sabato 2 maggio 2026

Finché eravamo giovani Era tutta un'altra cosa Chissà perché?


Quello che vedete nella foto è il tipo di tram che preferisco. Alla faccia di quelli modernissimi che hanno ripreso a circolare in alcune città. Orrendamente futuristici, mi sembrano delle supposte. Ecco se avessi il potere per farlo, i nuovi tram di Genova li rifarei esattamente così, e nel farlo ricorderei quanto sia divertente circolare sui tram di Lisbona

Passando a cose serie invece, in questi mesi, in città infuria la polemica sulle nuove obliteratrici. Sono complicate da utilizzare. E quindi mi chiedo: come mai un'azienda con un buco di bilancio di 280 milioni di euro, decide di rottamare le vecchie timbratrici a inchiostro e sostituirle con le nuovissime a lettura QR code?

Rimarco che il primo disagio è riuscire a farle funzionare, il secondo è ricordarsi a che ora scade il biglietto, perché l'orario di inizio viaggio non compare. Bisogna ricordarselo.

E qui torno al mio tram verdino (1970 circa), dove quando salivi c'era un omino con divisa e cappello che ti vendeva il biglietto. Lo chiamavano bigliettaio e se ne stava appollaiato in un trespolo tipo questo in foto, se non pagavi nemmeno ti faceva salire. Era semplice.

Oggi le stime dicono che sulla quantità totale di multe, viene recuperato il 3% (tre per cento) e c'è pure un ufficio apposito per il recupero, ma sempre il 3% rimane. Il 97% invece non paga e la multa la butta appena scende dal bus.

Non serve un genio per capire che il sistema è inefficace; ma non solo quello delle multe, anche quello delle nuove timbratrici. Non funziona ma ci si ostina a far finta che funzioni, ciecamente, ottusamente. A chi lo fa notare si oppongono inutili quanto improbabili soluzioni.

L'importante è fare muso duro e multare chi si ostina a non voler pagare, anche quando è una vecchina di 90 anni che ingenuamente chiede al controllore di verificare se è riuscita a timbrare il biglietto con il nuovo sistema a QR code. A questa nonnina consiglierei di entrare orgogliosamente a far parte di quel 97%. di persone che se ne fottono del sistema e non pagano le multe.

Questo entra nei discorsi di una burocrazia fascista (di cui accennavo nel post del 25 aprile) arrogante e totalmente disconnessa dai problemi reali dei cittadini, che prosegue a imporre senza comprendere. E così facendo imbocca soluzioni tecniche e metodologiche palesemente inefficaci, improbabili, improvvisate, quando non impopolari, ma incredibilmente costose.

4 commenti:

  1. Anche qui nel Lazio è arrivato il biglietto con il codice QR, è molto preciso, nel senso che funziona molto bene. Mi è capitato una volta che un paio di persone si sono rifiutate di obliterare e nel comune successivo sono saliti due addetti alla sicurezza che li hanno fatti accomodare fuori. Ovviamente su segnalazione dell'autista. Comunque la figura del bigliettaio era importante, pagavi e salivi altrimenti fuori, come giusto che sia. Dovrebbero mantenere perlomeno un controllore a bordo che verifica chi è munito del biglietto, perché come dice sempre un autista: "dobbiamo pagare i nostri stipendi e il gasolio"

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    1. Qui il problema sono i costi, l'azienda ha un bilancio in pesante passivo e forse la spesa per il rinnovo si poteva rimandare a tempi migliori, visto che non c'era nessuna urgenza.

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  2. Dietro certe ottusità ci sono interessi, ricatti e chissà cos'altro. Le multe le pagano sempre i soliti, cioè i soliti fessi che pagano tutto.

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    1. Penso proprio che la ditta che ha fornito tutto il sistema QR code... Sí... dietro ci sono interessi.

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