martedì 30 giugno 2026

Andale Andale, scatta un paio di foto, poi mandale

Ci sono luoghi che si visitano e altri che si vivono lentamente, quasi senza accorgersi di quanto riescano a lasciarti qualcosa dentro. L’Egitto è uno di questi. Tutto inizia da un dettaglio: la luce calda che accarezza il deserto, il suono lento del Nilo che scorre silenzioso. Poi, quasi naturalmente, quell’istante si trasforma in un’esperienza più profonda, fatta di storia, emozioni e suggestioni che restano nel tempo.

Questa manfrina è sponsorizzata dall'ETA, ente del turismo egiziano. Confezionata su misura per il mercato italiano. Accattivante vero?

Ci andrei in Egitto ad ascoltare "il suono lento del Nilo che scorre silenzioso"? Come si farà? 
Forse sarà il rumore dei rifiuti e degli scarichi fognari. Ma non voglio rovinarmi la vacanza con questi dettagli.

Quello che mi risulta più ostico accettare, è la disinvoltura di questo invito rivolto all'Italia, dove il soggiorno viene trasformato in suggestione che resta nel tempo.
Chissà se anche per Giulio Regeni è stato lo stesso. Noi in Italia, dopo dieci anni stiamo ancora aspettando di saperlo.
Ma anche Nessy Guerra e Patrick Zaki hanno vissuto il loro soggiorno in Egitto come una suggestione che resta nel tempo. E cazzo se gli è rimasta. 

Una suggestione che sopravanza piramidi, faraoni, mummie e musei. Tutto scompare, roba vecchia. Sarebbe come dire: venite in Italia per conoscere gli Imperatori Romani.
Cazzate! 
Poi magari si trovano coinvolti in qualche regolamento di conti tra bande rivali, ma fa parte del folclore locale. Pizza, spaghetti, mafia e mandolino.

Insomma questo Egitto delle suggestioni non è roba per me, soprattutto dopo questo post. Ma se voi ci andate, mandatemi qualche video del suono lento del Nilo che scorre silenzioso. Grazie!

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