mercoledì 30 marzo 2022

Questa casa sarà un peso per le prossime generazioni, non un'eredità

I ragazzi entrano da un varco nella recinzione, su in cima, dopo la siepe di brugo, dove finisce il muro. Prima c'era la staccionata di legno, ma poi hanno messo la rete, e adesso la ruggine ha fatto il suo e si passa senza scavalcare. Non fanno danni, entrano per curiosare, per provare il brivido del proibito, scrivere sui muri il loro disagio, e rovistare negli annessi, dove mani assai più esperte sono già passate. Ascoltano passi inesistenti, sospettano fantasmi o auspicano spiriti inquieti e ridono mentre salgono le scale verso porte chiuse, assaltando il regno dei ragni. 
La grande casa è disabitata da troppo tempo, ogni tanto Ugo e la Rosetta ci andavano per dare una ripulita, lui al giardino e lei l'interno, prima dell'inizio del caldo, quando la tata sarebbe arrivata per passare l'estate con i bambini; ma dopo la morte della Signora non c'è più andato nessuno. Per alcuni anni venne rovistata, per prendere oggetti utili altrove. Alcuni decenni dopo il robivecchi è passato col furgone a ritirare cose dimenticate, ravatti (*) che gli avrebbero fatto comodo in negozio. Lo specchio della sala da pranzo, i cassettoni delle camere, un tavolino da gioco appartenuto a Lorenzo, qualche soprammobile di Capodimonte, le stampe delle marine che erano nello studio, qualche libro illustrato, gli stampi in rame dei budini e altre cianfrusaglie accumulate con la distrazione degli anni sereni. Poi buio e silenzio.

Consegnata all'oblio della sua storia quasi centenaria, immersa nel verde di un giardino sempre più irriconoscibile, sono lontane nel tempo le voci dei suoi abitanti, le dispute politiche all'ombra dell'uva americana, i compleanni festeggiati sulla terrazza; gli attori che recitavano su quel copione sono scomparsi ed i loro augusti nomi non riecheggiano da troppo tempo nelle sue stanze, il profumo delle conserve di pomodoro ha lasciato il posto a quello stantio della polvere.
Chissà se poi è questo il destino di ogni casa, dopo tanto vissuto trascorrere anni nella penombra, come assopita in attesa di nuovi arrivi!

(*) Ravatto

Simile a miscellanea, anche se con diversa sfaccettatura, con “ravatto” ci si riferisce ad oggetti di scarsa qualità, sono quegli oggetti non categorizzabili che riempiono cantine, box e case di campagna, quegli oggetti che “mettilo li che può sempre servire”.

domenica 27 marzo 2022

Resti amabili

Questa storia inizia nel 1415 in prossimità del porto di Genova, con la costruzione di uno spazio coperto ad uso dei mercanti e dei cambiavalute per le loro contrattazioni. Ma nel 1455 un incendio impone una ricostruzione, così la loggia si ingrandisce ed ingloba vicoli e vecchie costruzioni.
150 anni dopo serve un rinnovamento ed arriva l'ultima versione, siamo nel 1590 ed è l'architetto ufficiale della Superba ad occuparsene, regalandoci un edificio quale è visibile attualmente, grandioso, elegante, splendidamente rinascimentale, insomma perfettamente in linea con l'ego smisurato dell'oligarchia della Repubblica.
Tutto bene sino al 1912, anno in cui le contrattazioni della borsa valori si trasferiscono nella nuova sede, più adatta e comodamente inserita nella città ottocentesca; la loggia è declassata alle sole merci, con l'aggiunta di qualche vetrata per proteggersi dalla tramontana dei freddi inverni liguri.
Nel 1942 arriva il grande cambiamento, a farlo gratis ci pensano gli inglesi con un paio di spezzoni incendiari, così scompaiono il tetto e la volta in legno, affreschi e decorazione, assieme a quasi tutti gli edifici civili circostanti. I muri resistono, ma saranno molti i consolidamenti che dovranno subire quelle fragili colonnette in marmo. Pure la statua di Cavour, il "padre dell'Italia unita" che sorvegliava i mercanti dall'alto della sua sedia, resta compromessa dall'incendio, al punto che risulterà impossibile restaurarla.
Con una pratica che andrà collaudandosi in quasi tutte le città italiane colpite dal conflitto, e che a Genova sarà spesso salvifica, nel 1950 si raccolgono i cocci, si recuperano le vecchie foto e si ricostruisce all'identico, forse anche con l'intento di recuperare l'identità cittadina frantumata dalla guerra. Le finestre e il tetto in legno sono sostituiti col metallo, le decorazioni perdute dall'intonaco bianco.
Nel 2019 dopo diversi dibattiti sul futuro dell'edificio, serve un nuovo cambiamento, le esigenze turistiche hanno sostituito quelle mercantili, ed i moli convertiti alla nautica da diporto impongono scelte coraggiose. Nasce così l'idea del museo della città, per capire l'incredibile stratificazione avvenuta in questa stretta fetta di terra tra i monti e il mare.
Scava scava nel 2022 ecco la sorpresa, sotto al pavimento ricompare la città del xv secolo, ed un pezzo di quella romana, quella coperta per ingrandire la crescita della loggia. Tutto quello che per il medioevo erano detriti e spazzatura, per gli archeologi di oggi sono testimonianze e reperti preziosi, così il grande cantiere aumenta, scopre una città immaginata solo dagli archivi, ma utile per capire e pronta per essere esposta, proprio lì dove si pensava di farlo.
Una storia ancora tutta da scrivere attende il futuro della loggia, Stay tuned...

venerdì 25 marzo 2022

Amabili resti

Oggi è difficile credere che i terreni attorno alla chiesa potessero rifornire i monaci di castagne, olio, fichi, vino e 200 cedri, ma gli archivi non mentono, nel medioevo la zona era certamente a vocazione agreste e gli elenchi dei mercanti sono sempre ben dettagliati. Tuttavia nel 1572 la Repubblica di Genova decide di costruire una nuova chiesa, e poco più avanti una loggia, necessaria per le contrattazioni commerciali. Tutta la faccenda si configura più come una speculazione immobiliare che sfrutterà la fine della peste del 1579 per essere certificata come voto alla Madonna. In ogni caso, entrambi gli edifici sono di proprietà pubblica, e San Pietro in Banchi è la prima e forse l’unica chiesa al mondo costruita con i proventi delle attività commerciali sottostanti. Questo espediente tuttavia non serve per completarne la decorazione esterna, che per economia viene eseguita ad affresco. E così la mostra questa stampa del 1773, dove in una prospettiva esagerata, la chiesa e la loggia (sulla sinistra) appaiono ariose oltre il normale, inserite nel tipico contesto urbano di una città dove lo spazio è poco e si deve sfruttarlo al massimo.
Tutto bene sino al 1942 anno in cui a risistemare la zona, e in particolare chiesa e loggia, interverranno le bombe intelligenti degli "alleati". Le recenti citazioni di Zelensky hanno stimolato la mia curiosità e così eccomi a scorrere le cronache dei Soprintendenti del tempo, veri e propri elenchi di una ditta di demolizioni, così assieme ad altri 11.183 edifici del centro storico, scompare anche una buona fetta della chiesa e della loggia (di cui mi occuperò prossimamente).
Difficile scorgere stucchi ed affreschi rinascimentali in quello sfascio, ma con un attento e paziente lavoro di incollaggio dei cocci e molta fantasia storica, oggi possiamo ancora credere di ammirare la cinquecentesca chiesa di San Pietro in Banchi, e scomodare i nomi dei migliori artisti dell'epoca, di cui sopravvivono splendidi resti perfettamente restaurati.
Nota di cronaca nera: sulla scala di accesso della quale è ancora possibile invocare l'autenticità, nel 1682 venne assassinato, per una vendetta d’amore, Alessandro Stradella. Tuttavia non è dato sapere se anche all'epoca piscio e spazzatura facessero parte dell'ambiente in cui i sicari del Lomellini accoltellarono il musicista mentre cercava di rifugiarsi in chiesa.

N.d.R. Il 15 novembre 1942, durante la seconda guerra mondiale, un bombardamento aereo provocò ampi squarci nella facciata e nella volta e distrusse i due piccoli campanili sopra la facciata. La ricostruzione fu avviata nel dopoguerra, ripristinando l'aspetto precedente sulla base di fotografie e stampe che raffiguravano l'edificio.

Dopo un periodo di affidamento ai missionari della Consolata, la chiesa è stata abbandonata. 

Nel 2014 è nata un'esperienza di vita comunitaria a tempo per giovani. Il Centro animato dalla comunità giovani dà vita negli anni ad ospitalità, eventi, incontri, reti territoriali e iniziative socio-politiche, artistiche, spirituali di vario genere. I volontari, oltre a tenere aperta la chiesa alle visite di turisti e cittadini, sono impegnati nell'ascolto di persone in difficoltà per metterle in contatto con le associazioni e gli operatori più adeguati alle loro necessità.

martedì 22 marzo 2022

«Un inferno che gli uomini si sono fabbricati da soli»

 Dice così, Rober Capa, fotografo di guerra, dopo aver seguito un assalto delle truppe statunitensi in Sicilia. Ed è ancora esattamente così. Tanto per dire quanto gli eventi della cronaca di oggi, possano essere ancora riconducibili a fatti di 80anni fa, che si pensavano superati. Accidenti!

E adesso la notizia di oggi:

"L'invasione russa sta distruggendo le famiglie, la guerra continua a devastare città ucraine, alcune sono completamente distrutte come Mariupol, che aveva mezzo milione di abitanti, è come Genova, immaginate Genova completamente bruciata"

Il paragone fatto da Zelensky ha scatenato le memorie dei famigli in guerra, loro c'erano e ricordano. Alcuni potrebbero dire esattamente dove e come, l'agonia di una città in ginocchio. Sono cose che non si dimenticano, magari restano assopite nella memoria, ma basta un nulla per riviverle. Poi chiaramente è partita la polemica sulle dichiarazioni di Franceschini. circa la ricostruzione del teatro di Mariupol. Insomma, hanno bombardato un ospedale pediatrico e vari altri ospedali, non saprei quanta altra roba importante oltre le case, e lui pensa al teatro?

A Genova, terminato il conflitto le prime ad essere ricostruite furono le fabbriche, i ponti, le stazioni, il porto, perché la gente doveva mangiare e per farlo serviva un lavoro, poi pensarono alle case e solo alla fine iniziò la ricostruzione delle chiese, dei musei e dei teatri.

Ma dopo quanto? Quando ci fu bisogno di un teatro; che vuol dire nel 1985

Quarant'anni dopo la fine della guerra

Non prima... questo forse a Franceschini bisognerebbe farlo sapere, perché la sua dichiarazione che impegna l'Italia ad una spesa importante, arriva un po' troppo presto, e passato l'entusiasmo del momento, pare proprio una fretta ingenua e fuori luogo, segnale forse di chi non ha assolutamente la più pallida idea di cosa serva davvero ad un popolo al termine di un conflitto. Soprattutto adesso che la situazione è ben lontana dal trovare una fine.

Quindi all' immaginate Genova completamente bruciata... detto da Zelensky! Ebbene... emmo za dæto”. Anche se mi chiedo quanti in Parlamento avranno compreso il paragone, perché già per me è difficile capire esattamente com'era Genova alla fine della guerra, anche se in alcune zone del centro storico le macerie ci sono ancora oggi. Ma l'esatta portata di quella distruzione e la disperazione degli abitanti di allora è comprensibile solo dopo aver scrutato attentamente le foto, aver ascoltato e letto racconti e cronache, ed anche così non è come averla vissuta. Quindi cosa avranno capito oggi in Parlamento?

N.d.R nelle foto le immagini del Teatro Carlo Felice di Genova, prima e dopo il conflitto. Le rovine restarono visibili in centro città sino al 1985, anno in cui furono tolte le macerie, la spazzatura e sfrattati i gatti, per iniziarne la ricostruzione.

domenica 20 marzo 2022

AAA tavolo vintage buone condizioni vendesi


- Ricordo un tempo in cui ogni sedia al tavolo era occupata.
- E' un ricordo o un sogno?
- Ognuno aveva il suo posto e la cena era sempre alle sette e mezza. Guai ad arrivare tardi... 
- E oggi non c'è più nessuno. 
- Ma quando vengono in città passano a trovarmi, non conta quante persone siedono al tavolo, ma che ci sia sempre un posto in cui sedersi.
- Andato via tu, venderò il tavolo...

giovedì 17 marzo 2022

Che giova all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria anima?

L'origine del mondo -1866 -
Il corridoio che porta alla sala mensa è una sorta di orecchio di Dionisio, per cui ogni discorso fatto presso le macchinette del caffè si sente anche nelle scale, e così quando il Biondo della portineria scambia i suoi commenti da caserma con il collega, lo si può ascoltare distintamente...

Le sposiamo per averla sempre disponibile, giusto?!

A seguire hanno riso. A me stanno sul cazzo entrambi, per un loro modo di gestire il lavoro che trovo sciatto ed approssimativo, ma questo commento ha solo confermato il mio pre-giudizio. Insomma, se il buongiorno si vede dal mattino, certe persone vivono in un'eclissi totale permanente.

Nota Artistica: forse qualche novità in arrivo per il quadro di Courbet.

martedì 15 marzo 2022

Livello di allerta: porca vacca!

I famigli più anziani sono tutti concordi, in tempo di guerra serve fare scorte, perché la speculazione freme. Psicosi internazionale a quanto pare; potevamo noi mancare anche a questo appuntamento?

Dopo le scorte del lock down, ecco la lista dell'essenziale, stilata da chi ha esperienza diretta, ed un giro al supermercato ha confermato ogni peggiore previsione:

Caffè in grani

Farina

Olio

Zucchero

Pasta

Sapone di Marsiglia

Pomodori in lattina

Sale grosso