Prendo questo esempio perché è quello che ha scatenato il dibattito più acceso. La nuova sistemazione del piazzale attorno al Colosseo.
Roma ha intrapreso una significativa trasformazione urbana, vuoi per gli eventi che la coinvolgono, vuoi per l'aumento dei flussi turistici, e dentro ci metto anche, vuoi perché era ora che ci si occupasse dell'arredo pubblico. Succede un po' dappertutto, nelle città d'arte, la ridefinizione degli spazi in virtù della fruizione turistica. I cittadini non sono sempre concordi con le scelte fatte, spesso dettate dall'esigenza di aggiornare luoghi dimenticati da decenni.
Ma tra gli errori dei progettisti e quelli degli esecutori, c'è un dato che a mio parere emerge, la creazione di spazi capaci di accogliere i grandi numeri del turismo di massa, resistere al vandalismo ed alle manifestazioni e pure ai cortei di protesta, e sufficientemente anonimi e facilissimi da gestire. Li definirei 'vuoti urbani'. Sembrano aree bombardate. E forse non sono errori.
Sistemazioni meno che mediocri forse, ma perfettamente adatte ai nostri tempi, anche a scapito delle direttive per la mitigazione climatica.
Questa invece è la piazza dell'Hotel de Ville a Parigi, cioè piazza del municipio. In un paio di anni è diventata un piccolo parco urbano dove le persone possono sedersi tra gli alberi per una sosta o per la pausa pranzo. Metto la foto giusto per far rosicare i romani e farli riflettere su quanto sarebbe facile ottenere degli ambienti urbani gradevoli, semplicemente progettando la città in modo differente dal solito asfalto-cemento-lampioni. Insomma negli uffici tecnici chi ci vogliamo mettere? Forse l'A.I. semplicemente perché diversamente è disagio cognitivo.
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