alta densità abitativa della città. Tanto per capirci lo stesso quartiere in cui si era pensato di costruire gli enormi piloni della funivia, di fatto aggiungendo degrado al degrado. Ma prendiamola così, quando una zona è brutta la tattica migliore è estendere il brutto amplificandolo ed esasperandolo, a quel punto nessuno avrà possibili termini di paragone. Quindi ci sono tutte le premesse per una vicenda di lungo respiro, peccato che i 40 milioni di euro del PNRR siano stati investiti per la funivia anziché per la riqualificazione e messa in sicurezza del quartiere. Insomma, ne vedremo delle belle.

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