Passando a cose serie invece, in questi mesi, in città infuria la polemica sulle nuove obliteratrici. Sono complicate da utilizzare. E quindi mi chiedo: come mai un'azienda con un buco di bilancio di 280 milioni di euro, decide di rottamare le vecchie timbratrici a inchiostro e sostituirle con le nuovissime a lettura QR code?
Rimarco che il primo disagio è riuscire a farle funzionare, il secondo è ricordarsi a che ora scade il biglietto, perché l'orario di inizio viaggio non compare. Bisogna ricordarselo.
E qui torno al mio tram verdino (1970 circa), dove quando salivi c'era un omino con divisa e cappello che ti vendeva il biglietto. Lo chiamavano bigliettaio e se ne stava appollaiato in un trespolo tipo questo in foto, se non pagavi nemmeno ti faceva salire. Era semplice.Oggi le stime dicono che sulla quantità totale di multe, viene recuperato il 3% (tre per cento) e c'è pure un ufficio apposito per il recupero, ma sempre il 3% rimane. Il 97% invece non paga e la multa la butta appena scende dal bus.
Non serve un genio per capire che il sistema è inefficace; ma non solo quello delle multe, anche quello delle nuove timbratrici. Non funziona ma ci si ostina a far finta che funzioni, ciecamente, ottusamente. A chi lo fa notare si oppongono inutili quanto improbabili soluzioni.
L'importante è fare muso duro e multare chi si ostina a non voler pagare, anche quando è una vecchina di 90 anni che ingenuamente chiede al controllore di verificare se è riuscita a timbrare il biglietto con il nuovo sistema a QR code. A questa nonnina consiglierei di entrare orgogliosamente a far parte di quel 97%. di persone che se ne fottono del sistema e non pagano le multe.
Questo entra nei discorsi di una burocrazia fascista (di cui accennavo nel post del 25 aprile) arrogante e totalmente disconnessa dai problemi reali dei cittadini, che prosegue a imporre senza comprendere. E così facendo imbocca soluzioni tecniche e metodologiche palesemente inefficaci, improbabili, improvvisate, quando non impopolari, ma incredibilmente costose.

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