domenica 10 ottobre 2021

La salvezza sta nel numero (?)

Quando è cominciata la diaspora dei migranti?
Me lo stavo chiedendo mentre leggevo dell'aumento degli sbarchi nonostante la pandemia, a quanto pare il 2021 promette di diventare l'anno record degli arrivi.

Così google risponde alla mia domanda... era il 7 marzo del 1991 quando l'Italia scoprì di essere diventata la terra promessa. All'epoca ad arrivare sulle coste pugliesi erano i profughi di un'ex colonia, l'Albania; la dominazione italiana, (1939 - 1945) aveva fatto passare un importante messaggio nella popolazione, l'Italia del Duce è un posto fighissimo. E loro ci avevano pure creduto e se ne sono ricordati, così una volta liberi dai lacci del comunismo e pressati dalla recessione, avevano pensato di andare a controllare se davvero l'Italia era quel paradiso in terra di cui avevano sentito parlare (dai loro nonni, verrebbe da aggiungere). Allargando la lente, oggi penso ad un Grand Hotel Europa, splendido e decadente, luogo delle mille possibilità, unica e sola meta per milioni persone che vogliono lasciarsi alle spalle la miseria (e non solo quella). Una favola che dura da trent'anni e forse più.

Ma in questi trent'anni cosa è cambiato?  Assolutamente nulla, ne ho quasi certezza dopo aver letto la notizia che dodici del ventisette Paesi che compongono l'Unione Europea, hanno chiesto finanziamenti per la costruzione di barriere anti migranti il rafforzamento dei confini; la richiesta è stata avanzata da Austria, Cipro, Danimarca, Grecia, Lituania, Polonia, Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia e Slovacchia. La cosa interessante è che non hanno chiesto il permesso di erigere delle barriere, ma per opere che già esistono e che evidentemente pensano di migliorare, poi l'uso di una nomenclatura di comodo per non suscitare troppe domande è un fatto del tutto accessorio, il burocraticamente corretto è un vizio che a quanto pare non si perde facilmente e non fa parte solo della politica italica. 

Insomma l
'assalto alla fortezza Europa risulterà sempre più difficile, l'accoglienza è tutt'altro che un fatto di ordinaria amministrazione e le ONG faticheranno a gestire ciò che i governi non hanno alcuna intenzione di fare. E l'Italia? Forse abbagliati dai soldi del recovery i nostri politici hanno dimenticato che si poteva allargare la borsa anche sul rafforzamento dei confini. In tutto questo però alcuni, pochi in realtà e forse anche in ritardo, fanno notare come ci sia un numero limite per l'accoglienza, per una degna accoglienza; insomma che sia fortezza o gran hotel, l'Europa pare arrivata al tutto esaurito.

martedì 5 ottobre 2021

Tacenda & il "lungo" sonno dei social

Il 4 ottobre 2021 sarà ricordato per il black out della triade social, (facebook-instagram-whatsapp). Se c'era bisogno che qualcosa ci dimostrasse come il web oramai ci tiene per le palle, ecco fatto!
Mi sono accorto della cosa perché un'amica che normalmente mi satura su whatsapp, ha usato un solo sms in cui condensare la sua comunicazione. Strano! mi son detto, ed a capirne il motivo c'è voluto poco. Quindi sono nuovamente andato a fare un giro in rete per scrivere qualcosa di inutile; ed ecco qui a cosa sono pervenuto.


In latino si chiamano tacenda, "tacere" ovvero le cose che non bisogna dire, mai, a nessuno.
Enrico Galiano, in “Felici contro il mondo” ne parla così:
“E’ che ci sono cose che non puoi dire troppo ad alta voce, perché se lo fai poi ti scivolano dalle mani come la sabbia sulla riva del mare. Cose che se le dici anche solo ad una persona, ti senti improvvisamente nuda, e quel segreto diventa un oggetto fragile nelle mani di qualcuno che, se non sta abbastanza attento, lo può rompere in un secondo".

Tra le tacenda c'è il rinnegare i social, chi si ostina a non avere profili sulla triade non riesce tuttavia a rinunciare a whatsapp, perché alla fine sei costretto a farlo e risulta ipocrita ed anche anacronistico affermare il contrario, una testardaggine poco produttiva, ecco una bella tacenda, mica sono solo gli influencer a celebrare i social per farci soldi o massaggiarsi l'ego. Inutile arricciare il naso, è una dipendenza che riguarda l'82% della popolazione italiana (dati alla mano).
Altra questione un pensiero di Roberto Saviano sul black out di ieri:

"Eppure non credo sia un pensiero reazionario dichiarare che è stato meraviglioso star senza questi social di merda. La scelta individuale ci avrebbe costretto all’ansia: “cosa staranno facendo? cosa dovrei fare? chi mi starà cercando?”. Il blocco collettivo invece ha sollevato ognuno dalla scelta. Non funzionavano per nessuno. Fine. Semplicemente liberi da chat e social di merda; così terribili, così necessari".

Ed ecco il punto, l'equità, questo da un lato ha fatto capire come tutta l'informazione che ruota su FB sia in balia di pochi gestori, (potete urlare alla dittatura) ma pochi se ne preoccupano perché non c'è scelta, e tutti, politici e pubbliche amministrazioni, trovano comodo usarlo per comunicazioni ufficiali; dall'altro lato si scopre una cosa interessante, quel mal comune - mezzo gaudio che credo sia iniziato con Sansone quando fa crollare il tempio dei Filistei, per questo piacciono tanto le scadenze maya sulla fine del mondo o le meteoriti intelligenti, ci riguardano tutti, nessuno scampo, nessun privilegiato, nessuno escluso e questo ci mette tranquilli nella disgrazia, una disgrazia Liberté, Égalité, Fraternité.

Una bella tacenda anche questa.

domenica 3 ottobre 2021

Storielle e pane con farina di ceci

"La trasformazione dei ceci in farina, dopo l’essiccazione al sole, è molto antica. Secondo la leggenda popolare la tecnica nacque nel 1284 in modo del tutto casuale, quando Genova sconfisse Pisa nella battaglia della Meloria. Si narra infatti che si ruppero delle giare piene di ceci sul ponte di una nave, la poltiglia si mischiò all’acqua di mare dando luogo ad una rudimentale farinata".

Questa storiella da sola è bastata per farmi venire il desiderio di provare la ricetta del pane con farina di ceci. Quindi ecco gli ingredienti:

350 gr. farina di semola + 40 gr. farina di ceci
300 gr. acqua tiepida (circa)
10 gr. sale fino
5 gr. lievito di birra + una punta di zucchero
10 gr. olio extravergine di oliva
Semi di sesamo per la crosta

Le dosi sono indicative, in quanto per l'acqua vado a occhio in base alla consistenza che voglio  dell'impasto. Ho mescolato il lievito con lo zucchero e un goccio di acqua tiepida, lasciando riposare la pappina per qualche minuto, nel frattempo mischio le farine eliminando i grumi, una volta aggiunto il lievito ho lavorato l'impasto aggiungendo gradualmente tutti gli ingredienti, poi ho fatto una palla e l'ho messa nella ciotola per la prima lievitazione, che dura circa due ore. 
L'impasto raddoppia ed è adesso che si possono formare i panetti, o i filoncini da mettere in teglia, ultimo tocco i tagli e i semi di sesamo; poi ho lasciato riposare ancora per un'ora.
Ho infornato a 220° C per 30 minuti in forno statico. 
Ed ecco il risultato.
Nota storica: le conseguenze della battaglia della Meloria furono nefaste per la città di Pisa, ma non abbastanza per decretarne il declino. Ancora oggi a Genova un intero quartiere porta il nome di Campo Pisano, toponimo del luogo in cui per 13 anni furono imprigionati e sepolti i 9.272 soldati sconfitti. 
Molti altri furono gli effetti collaterali di quella tragedia, uno per tutti lo scritto di Rustichello da Pisa che incarcerato assieme a Marco Polo nelle carceri genovesi, raccolse le memorie dei suoi viaggi in un libro intitolato Il Milione. Quel libro divenne così famoso che duecento anni dopo, una sua copia capitò nelle mani di un giovane ed intraprendente navigatore, e gli ispirò l'idea di raggiungere quelle Indie Orientali raccontate da Marco Polo, ma navigando verso ovest; il suo nome? Cristoforo Colombo.

giovedì 30 settembre 2021

Nessuno di noi è qui per caso

Inizio con una frase di Russell, matematico e fondatore della filosofia analitica, che visse in Inghilterra alla fine dell'800. 
Evidentemente il problema degli stupidi non era da sottovalutare nemmeno allora, anche se il suo approccio è più didattico, e forse per lui la cosa finiva lì, con un paio di aforismi e qualche considerazione filosofica.

Tuttavia comprendere il problema è importante e serve a rispettare chi ne è affetto. Così credo anche di aver trovato la quadra, cosa che da un lato è positiva ma contemporaneamente sconfortante. 
Ma andiamo con ordine.
Ho fatto delle ricerche, a cominciare dalla definizione di stupido, e poi sono un po' andato a ruota libera e forse 'fuori tema' come scriveva a volte la prof di italiano leggendo i miei compiti in classe al liceo.

"stupido": condizione duratura di "carenza" e "lentezza" nel comprendere. Caratteristica della stupidità quella di causare «un danno ad un'altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita».
Oggi indica cerebropatie compromettenti l'attività mentale nel suo complesso.

...è quindi una condizione indipendente dalla volontà individuale, non c'è cattiveria o mala fede, per capirci è come essere biondi o avere l'alluce valgo, si può correggere ma non guarire.
Poi ci sono le notizie di cronaca...

1° Notizia - il 37enne che si è fatto fotografare con le chiappe al vento davanti alla cattedrale di Noto e poi ha postato lo scatto su suo Instagram.

2° Notizia -  le interviste imbruttite di Christian Vogue a Gallipoli nel 2020.

3° Notizia - la notizia che la maggioranza dei decessi per Covid riguarda soggetti non vaccinati.

4° Notizia - il convegno dei terrapiattisti a Palermo.


Inizio dalla scuola perché è la base della conoscenza e quindi responsabile dell'analfabetismo funzionale che affligge parte della popolazione e quindi anche gli stupidi, aggravando la loro condizione. I dati riportati da questa tabella sono sconfortanti soprattutto per alcuni paesi, e l'Italia mi sembra quella messa peggio. Potrei sperare che dal 2006 le cose siano cambiate, ma temo non sia così. In ogni caso ha poca importanza qualche punto percentuale, è la sostanza che conta, i trentenni di oggi sono meno capaci di comprendere un testo scritto rispetto ad un quarantenne. A questa quota già preoccupante si aggiungono tutti coloro che erano già in sofferenza prima e forse anche i futuri danni provocati dalla DaD del 2020.

Altra tabella; dall'inizio dell'800 ad oggi la popolazione mondiale è aumentata da 1 a 7 miliardi; non è dato sapere la percentuale degli stupidi nel 1804, ma non ha molta importanza, è irrilevante anche la loro distribuzione geografica, sono ottimista e assegno una percentuale costante negli ultimi 200 anni. Quindi se per ipotesi, nel 1804 avevo la possibilità di imbattermi in 2 stupidi ogni 10 abitanti, nel 2004 ci sono 14 stupidi ogni 70 abitanti. La percentuale è sempre la stessa ma ci sono più stupidi in circolazione, fenomeno che riguarda tutti i continenti della Terra.

E qui arriva la parte confortante, se gli stupidi sono equamente distribuiti in base alla popolazione, dove c'è meno gente ci sono meno stupidi, così il cerchio del grafico individua anche l'area geografica in cui si concentrano, e quindi volendo la parte del mondo da evitare. Sarebbe utile il corrispettivo europeo o italiano, giusto per fomentare qualche forma di campanilismo xenofobo che non sia già esacerbata da altre dinamiche tipo l'emigrazione.
E per chiudere in bellezza...5° Notizia bonus - le interviste di fanpage.it ai negazionisti a Roma nel 2020.

domenica 26 settembre 2021

Piccole piante crescono: il Capelvenere


Il capelvenere prosegue la sua crescita, a settembre 2020 era poco più che una timida piantina, e adesso eccolo. Ha passato l'inverno in casa, in bagno, luogo umido e luminoso. In primavera avrei dovuto trasferirlo sul balcone, ma le impalcature hanno impedito il passaggio, nonostante questo ha dato i primi segni di ripresa vegetativa e poi all'inizio dell'estate ha infoltito la chioma in poche settimane. 
Ho quindi approfittato subito della crescita per una sfoltita alle fronde, utile per la preparazione dello sciroppo di capelvenere. 
Purtroppo la chioma ha fornito solo 15 grammi di foglioline, poi ho seguito una ricetta trovata in rete per la preparazione dello sciroppo, a cui ho fatto un'unica aggiunta, il succo di limone e una spolverata di cardamomo per aggiustare il gusto ad un preparato che diversamente ha il sapore della paglia secca.
E quindi ora sono pronto ad affrontare i malanni invernali in modo naturale. E se così non accadesse lo userò come tonico corroborante.
Il resto delle piante per fortuna resiste al confino forzato, e spero presto di poterle riportare nella loro postazione definitiva, dove godevano di luce e sole sufficienti per una crescita ottimale.

mercoledì 22 settembre 2021

A cosa pensa una farfalla quando guarda il tramonto?

- Cosa fai qui?
- Aspetto il tramonto!
- E ci vorrà molto?
- Un po', hai fretta?
- No! se ci vuole molto vado a prendere un biscotto di nonna Mary.
- Ah bell'idea, me ne porti uno anche a me?

Finisco la sigaretta e aspetto.

- Eccolo qui, dentro c'è la marmellata di ciliegie.
- Grazie, nonna Mary ci sa fare con i biscotti.

Silenzio, mentre guardiamo l'orizzonte e sgranocchiamo i biscotti, passa una farfalla.

- A cosa pensa una farfalla quando guarda il tramonto?

La domanda di Frida mi spiazza, che risposta potrei dare ad una bimbetta di sette anni che ha inaspettatamente deciso di starmi accanto mentre guardo il tramonto sul lago?
Sono sicuro che lei sappia la risposta, ma vuole sentire il mio parere e la cosa mi piace. Dopo aver parlato di compiti per le vacanze e una serie di facezie tipiche delle bimbette che fanno domande su qualsiasi cosa, eccola esordire con questa. Mentre rifletto su cosa risponderle provo ad immedesimarmi in una farfalla.

- Dovrei pensare come una farfalla! - Vivono per poco, un mese soltanto, mangiano il nettare dei fiori, bevono la rugiada e dormono su un filo d'erba, cullate dalla brezza notturna.
- Che bella vita fanno le farfalle. Vorrei essere una farfalla!
- E cosa penseresti del tramonto se tu fossi una farfalla?

Ci pensa un po' mentre gira il biscotto tra le dita.

- Penserei che è la fine del mondo!

venerdì 17 settembre 2021

Nelle Badlands - esterno giorno - parte seconda

L'unica cosa certa che rimpiangerò delle Badlands sarà il panorama, difficilmente mi capiterà ancora di avere una vista simile dalla finestra di casa. Era troppo perfetto per essere vero, ma finché è durata è stato fighissimo. Avevo sopravvalutato moltissime cose, compreso il mio entusiasmo, ma quando ci ripenso mi dico che me la sono cavata benissimo. Per il resto, come spesso accade in Italia, è una di quelle situazioni da perle ai porci - boyscout che guidano astronavi e tutte quelle faccende in cui un bene prezioso cade nelle mani, e nella gestione di perfetti imbecilli ed è la rovina. 

Quindi requiem e... Capitolo chiuso.