giovedì 10 settembre 2026

L'ipotesi del mondo giusto

L'ipotesi del mondo giusto è un errore di valutazione della mente. Porta a pensare che il mondo sia equo e che ognuno riceva esattamente ciò che si merita. Secondo questa idea, chi fa il bene viene premiato e chi fa il male viene punito.
Cazzate.
Il concetto è stato studiato dallo psicologo Melvin J. Lerner nel 1980.
L'ipotesi del mondo giusto è un meccanismo di difesa che aiuta a sentirsi al sicuro. Convincersi che esista una giustizia, tramite il karma o il destino, riduce l'ansia di fronte al caos della vita.
Pura ipocrisia ed auto illusione quindi.
Facciamo finta che le disgrazie capitate agli altri siano colpa loro, così pensiamo che a noi non accadranno mai, se ci comportiamo 'bene'.

Ma questo porta inevitabilmente a confrontarsi con la realtà, ed ha delle conseguenze pratiche, infatti questo modo di pensare crea problemi nei rapporti con gli altri e nella società.
Colpevolizzare la vittima è comodo, soprattutto quando si invocano certi stereotipi indotti. Spesso porta a giustificare le aggressioni o i torti subiti, pensando "se l'è cercata".

Questo rallenta la lotta alle ingiustizie, crea una comoda e pericolosa inerzia verso chi delinque, poiché si accetta la realtà pensando che il mondo sia già giusto così com'è.
Molti in questo finale scriverebbero: svegliatevi.


5 commenti:

  1. giustizia: non m'interessa.
    direi che è tutto esattamente possibile.
    ciao

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    1. Un po' come per la verità. :)

      Ciao DisinteressatoPoe

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    2. sussiste un certo equilibrato legame.
      ciao

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  2. L'ipotesi del mondo giusto è una illusione ideologica che affascina in quanto confortevole, comoda: permette di non vigilare sulla canaglia che esiste, permette di trastullarsi in utopie che divengono distopie.

    L'ipotesi del mondo giusto è quella che di quei ProPal che non potrebbero vivere un'ora in ciò che si creerebbe se vincesse Hamas. Questo non impedisce loro di rifugiarsi nella comoda banalità del "bene" colla illusione, degli sciocchi, di essere moralmente superiori.

    Potrei fare innumerevoli esempi di analogie in vari contesti: la ipotesi della milonga giusta la ipotesi della montagna giusta, la ipotesi della immigrazione come ricchezza, opportunità etc. per gli invasi, la ipotesi dello sport "non competitivo", la ipotesi della squola inklusiva, la ipotesi de... . Se passassero alla sagra demagogica dei dirittismi per cicale, saremmo alla parodia delle stronzate vendute come cioccolato finissimo.

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    1. Hai toccato due punti che mi interessano; il fatto che alcuni si sentano moralmente superiori per le scelte che hanno fatto, (vegani, etc) ovviamente non è così, ma sfruttano questa presunta licenza auto acquisita per eleggersi moralisti. Gli effetti distopici li vediamo spesso. Troppo spesso direi.
      Altra questione: la scuola. È pensata per premiare il migliore, la competizione, per insegnare ma anche per stimolare l'intraprendenza. Perché il mondo del lavoro dopo la scuola funziona con gli stessi meccanismi. Chiaro che se passa un messaggio diverso, nascono delle distopie.

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