sabato 21 ottobre 2023
Stare in chiesa non significa essere credenti
lunedì 16 ottobre 2023
Petrificus Totalus - ovvero: problemi per entrare a Genova

giovedì 12 ottobre 2023
Se Colombo stava bene a Genova mica scopriva l'America
Che poi nemmeno sappiamo bene se fosse davvero genovese, e persino la sua casa natale è avvolta dal mistero. E poi c'è la questione della decolonizzazione, che adesso, dopo 500 anni passa pure per stronzo, come se tutti i casini che hanno combinato i conquistadores nelle Americhe fossero merito suo. Ma questa è un'altra faccenda.
La statua si trova nella residenza di un navigatore dell'ottocento, un eccentrico capitano che volle costruirsi un castello fintissimo in cui raccogliere tutti i souvenirs dei suoi viaggi attorno al mondo e nella loggia volle sistemare proprio Colombo, orientando lo sguardo della statua in direzione delle colonne d'Ercole. Si narra che anche il capitano come Colombo sognasse di scoprire un nuovo mondo, ma purtroppo per lui, alla fine dell'ottocento c'era ben poco da scoprire, così si accontentò di girovagare per i mari, assecondando comunque la sua passione per i viaggi. La sua più grande impresa la compì nel 1892, ripercorrendo la rotta di Colombo, seguendo esattamente il suo diario di bordo ed annotandone le verifiche; insomma una roba tipo 'avventure nel mondo'. Quando morì volle donare il suo castello alla città di Genova, affinché i genovesi potessero scoprire tutte le meraviglie che aveva raccolto e quindi crescere in cultura et intelletto. Così ancora oggi, a distanza di quasi cento anni da quella donazione, le esotiche collezioni del Capitano continuano a stupire i visitatori, per stravaganza e magnificenza, così come il suo castello che svetta fintissimo, su una città in continuo mutamento.
domenica 8 ottobre 2023
Il tempo risolve la maggior parte delle cose.
martedì 3 ottobre 2023
L'uomo produce il male come le api producono il miele
domenica 1 ottobre 2023
Ortopedia lessicale
Insomma che anche questo gruppo è qualcosa da cui mi sento distante, che osservo ed in cui nemmeno ho voglia di fare volontariato, benché da diverse parti sia passato il messaggio di associarsi; anche E. vorrebbe farlo, mentre R. ne parla come di un'eventualità da valutare per una crescita culturale interiore, e bla bla bla, insomma rimanda con eleganza.
Al contorno di questo c'è una serie di cocchi di mamma, viziati rampolli di una borghesia che si uniforma nell'abbigliamento 'alternativo' e nella frequentazione di certi locali, quelli giusti, in certe zone, di certe persone, tanto radical chic da girare in green bike, vestire indy, mangiare bio, ma quando necessario meglio il suv di papy con l'aria condizionata, gli occhiali Rayban a specchio e la camicia firmata Bonino.
Nel mucchio, bellocci beccafiga che cercano la tipa di buona famiglia, ma alternativa, non troppo snob ma nemmeno la borgatara che li metterebbe in imbarazzo alla cena in casa dei parenti. Quella che riesce a distinguere una forchetta da pesce da una da frutta e se occorre mette la collana di perle, quella che la nonna le ha regalato per la maturità, ma poi vuoi mettere la cavigliera in argento comprata in Marocco, in quel villaggio sperduto dove ha dormito nelle tende dei beduini attraversando il deserto?
Quella che la da, ma non a tutti, non come la borgatara che lo fa sapere alle amiche, lei te la da con classe, da donna emancipata, mica da affamata di cazzo. Quella che ok il tatoo, ma sulla spalla e molto discreto, bene pure il piercing alla lingua, o magari all'ombelico, ma poi lo toglie quando fa il primo colloquio di lavoro, e se non la assumono pazienza, ha sempre una scrivania pronta nell'azienda di famiglia, in cui fare la gavetta cominciando dall'amministrazione.
Decisamente quello con la maggior puzza sotto al naso sono io, e mi chiedo dove sia finita quell'indifferenza che mi permetteva di andar d'accordo quasi con tutti.







