martedì 29 luglio 2025

L'opera d'arte senza la schizofrenia dell'autore non sarebbe mai nata

Esattamente 135 anni fa, a 37 anni, Van Gogh dipingeva: Campo di grano con corvi.

Poi per vari e personalissimi motivi si sparava un colpo di pistola nello stomaco, che gli avrebbe procurato un'agonia di due giorni. Giusto il tempo per saldare il conto alla locandiera, salutare il fratello e raccontargli quanto era stata tormentata la sua vita. E far diventare questo il suo ultimo quadro dipinto, aumentandone spropositatamente il valore di mercato.

Vincent non lo sapeva, ma era un arrischiante, come lui anche Caravaggio, Michelangelo, Munch, Kahlo, Bacon, Claudel e molti altri artisti più o meno famosi. Gli arrischianti, secondo la definizione dello psicopatologo Jaspers, sono persone che mettono a repentaglio la propria salute mentale per sondare il confine. Un confine da cui le persone 'normali' si tengono debitamente alla larga. Quanto ci sia di volontario in questo sondare non è dato saperlo.

Resta il fascino per la creazione di opere che mutano la materia in qualcosa capace di trasmettere emozioni. Forse pure uno scrittore rientra nella categoria degli arrischianti, alcuni poeti di sicuro. Quanto ai blogger non saprei.

lunedì 21 luglio 2025

Il momento in cui qualcosa va storto alla fine arriva

 

E' deciso, per arredare il nuovo salotto comprerò una Kenzia, o forse più di una. Quindi mi sono informato...la Kenzia (Howea forsteriana) è una palma tropicale originaria dell'Isola di Lord Howe in Australia, appartiene alla famiglia delle Arecacee (una delle più antiche famiglie, infatti sono stati trovati resti fossili nel Cretaceo, vale a dire circa 70 - 80 milioni di anni fa).
E poi riflettevo... la comparsa dell'essere umano, Homo sapiens, sulla Terra è stimata intorno a 200.000 anni fa.

Per fare un paragone, la Kenzia è sulla Terra da 80 cm e gli esseri umani da 2 millimetri.

C'è poco da fare, le piante sono gli esseri viventi più longevi e intelligenti del pianeta, lo ricorda spesso Stefano Mancuso nei suoi libri che indagano il mondo verde; sono esseri che meglio si sono adattati alle condizioni di vita sulla Terra. Inoltre, contrariamente agli esseri umani, non distruggono il loro habitat naturale. 

Vivremo anche noi per 80 cm? Inizio a dubitarne

mercoledì 16 luglio 2025

Gente con la TV più grande della libreria

Capita spesso, sempre più spesso. Vado in case in cui i libri non esistono. Case in cui c'è un arredamento meno che essenziale, che ti chiedi: ma questi ci vivono in questa casa o la usano solo per esporre i mobili come alla fiera?
I libri non sono contemplati, nemmeno quelli finti di cartone, non rientrano tra gli oggetti necessari.
Per contro ci sono in giro un sacco di altri oggetti, vasi di cristallo, bottigliette colorate, oggetti di ceramica dal valore commerciale di un leccalecca. Roba dall'utilità improbabile, posizionata in luoghi inaccessibili proprio per non essere mai usata. Invece non mancano tutti i dispositivi della casa domotica, wifi, telecomandi, cavi e cavetti, casse bluetooth, home theatre, stereo e l'immancabile plasma big size, che troneggia sull'intera parete con davanti il divano.
Tutto questo mi fa sempre ricadere in quelle faccende: dimmi come vivi e ti dirò chi sei.
Difficile farsi un'idea della personalità di chi abita questi spazi spaziosi.

venerdì 11 luglio 2025

Ho l'età in cui sono gli altri che devono piacermi

Giovani ninfette dell'est, delicate fanciulle dai modi garbati, in realtà abili e avide predatrici di danarosi polli europei, utili per il loro soggiorno e mantenimento. Forse in fuga da un passato mercenario, con i loro vestitini fiorati tanto innocenti quanto ingannatori.

C'è qualcosa di sbagliato in tutto questo? Se al pollo piace essere spennato. Magari consciamente, consapevolmente e felicemente 'pollo'.

Altro fenomeno da indagare.

sabato 5 luglio 2025

Sia l'orologio da 300 euro che quello da 3000 segnano la stessa ora

Dunque... ho visto in rete l'intervista a una Tipa che vive in campagna, in una casa che si è costruita lei, recuperando cose edili in discarica, usando materiali naturali. Nell'insieme era una bella casetta con attorno alberi e prati.
Si è allestita un piccolo mondo in cui lo spreco viene ridotto al minimo e nel riuso riprende le vecchie tradizioni contadine in cui tutto diventa utile risorsa. I suoi vestiti erano semplici e di fibre naturali, nella casa c'era il necessario, mobili e suppellettili che rifuggono il superfluo, l'ostentazione. Potrei dire una vita francescana laica, ma non di penitenza.
Nell'intervista affermava di riuscire a vivere con 300/400 euro al mese, anche se non era ben chiaro quali fossero le sue reali spese. Non ho capito nemmeno come si guadagnasse da vivere, cioè che lavoro facesse per avere i 300/400 euro al mese che le occorrono; lei non è entrata nel merito, l'intervistatore non glielo ha chiesto, come fosse un dettaglio trascurabile, ma ha tenuto a precisare che non entra in un supermercato da anni, perché li considera trappole per far spendere soldi alle persone. Poi c'era tutto un discorso condivisibile sulla genuinità dei prodotti, sull'industria agroalimentare ed altre faccende.
Sembrava molto serena e soddisfatta della sua vita, compiaciuta di esserci riuscita e di poterlo raccontare. Ecco una cosa che mi ha colpito è che non stava cercando di convincere nessuno, semplicemente spiegava al giornalista il suo punto di vista e le convinzioni che l'avevano portata a quella scelta. Poi gli altri facciano un po' come preferiscono.
In effetti è difficile immaginarsi in una realtà simile per chi vive condizionato dalla vita cittadina, perché se c'è una cosa evidente è che in città le persone sono più suggestionabili, per quella faccenda che chiamano conformismo. Insomma secondo la Tipa i cittadini sono polli da spennare e le città sono delle trappole mangia tempo e soldi per polli.
Così mi sono subito sentito in trappola.

lunedì 30 giugno 2025

Incredibile come vola il tempo quando sta andando tutto a puttane

Sembra ieri che i media parlavano del Tycoon che se la giocava al rimbalzello con la Harris e già oggi è lì che bombarda a tutto spiano esporta l'ideologia democratica statunitense, il famoso destino manifesto di cui si è già parlato in queste paginette; esattamente come tutti i suoi predecessori. Se non capite come funziona la Democrazia statunitense, ve lo spiegano con un paio di bombe. Porto per esempio l'Italia, ma potrei farne molti altri. C'è anche da dire che radere al suolo è parte di un 'vizietto' diffuso. Quindi lascio a voi altre considerazioni intelligenti.

Nel frattempo la nostra premier gli cita detti latini a caso, sarà perchè vivendo a Roma si sente la diretta discendente di qualche matrona imperiale. Poi la trovi a rovistare nei fondi del PNRR per trovare qualche spicciolo per il riarmo; e noi già sappiamo che tagliare fondi alla sanità ed alla scuola è sempre cosa buona e giusta. Perché chi può la salute se la paga nel privato ed avere sudditi ignoranti è assai comodo per un sacco di altre cose.

Per contro delle questioni ucraine non frega più un cazzo a nessuno, tutta quella smania di pace e parliamone, che era intervenuta all'inizio, si è infranta contro l'ostinazione di Putin a volere il Donbas e tutto il resto della torta. Nel frattempo noi da bravi voltagabbana abbiamo cambiato il ministro della cultura ed è certissimo che il giurin giuretto di Franceschini sulla ricostruzione a nostre spese del teatro di Mariupol, (era il 2022) possa restare lettera morta e dimenticata, esattamente come le 600 vittime che ancora giacciono sotto quelle rovine. Evitata così una fastidiosa gatta da pelare per Sangiuliano; sempre per la questione che si vis bellum para culum e quei soldi li useranno per comprare (dagli USA) qualche indispensabile manufatto bellico da tenere in garage.

Ora il vero centro del ciclone si trova in Cisgiordania, tra Israele e Siria, a volte in Palestina, a volte a Gaza, altre ancora in Iran dentro qualche sito nucleare (pare ne abbiano diversi modelli). Sempre luoghi dove Netanyahu prima e il Tycoon dopo, esportano lungimiranza, democrazia e sobrietà nell'arricchimento dell'uranio, anche se la strada l'aveva già aperta Khamenei e gli altri si sono uniti al festino per quella questione della condivisione di intenti e linea politica.

Come andrà a finire? 
Non lo sappiamo, e nemmeno la Vaticano SpA nonostante il recente avvicendamento, riesce a venirne a capo. Di sicuro c'è una questione, per noi sudditi ignoranti di cose di guerra, se la chiusura dei porti ucraini sul Mar Nero aveva fatto schizzare i prezzi del grano e le conseguenti speculazioni su pane, pasta e pastine, ora la minaccia che incombe sullo Stretto di Hormuz già fa luccicare gli occhi agli speculatori del petrolio, che a questo punto possono aumentare ciò che meglio gli conviene.

Insomma vada come vada, la guerra è sempre e solo una questione di soldi. Inutile farsi altre illusioni scomodando diritti umani e ideologie varie. 
Ma intanto parliamone a tavola...

mercoledì 25 giugno 2025

Le persone rovinano le cose belle

E' risaputo, ai genovesi i concittadini celebri stanno sul cazzo, li invidiano. Per esempio a Paganini, uno dei più famosi violinisti del suo tempo, è stata demolita la casa. Quasi lo stesso con Colombo. Poi c'è la questione della reggia del principe Andrea Doria. Qui non si poteva demolire nulla, anche se gli Alleati ci hanno provato in più occasioni. Quindi la soluzione adottata è l'incuria e la decontestualizzazione.
All'interno del porticato un tempo si intrattenevano gli ospiti importanti, che arrivavano via mare. Luogo di eleganti delizie che anticipava i giardini della reggia, ricchi di fontane e statue.
Oggi spazzatura, posteggi, impalcature ed inferriate arrugginite proteggono l'officina meccanica che ha occupato l'imbarcadero.
In questo dipinto di James Holland della metà dell'ottocento, si vede ammiccare il loggiato marmoreo della reggia, in riva al mare. In meno di cento anni sarà trasformato in un ingombro sotto strada contro cui ammassare ogni tipo di immondizia. Dubito sarà possibile tornare indietro.