giovedì 11 giugno 2026

Dovremmo essere tutti un po' Franti

Le scuole sono ufficialmente finite, quindi da domani  stormi di adolescenti sfaccendati circoleranno per strada. Sono terminati i tempi in cui i minori si potevano mandare a lavorare e non era alternanza scuola lavoro. Nel frattempo gli insegnanti sono ancora impelagati nelle varie burocrazie.
Da anni chi è dentro il sistema si chiama sottopagato e i vari contentini sembrano non bastare.
La soluzione pare sia stata trovata in Alto Adige, dove i professori non hanno fatto manifestazioni bloccando le piazze, ma una cosa più efficace, hanno preso il contratto e lo hanno applicato alla lettera. Sono entrati in classe, hanno fatto lezione, hanno interrogato e corretto i compiti.
E basta così. Non un minuto in più. Niente progetti extra scolastici, gite nei weekend, riunioni fuori orario. Niente "lo faccio lo stesso per il bene dei ragazzi".
E così le scuole sono andate in affanno, perché la didattica si regge sulla generosità degli insegnanti. Quindi sul lavoro regalato.
Così il problema è diventato reale per le famiglie, per i presidi e per la politica. Non si poteva più far finta di niente.
Risultato? 
La Provincia autonoma è intervenuta con aumenti fino a 400€ lordi al mese.
Nel resto d’Italia, il Ministero annuncia trionfalmente circa 143€... mensili.

Una cosa che rimane invariata in tutto questo è il sistema scolastico italiano, che sembra sopravvivere alle riforme e che è fermo alle dinamiche individuate da Umberto Eco nel 1963 nell'«Elogio di Franti». Un sistema scolastico fermo a 50 anni fa.
Se il libro Cuore nel 1886 usava la melassa sentimentale e patriottica per annullare il conflitto sociale e forgiare sudditi obbedienti, la scuola di oggi sostituisce quel buonismo con la retorica della performance, del merito e delle competenze funzionali al mercato. Ieri si puntava al conformismo morale, oggi all'efficienza produttiva, ma l'obiettivo rimane lo stesso, piegare l'individuo alle esigenze del sistema egemone. Franti, colui che ride dell'ipocrisia educativa, rappresenta ancora oggi la resistenza necessaria di chi rifiuta di essere ridotto a mero ingranaggio, svelando come l'istituzione tenda spesso a premiare la docilità, la mediocrità e l'omologazione a scapito del pensiero critico e divergente.

2 commenti:

  1. Credo che la scuola regga perché tanti prof fanno ore extra non pagate, poi ci lamentiamo se va in affanno. Quello dell’Alto Adige è "sciopero bianco" ed è stato più efficace di 100 manifestazioni. Il problema non è la "generosità", è che è diventata un obbligo mascherato. I 143€ vs 400€ parlano da soli.

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    1. Il dato che mi ha sorpreso di più è scoprire che la struttura scolastica di oggi è ancora quella della riforma Gentile del 1923, e il libro di Eco rimarcava l'arretratezza intellettuale della riforma del 1962... potremmo dire che oggi gli alunni vengono inseriti in un sistema organizzativo pensato da una dittatura. Spero di sbagliare...

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