Prendo questo esempio perché è quello che ha scatenato il dibattito più acceso. La nuova sistemazione del piazzale attorno al Colosseo.
Roma ha intrapreso una significativa trasformazione urbana, vuoi per gli eventi che la coinvolgono, vuoi per l'aumento dei flussi turistici, e dentro ci metto anche, vuoi perché era ora che ci si occupasse dell'arredo pubblico. Succede un po' dappertutto, nelle città d'arte, la ridefinizione degli spazi in virtù della fruizione turistica. I cittadini non sono sempre concordi con le scelte fatte, spesso dettate dall'esigenza di aggiornare luoghi dimenticati da decenni.
Ma tra gli errori dei progettisti e quelli degli esecutori, c'è un dato che a mio parere emerge, la creazione di spazi capaci di accogliere i grandi numeri del turismo di massa, resistere al vandalismo ed alle manifestazioni e pure ai cortei di protesta, e sufficientemente anonimi e facilissimi da gestire. Li definirei 'vuoti urbani'. Sembrano aree bombardate. E forse non sono errori.
Sistemazioni meno che mediocri forse, ma perfettamente adatte ai nostri tempi, anche a scapito delle direttive per la mitigazione climatica.
Questa invece è la piazza dell'Hotel de Ville a Parigi, cioè piazza del municipio. In un paio di anni è diventata un piccolo parco urbano dove le persone possono sedersi tra gli alberi per una sosta o per la pausa pranzo. Metto la foto giusto per far rosicare i romani e farli riflettere su quanto sarebbe facile ottenere degli ambienti urbani gradevoli, semplicemente progettando la città in modo differente dal solito asfalto-cemento-lampioni. Insomma negli uffici tecnici chi ci vogliamo mettere? Forse l'A.I. semplicemente perché diversamente è disagio cognitivo.
A Roma manca molto il verde. Lo dico da sempre.
RispondiEliminaCerto, ci sono i parchi aperti come quelli di Villa Borghese, Villa Ada, Villa Torlonia, ecc. ma per il resto, a parte qualche vialone alberato, le piazze, le strade, i quartieri (soprattutto del centro) sono, come dici tu, dei grandi "vuoti urbani". E si sente, soprattutto in estate quando le temperature sono infernali.
È strana questa percezione del verde. A me a volte Roma sembra un grande parco, per esempio se vado a villa Borghese mi pare una città giardino nella città. Poi scorro strade come la Colombo e mi dico che c'è ancora molto da fare per migliorare.
EliminaCiò che vedo nelle nostre città, anzi che non vedo, è proprio il verde. Non riusciamo a capirlo
RispondiEliminaIl paradosso è che l'urbanista ottocentesco lo aveva capito, poi negli anni '60 si è persa la cultura del verde, preferendo l'asfalto e i posteggi. Ora ne scontiamo il prezzo, il verde connota il quartiere signorile, la periferia è spoglia. La pubblica amministrazione non è in grado di fare il cambiamento, almeno non in modo stabile.
EliminaEsiste una sorta di attitudine ontologica alla bruttezza dei sistemi in grande, l'attitudine alla bruttezza dei sistemi industriali.
RispondiEliminaLe città non sono altro che la dimensione in grandezza, in scala industriale, del borgo, del villaggio.
Le Courbusier escogitò soluzioni modulari, industriali alla necessità di edifici per masse. Ecco orrore e bruttezza di massa.
In architettura esiste pure il brutalismo, uno dei reflui delle architettura per masosadici delle intellighentzie anti-borghesi di sinistra.
GlI alberi e il verde sono una scocciatura e lavoro da gestire per i Reparto Verde Urbano dei vari comuni. È una manna per avvocati che intentano cause risarcitorie paradolose senza para, da n 10k € ad ogni caduta di ramoscello.
A me_mi piace il maso bavarese col ritratto di famiglia Biedermaier o la masun della val Varaita col tetto in lose e i gerani sul davanzale delle finestre, maso e masun col rovere o il larice accanto..
Le Corbusier..
EliminaScusate per il refuso.
GlI alberi e il verde sono una scocciatura
Eliminaè vero. Lo sono diventati, ed è curioso perché in passato non era così. Forse perché nei consigli cittadini c'erano ancora persone provenienti da campagne, in cui gestivano terreni e colture.
Dai verbali dei consigli comunali dell'ottocento per esempio, si scopre la necessità di alberare le vie per il sole, per ricavare legna da ardere dalle potature e per dare ai poveri la possibilità di reddito dallo spazzamento delle foglie in autunno. E inoltre la salubrità dell'aria fornita da certe essenze come il platano..
Oggi tutto passa attraverso la possibilità di gestire qualche finanziamento o di far propaganda elettorale.