In questi giorni Genova è al centro di una serie di questioni pesanti, con sicurezza e degrado sociale arrivati al capolinea, ed i reati si accumulano, morti compresi. E io sono combattuto perché cerco di ragionare cercando di evitare gli stereotipi. Per capire non tanto cosa stia succedendo, quello è molto chiaro, ma come le istituzioni pensano di affrontare il problema.
Perché la frase più pronunciata da chi vive ogni giorno questo disagio (me compreso) è: ci siamo rotti il cazzo!
E la risposta delle istituzioni è: non alziamo i toni. (Salvo poi scannarsi in consiglio comunale).
A seguire la solita sequenza di verbi in politichese: faremo, applicheremo, provvederemo, bisognava farlo prima, e siccome ne stiamo parlando la cosa è già mezzo risolta. Tranquilli.
Ma ai sudditi non basta più.
Alcuni giorni fa, in un quartiere residenziale sono arrivate le ronde, ancora una volta i cittadini si sono organizzati con bastoni e passamontagna, dando inizio a una spedizione punitiva contro un gruppo di extracomunitari che da tempo staziona in spiaggia commettendo furti e vandalismi, aggressioni, scippi, occupazione abusiva di spazi pubblici e privati. Un segnale che dovrebbe preoccupare, ma paradossalmente la stampa di regime, etichetta la cosa con la tattica della colpevolizzazione del testimone; anziché affrontare il degrado segnalato, il potere ha attivato una rappresaglia per punire chi ha osato rompere il velo di omertà sistemica.
Questo atteggiamento era già diventato ben chiaro quando a Genova era venuto Simone Cicalone, che con i video di Scuola di Botte, testimonia e denuncia il degrado di Roma. La reazione istituzionale al suo video del giro in centro storico, di due anni fa, è un perfetto esempio di Victim Blaming dove il potere sposta la colpa del disagio su chi lo denuncia, con la tattica del: sei tu che crei disordine parlandone.
Quindi sono scettico, molto scettico, sulla capacità delle istituzioni di risolvere davvero la situazione, sia nel breve, ma soprattutto nel lungo termine.
Perché?
Perché non ne sono capaci, e lo hanno dimostrato in questi anni. Nel frattempo i quotidiani locali strumentalizzavano gli episodi di degrado, ognuno dal suo punto di vista, chi sciorinando un buonismo da operetta, pensando (ma veramente?) che una tavolata nel vicolo e due teglie di lasagne, risolvano i problemi del centro storico. Per contro i vannacciani, impegnati a sfogliare il manuale del piccolo Balilla in cerca di suggerimenti.
Insomma è sempre di proposte facilone e populismo che trasuda ogni intervista, grandi proclami e poca sostanza.
i caporioni non sono interessati da queste beghe tra mortidefame, Se gli attuali sudditi bianchi si rifiutano di far figli dedicandosi a cani e gatti, chi provvederà più al benessere dei caporioni? I sudditi bianchi in un paio di generazioni saranno sostituiti da sudditi neri, molto più stabili e tranquilli tanto da scappar via dai loro paesi ricchi di materie prime invece di ribellarsi e far la rivoluzione in loco
RispondiElimina