mercoledì 27 luglio 2022

Come stare in paradiso in un giorno d'estate

 "Sebbene qui non sussista alcun diritto giuridico, esiste però un diritto naturale, umano, il diritto del buon senso e della voce della coscienza, e benché questo nostro diritto non sia prescritto da nessun lurido codice civile, un uomo nobile e onesto, il che equivale a dire un uomo assennato, ha l'obbligo di restare una persona nobile e onesta, anche nei casi non contemplati dai codici.”

Fëdor Dostoevskij (1821-1881)

Dunque inizio così, con questa interessante citazione da L'idiota, quanto mai attuale questo appello all'assennatezza, ma tanto inascoltato. Se Dostoevskij vivesse oggi passerebbe il tempo sui social a scrivere saggezze che raccoglierebbero molti like, ma che poi nessuno seguirebbe, esattamente come accade alla maggior parte degli scrittori odierni. Tutti pronti a pontificare come se ciò bastasse ad invertire la rotta di menti oramai minate dall'imbecillità cronica. Quindi archivio il tutto alla voce: espressione del proprio egocentrismo.

Poi la questione del momento: la sentenza della Corte Suprema Statunitense, che dopo 49 anni rende nuovamente illegale abortire, i singoli Stati decideranno. Fa strano che alcuni, come Texas e Missouri siano già corsi ad adeguarsi, ed altri come la Florida stiano remando contro. Paradossalmente ad ogni cambio, le donne rischiano di divenire sante o puttane secondo bandiera. Ora sono tutte potenziali assassine, sì perché per estensione, pure la donna che perde il feto per un'incidente può essere accusata.
Ma a noi italiani importa qualcosa? 
Forse sì, per via di quella strana forma di emulazione che pare abbiano le controllate statunitensi. Quindi ecco la levata di scudi al grido: l'utero è mio e lo gestisco io.
Utilità? per ora nessuna, salvo la solita piazza valvola di sfogo sociale per disadattati, oppressi da un ipotetico regime non ben individuato, ma certamente complottista e nemico del popolo.
Ai membri della Corte, fregacazzi del presidio di Lecco, e forse anche alle donne statunitensi questa manifestazione di solidarietà della Sinistra darà un po' fastidio, per via che come sempre si è politicizzato un diritto che politico non dovrebbe esserlo.
Qui ci sarebbe da dire qualcosa su come una certa politica (tutta), per raschiare voti e consensi, riesca a far passare anche il diritto di respirare come una conquista del partito. Ma vi lascio alla definizione di demagogia e passo oltre.

Sul web è possibile trovare tante belle bellissime frasi sulla legittimità delle donne a decidere del loro corpo, alcuni hanno perfino scomodato la Fallaci, tanto bistrattata quando scriveva contro gli islamici, ma tanto utile quando rivendica i diritti delle donne. Quindi anche questa battaglia farà il paio con l'ascesa dei Talebani a Kabul, per quanto? un mesetto? forse anche meno. Perché diciamolo queste faccende vanno comode ai pennivendoli, ma poi la gente in Italia si stufa facile, l'italico medio-mediocre vuole leggere e sapere di gossip ed altre cose importanti come il calcio e la fica, la formula 1, la ricetta della pizza e il Motomondiale. Non ci credete?

Proseguo... le manifestazioni e i reggiseni da bruciare in piazza lasciamoli a... a chi? a quelle quattro fiche di legno che ancora frequentano i centri sociali senza drogarsi, si puliscono il bavero parlando di femminismo ed atteggiandosi a lesbiche, ma poi sobbalzano se un uomo gli fischia dietro e latrano contro la violenza di genere, pitturano le panchine di rosso e disseminano le piazze di scarpe usate, ma poi si guardano bene dal verificare se davvero i diritti acquisiti funzionano, ignorando come la donna che presenta una denuncia per stupro venga ridicolizzata. Poi ci sarebbe da ricordare a queste suffragette come il mondo del lavoro tratta le donne, a cominciare dalle dichiarazioni della stilista Elisabetta Franchi. Tanto per dirne una.

Mentre scrivo tutto questo e cerco nel web conferme (o smentite) a certi miei dubbi... mi sovviene un pensiero, ma la Sinistra sarà ancora capace di fare qualcosa per i diritti di qualcuno? Oppure si indigna e basta? Intendo qualcosa per davvero! Me lo chiedo per via di Lecco, ma poi penso anche che ci vorrebbe un'entità laica ed apolitica per certe rivendicazioni. Comunque visto che ci si chiamano dentro, il dubbio è che la Sinistra Italiana sia diventata un'entità immaginaria, fatta di ometti pronti a cavalcare la polemica, ma poi avvezzi a concludere poco, sempre in virtù di quel: - l'importante è parlarne - grande cavallo di battaglia delle Case del Popolo degli anni ruggenti. E la cosa triste è che nemmeno scomodando la demagogia di cui sopra se ne esce.

Nell'Italietta della mediocrità, nessuno mai si sognerebbe di abolire l'aborto, semmai sarà sufficiente fare come si è sempre fatto, ossia trovare la scappatoia media mediocre, tipo i medici obiettori, pagati dallo Stato per non far nulla, oppure impedire ai medici di far carriera se applicano la legge. Insomma modi subdoli se ne trovano in una nazione cattolica apostolica, in cui si viaggia professionalmente solo per caste. Anche ostacolare la prescrizione della pillola del giorno dopo si sta rivelando un silenzioso metodo anti abortivo, ma qualcuno fa presidi in piazza per questo? non mi pare.

Quindi è naturale avere il sospetto che tante conquiste siano solo specchietti per le allodole, e tante rivendicazioni siano solo fumo negli occhi, non solo in Italia certo, ma da noi certe buffonate funzionano meglio, per via di tutta una serie di questioni che hanno molto a che fare con l'intelligenza; ma penso anche ad una discreta dose di menefreghismo tipica dell'italiano medio mediocre, che circoscrive il mondo al suo orticello e si infervora per la società civile in misura proporzionale ad esso ed al beneficio che può trarne.

Quindi oggi le piazze tumultano sull'aborto libero per le donne USA e sulla pace nel mondo, là dove ieri si pugnava contro la dittatura sanitaria e il green pass e l'altro ieri contro i Talebani.
La mia impressione è di stare a teatro, stessi attori, stesso palcoscenico, commedie diverse. Tutte molto molto d'impegno si intende, perché è sempre così, la vera lotta sociale nobilita, poi poco importa se si ottiene davvero qualcosa. L'importante è partecipare, esporre bandiere e striscioni e terminarla in tempo per vedersi nel telegiornale delle 20.

8 commenti:

  1. Mi hai fatto venire in mente una vecchia ( in senso anagrafico) sindacalista di Genova, alla quale dedicai il post "la sinistrata". Noi femministe radicali non ci riconosciamo nella pseudo sinistra che promuove l'identità di genere e vuole legalizzare la compravendita del corpo delle donne.

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    1. secondo me identità di genere e femminismo sono due cose ben distinte e comunque non riesco a vederci molto la politica in mezzo a tutto questo rivendicare

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  2. se non ci fossero queste cosette a mantener vispi NOI mortidifame che non possiamo permetterci il lusso di comprarci qualche bombetta da gettare sul bobbolo, pensa che noia che sarebbe la nostra esistenza

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    1. e per fortuna a vegliare su tutto questo c'è sempre (e solo) DonCiccio

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  3. ... l'obiettivo è quello di lanciare un sasso, in modo che faccia tanto, tanto rumore, in realtà poi a nessuno frega niente di dove o come andrà a cadere ...

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    1. con tutti questi sassi diventerà una lapidazione...

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  4. Finché esiste questa strana e bislacca apologia dei diritti senza mai alcun riferimento ai doveri, sarà solo una ridicola pantomima ipocrita che da peggio produce peggio peggiore.

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    1. e gli effetti si vedono, per dirne uno a caso la faccenda di Civitanova, in cui disagio si somma a disagio.

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