sabato 5 settembre 2026

Rimarrà quello che siamo stati per gli altri

Questa storia inizia a Genova, nel quartiere di S.Martino, dove Luigia Borrelli, infermiera di 27 anni, conosce Mario Andreini, magazziniere divorziato. I due si innamorano, si sposano, ed hanno due figli, Roberto e Francesca.
Tutto bene sin verso la fine degli anni ottanta, quando Andreini decide di aprire un bar; non avendo i soldi necessari per ristrutturare il locale, l'uomo si indebita con gli usurai per 250 milioni di lire (circa 150.000 euro di oggi). Forse per via delle preoccupazioni dovute alla restituzione del prestito, nel febbraio 1990 Mario muore d'infarto, lasciando a Luigia due figli adolescenti da mantenere e, sorpresa, il grande debito da ripagare.

Minacciata e pressata dagli usurai, nel 1992 Luigia decide di fare una scelta radicale e forse disperata: si licenzia come infermiera e inizia a prostituirsi con lo pseudonimo di Antonella. Per poter esercitare prende in affitto un magazzino in Vico degli Indoratori, a pochi passi dalla cattedrale di San Lorenzo; pieno centro storico.
Nel luglio 1993 ha un giro di clientela piuttosto vasto, tanto da potersi permettere di pagare affitto e usura, attirandosi le antipatie delle altre prostitute che lavorano sotto protettore. Ai figli racconta di fare la badante presso un'anziana signora, Adriana Fravega, che in realtà è un'ex prostituta, proprietaria del magazzino dove Antonella organizza gli appuntamenti.

La mattina del 6 settembre 1995, Antonella non è ancora rientrata a casa, la figlia Francesca, 19enne, preoccupata, chiama la Fravega.
La donna insospettita, si reca nel magazzino per controllare e qui trova una scena agghiacciante, il cadavere della Borrelli ricoperto di sangue, in un ambiente messo a soqquadro da quella che era stata una lotta tra aggressore e vittima. La donna presenta i denti spezzati, diverse ecchimosi e un trapano conficcato in gola. Dall'esame autoptico emerge che nessuna delle ferite sarebbe stata mortale, e che Antonella è morta successivamente per dissanguamento.

Il primo indiziato è il figlio Roberto, 22 anni, disoccupato, in passato aveva picchiato la madre ed è un abituale frequentatore della malavita locale. Non trovando nessuna prova a suo carico, viene scagionato.

Le indagini si spostano su Ottavio Salis, elettricista di 52 anni, che lavorava alla ristrutturazione del magazzino ed era cliente di Antonella. L'indizio più evidente... il trapano ritrovato era il suo. Sbattuto sulle pagine dei giornali come uno dei principali sospettati, ed accusato dalla Fravega, il 14 settembre 1995 Ottavio si butta dalla sopraelevata di fronte alla Lanterna, dichiarandosi innocente e morendo poco dopo in ospedale. Una settimana dopo, l'esame del DNA gli da ragione, scagionandolo.
La polizia brancola nel buio.

Il 25 marzo 1996 avviene un'altra morte sospetta: Adriana Fravega viene trovata senza vita nella sua abitazione, dopo aver assunto barbiturici. Suicida forse per aver accusato ingiustamente Salis.
Le indagini sono ancora in alto mare e il caso resta insoluto.

Nell'agosto 2004, alla Procura della Repubblica venne recapitata una lettera anonima scritta dal presunto assassino, in cui esprime il timore di essere arrestato. Ma anche questo rimane un indizio che lascia agli inquirenti solo ipotesi e un delitto irrisolto.

Il 14 novembre 2014, accade un altro fatto tragico: Roberto, il figlio di Antonella, da tempo in cura per problemi psichici, decide di togliersi la vita, buttandosi dal Ponte Monumentale di Genova.

Nel 2021 dopo 26 anni di indagini infruttuose, tutti i sospettati risultano morti. Il delitto di Antonella diventa un cold case.

Nel 2023 le indagini vengono riaperte in seguito al programma televisivo: Mostri senza nome - Genova. Seguono nuovi esami del DNA, e qui arriva il primo vero indagato, è un carrozziere genovese, Fortunato Verduci di 66 anni, a cui viene contestato un altro reato commesso nel 2023 in cui avrebbe rubato alcuni gioielli a una donna che lo ospitava.

Finalmente dopo trent'anni e tanti morti innocenti, il vero colpevole ha un nome.
La sentenza è attesa per il 6 ottobre 2026.

11 commenti:

  1. Il male esiste.
    Fortunato Verducci, di fatto, ha commesso una strage.
    Più a monte gli usurai che competono duramente in questa gara al peggio.
    Forse, ecco, gli usurai persino peggio, essendo il primo anello, la prima causa di tutta la catena di tragici eventi.

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    1. Leggendo la pagina di Wikipedia alla fine, si capisce che
      1 - Fortunato Verducci non sarebbe ancora al gabbio
      2 - nulla sugli usurai.

      Mah.

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    2. Varie cose mi turbano di questa vicenda.
      1) che gli usurai la facciano franca - ma essendo crimine organizzato posso capire l'abilità di sfilarsi quando le cose hanno preso la piega dell'omicidio.
      2) l'impunità dei giornalisti che misero alla gogna un innocente.
      3) il fatto che sia servita una trasmissione televisiva per riaprire le indagini dopo 30anni
      4) un omicida a piede libero che ha proseguito a commettere reati

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  2. e adesso toccherà ai mortidifame mantenere il tizio in galera (250 - 450 eurini al giorno) spese investigative e giudiziarie a parte, spero che con Vannacci i mortidifame vengano presi in considerazione, NOI del partito degli under 70.000 non ci siamo riusciti, con NOI campi lavoro e finché lavori magni, quando smetti te levi dai cojoni in maniera indolore

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    1. Un detenuto costa circa 150 € al giorno (fonte chat GPT).
      Lascio ai contabili del tuo partito stabilire se siano più costosi per le casse dello Stato tutti i detenuti delle carceri italiane o il mantenimento della casta politica nella sua totalità, stipendi, rimborsi, privilegi e sconti vari.

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  3. credo che i 150 vadano bene per i mortidifame, ma i caporioni mafiosi hanno un costo diverso forse paragonabile a quello di un politico principiante, un grillino

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    1. Uhm... queste cifre approssimative non mi convincono

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  4. a me non torna che si sia licenziata per prostituirsi

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    1. Io riflettevo che si guadagna meglio a prostituirsi che a fare l'infermiera.

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  5. Conoscevo questa storia ma la tua spiegazione mi ha fatto capire alcuni risvolti della vicenda-

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    1. Ti ho risposto anche nel post precedente.
      Ho scoperto la vicenda dalla trasmissione TV. Tuttavia ricordo che per anni qualcuno ogni 6 settembre lasciava un fiore davanti all'ingresso del magazzino.

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