Eppure pare sia andata proprio così, il nostro ministro della difesa era lì, negli Emirati, a spendere il suo stipendio da parlamentare (895.588 euro l'anno), e non rappresentava nessuno se non se stesso. A me piace crederlo, perché ha chiesto scusa, perché Dubai è una città da ricchi ricchi, e che orgoglio italiano vederci i ministri italiani in vacanza con la famiglia, tutti lì a scivolare su marciapiedi lindi e perfetti, tra grattacieli infiniti che trasudano opulenza, che così magari gli viene pure qualche idea per sistemare le rogne italiche.
Poi ci sono i detrattori, che dicono che era lì mentre cadevano i missili, nemmeno ci fosse andato apposta perché lo sapeva. Lui era all'oscuro di tutto, il politico italiano medio non sa a prescindere, e nemmeno viene informato se succede qualche casino notevole attorno a lui. Insomma se gli iraniani se ne fossero stati buoni buoni, noi italiani, nemmeno avremmo saputo dov'era il nostro ministro della difesa. Noi lo avremmo immaginato a Roma, nel suo ministero, a fare quello per cui è pagato. E poi diciamolo, se avesse saputo che agli iraniani rodeva il culo per la ricchezza degli emiri, tanto da bombardarli, mica sarebbe andato lì a fare da bersaglio.
A me fa specie invece che sia rientrato con un volo militare di Stato. Che penso: magari c'era posto per altri. Insomma per quello che ho letto e sentito in rete non ci vedo molti appigli per montare una polemica. Anche se ultimamente ho notato che c'è questa deriva giornalistica da avanspettacolo che distorce qualsiasi notizia per dar aria ai denti, far urlare i direttori dei giornali nei talk e quindi evitare un vero ed utile confronto. Insomma basta parlare di qualsiasi cosa tranne che di quello che si dovrebbe.
Specchietti per le allodole li avrebbero chiamati quelli che amano la sintesi.
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