domenica 12 ottobre 2025

Colombo andò in America a scambiare il battesimo con l'oro

Ovvero portare un'anima ai nativi americani.

La Vaticano spa, che già all'epoca aveva compreso ed attuato le più scaltre strategie di marketing, si occupò della creazione della domanda tramite i suoi venditori. I missionari esaminarono le esigenze dei consumatori, i nativi, ed offrirono loro un pacchetto specifico, il battesimo che monda dal peccato originale. Poco importa adesso stabilire se loro, i nativi, sapessero di cosa si trattava e se ne avessero realmente bisogno, in quanto son cose che si risolvono dopo la morte. Il prodotto adatto per far comprendere quanto fosse utile l'anima era la Bibbia, in cui si poteva leggere, per coloro che conoscevano il latino, come la disponibilità di posti in paradiso fosse limitata. Sorsero tuttavia alcuni dubbi etici, ma come ben sappiamo pecunia non olet e lasciare tutto quell'oro agli indigeni pareva brutto; anche perché lo usavano per farci le pentole invece di farlo rifulgere in monete o meglio in arredi sacri per Gloria in excelsis Deo.

L'alternativa era il genocidio, quindi il 6% dei nativi accettarono, il restante 94% invece, (circa 100 milioni di persone) venne massacrato; perché se uccidi persone senza anima non vai all'inferno. O almeno così piaceva pensare ai conquistadores. I Papi dell'epoca non lanciavano appelli per la pace sui social.

Ma adesso la questione non è tanto sull'avere o meno l'anima, diamo per certo che qualcosa ci sia e che pesi 21 grammi; ma quale tipo di anima abbiamo, insomma il modello in dotazione.
Se ne conoscono di tre tipi:

1) Anima inconsapevole - è il più numeroso. Si tratta di un'anima ingannata, a cui è stato fatto credere di avere qualcosa in sospeso e per questo è tornata sulla Terra

2) Anima pienamente consapevole - che è sulla Terra per sua scelta e per suoi motivi

3) Anima crocerossina - che ha scelto la Terra per aiutare lo sviluppo della coscienza

E niente, la questione è ancora irrisolta...

giovedì 9 ottobre 2025

A mali estremi, adesso risolviamo

Basta discutere di guerre, dazi, russi che sconfinano, israeliani che occupano, e poi basta discutere di politica, che sono finiti i tempi in cui davanti ai titoli dei giornali si faceva tribuna elettorale tra caffè e cornetto, alcuni aspettando il taglio dei capelli dal barbiere oppure in coda dal medico della mutua.
Ora i veri problemi sono altri, ben più spessi:

Federico Mastrostefano era davvero ubriaco a Uomini e Donne?
Ecco come sono andate davvero le cose

Barbara D’Urso rompe il silenzio sul suo “cachet astronomico” a Ballando con le Stelle

La Ruota della Fortuna, Samira Lui parla del fidanzato Luigi: “Ecco il nostro segreto”

mercoledì 1 ottobre 2025

Felice come un maiale nella merda

E' arrivato l'autunno, saranno già un paio di settimane, ma come sempre tendo all'inerzia stagionale per cui ero affezionato all'estate della riviera, temperature gradevoli, turisti ovunque, sagre e concerti. Insomma per risvegliarmi da questo torpore c'è voluto qualche allagamento. Dopo è anche arrivato un pensiero (il solito) sul fatto che l'Italietta, della prevenzione e della lungimiranza non sa cosa farsene ed anzi sono termini sospetti o sconosciuti.
Perfino la questione: ora pensiamo all'emergenza e poi perseguiremo i colpevoli è un'altra tiritera scontata, quasi quanto lo speaker di turno che taglia corto e afferma: bisogna 'alleggerire' e la radio è qui per fare intrattenimento.

In tutto questo, con gli auricolari nelle orecchie e gli occhi sul furbofono, l'italiano medio vive giocondo ed inconsapevole, meglio ancora se non rompe il cazzo a nessuno e subisce il disagio, grato che non sia peggiore. 
Ora... fare una lista è cosa ardua, quindi passo a qualche esempio facile da comprendere.

La piscinetta in foto si trova tra la fermata del bus e l'incrocio per andare a prendere la funicolare. Un punto di grande transito anche per l'ingresso di una struttura sanitaria dall'altra parte della strada. Da quanto è così? circa una quindicina di anni. E non serve la 'bomba d'acqua' per riempire il fosso, basta un temporale e l'acqua stagna per giorni.
Tuttavia si prosegue come se nulla fosse, le strisce vengono ripitturate, l'asfalto rifatto, lo spazzino spazza, e la questione permane. Non solo qui.





A questo punto mi chiedo:
Chi progetta queste cose (mi rifiuto di chiamarle opere) ci pensa a quello che fa?
Chi realizza queste cose (mi rifiuto di chiamarli lavori) è capace nel suo mestiere?
Chi approva a fine cantiere, sa cosa sta facendo?
Sui costi/pagamenti sorvolo, alcuni introdotti parlano di 260 mila euro.
Ma chi riceve decine di segnalazioni e lamentele, ha una vaga idea di come intervenire?

Poi c'è questo signore, che ha tutta la mia stima, e fa benissimo ad incazzarsi. Forse esagera nell'incolpare, ma quando le situazioni arrivano all'estremo le persone si esasperano. Una parte di me sente che è lecito, magari non si risolve ma si attenua l'incazzo. Facendo lavori correttamente, con una manutenzione continua che costa sicuramente meno sono certo che molte situazioni sarebbero più leggere e controllabili. Ma sappiamo bene come la gestione delle emergenze sia 'fruttuosa' per certi settori della politica e dell'edilizia.


sabato 27 settembre 2025

Il nichilismo del terzo millennio se ne frega di quelli che vengono dopo

Il Nichilismo, nella filosofia di F. Nietzsche, è quello che promuove e accelera il processo di distruzione degli ideali tradizionali, per rendere possibile l'affermazione di nuovi valori. 
Il problema della nostra società è che i nuovi valori di cui ci stiamo abbigliando non sono affatto migliorativi rispetto a quelli precedenti.

Ma veniamo alla questione pratica: saranno almeno cinquant'anni che si parla di inquinamento e mi pare che la situazione stia solo peggiorando. 
Perché? siamo tutti nichilisti? Possibile. 
Detta così appare come una commistione tra fregarsene-nuovi ideali-quelli che vengono dopo. Quindi...

Trentanove anni fa come oggi, esattamente alle 13,50 come ora, si verificava un evento che avrebbe dovuto far capire alle persone quanto sia stupido lanciare il cielo i palloncini colorati. Tuttavia questa consuetudine si verifica ancora, questo perché alcuni lo ritengono romantico, pensando che un desiderio possa avverarsi se al filo del palloncino legano un bigliettino, oppure altre fregnacce simili. Trovano poetico affidare al cielo una letterina per BabboNatale o chissà chi.

Credo che per come siamo messi, certe derive mentali dovremmo correggerle se non abbandonarle, anche se leggendo le cronache mi rendo conto che c'è di peggio.

Secondo una ricerca, i pezzi di palloncini costituiscono l'80% dei rifiuti trovati dentro lo stomaco delle tartarughe marine. I palloncini sono al terzo posto tra i rifiuti più pericolosi per uccelli marini, tartarughe e foche.
Nonostante siano composti da plastica morbida (lattice o lattice biodegradabile), un palloncino sgonfio abbandonato nell'ambiente impiega fino a 4 anni prima di degradarsi completamente, che non vuol dire scomparire ma rompersi in migliaia di pezzetti. Quindi a seguire diventa Littering, ovvero rifiuto di piccole dimensioni abbandonato in spazi pubblici. Per questo motivo da qualche tempo liberare palloncini nell'atmosfera è da perfetti imbecilli illegale.

Nel video un esempio di quanto possano essere pericolose molti imbecilli tante persone assieme che pensano di fare qualcosa di poetico e creativo, o non saprei come altro chiamare una faccenda del genere; sta di fatto che alcuni proseguono a lanciare palloncini in cielo, credendo che sia una buona cosa (per se stessi).

sabato 13 settembre 2025

Chi viene per farsi perdonare pensa ancora a se stesso

Ed è così, facendoci caso.
Insomma è l'epoca di far Canossa per la Bionda ed ha pensato bene di messaggiarmi qualcosa su w.a. prima di chiamare. Peccato perché se chiamava sarei riuscito a bloccarla, invece così dovrò attendere e la cosa mi snerva. Sì perché avranno anche messo lacci e lacciuoli alle chiamate dei call, ma posso assicurarvi che la rottura di coglioni è ancora molta. 
Così per prevenire dico sempre: mandami un w.a. prima. Poi trovo una scusa plausibile da srotolare, tipo: sono in front office-non rispondo, sul lavoro-non rispondo, se guido-non rispondo, se sono in riunione-non rispondo. 
E questo li scompensa, perché oramai quasi tutti vivono con il furbofono in mano come appendice del braccio. E poi certe persone non capiscono subito che sono uno che il telefono lo usa per telefonare e perfino per fare chiamate brevi, che mi scazza star lì a dire i fatti miei se sono in pubblico. E ancora non riesco a fare due cose contemporaneamente, è un mio limite, se cammino-non sto al telefono, se guido-non sto al telefono nemmeno con il vivavoce, se sono per negozi-non sto al telefono e nemmeno quando sono al bar per lo spritz sto al telefono, se mangio-non sto al telefono. Insomma ci sono un sacco di occupazioni nella mia giornata che non prevedono l'utilizzo del telefono; sarà perché sono rimasto affezionato quando i telefoni restavano in casa, a volte appesi al muro, altre sopra un tavolino, ed aspettavano che rientrassi senza dar fastidio, e solo in alcuni momenti potevi fruire di quelli pubblici.
Questo uso antico della tecnologia me lo sono portato dietro nel nuovo millennio. Insomma se mi arriva un numero fuori rubrica io prima blocco poi chiedo chi va là?

Quindi tornando alla Bionda, ecco, NO. 
Ci siamo lasciati a coltelli nella schiena che erano iniziati gli anni '10 ed io non ho ancora metabolizzato certe faccende. Insomma sono uno coerente, se mando affanculo è per sempre. un po' come i diamanti. Quindi riprendere a vederci solo perché ci siamo incrociati al semaforo della stazione, a me non garba. Senza contare che in quello stesso punto, prima che ci mettessero il semaforo, nel 1891, un polacco di 17 anni sparava ad una collega di lavoro che gli aveva dato il due di picche.
Insomma il genius loci di quell'incrocio non è favorevole ai ritorni di fiamma, ed alleminestre riscaldate, ed io a questi segni ci credo.

domenica 7 settembre 2025

Il futuro termina con la morte

 Mi spiace dirvelo ma è così, ricordatevelo ogni tanto ed eviterete molte inutili angosce.

Detto questo, oggi ascoltavo la radio di regime, un tizio affermava che a Kiev i russi hanno bombardato il palazzo del governo, ma per sbaglio, in realtà volevano colpire abitazioni civili, asili, ospedali, scuole, biblioteche, fabbriche, centrali elettriche (meglio se nucleari). Devono aver preso la lista sbagliata prima di far decollare i droni. Insomma non è proprio un bel modo per aprire i prossimi negoziati di pace, sempre che qualcuno abbia voglia di presentarsi ancora agli incontri. Tuttavia potrebbe essere un sistema per costringere Zelensky ad uscire dall'ufficio ed andare al Cremlino, direttamente nella tana del lupo, per vedere se alla fine un accordo si trova, magari dopo una bella tazza di caffè alla Sindona.

Più o meno nello stesso momento a Gaza l'esercito israeliano colpiva gli attici di Hamas, da cui si gode un ottimo panorama degli eserciti in marcia. Pare infatti che i terroristi si nascondano un po' dappertutto perfino tra i bambini in fila per l'acqua, e questo autorizza a sparare a cazzo di cane su qualsiasi cosa, salvo poi dire che si erano sbagliati. Ha funzionato con i giornalisti, figurati se non funziona per altri civili. D'altra parte mentre sei lì a commettere un genocidio, mica puoi stare a controllare questi dettagli.

In tutto questo, la quantità di cazzate che ci propinano i guerrafondai dal testosterone facile e dalle palle gonfie è impressionante, tuttavia è meglio far finta di crederci, almeno sino a che si è a tiro. E' anche stupefacente come i media europei, che non sono sotto tiro, riescano a fare eco a queste prese per il culo, presentandole come degne di essere riportate. Tutti presi a recitare la commedia oramai consumata del vogliamo la pace, ma proseguiamo a spararci addosso, ma voi mandateci medici, cibo e altri aiuti in modo che l'agonia sia lenta e ci sia più varietà di persone a cui sparare per sbaglio.

Prezzemolino Trump pare sia l'unico a divertirsi, una ne pensa e cento ne combina, tra dazi e meeting per la pace non ha un solo giorno libero in agenda per pensare agli USA ed ai cazzi suoi, e quell'unica volta che riesce a prendersi un quarto d'ora per pisciare, subito lo danno per morto.

martedì 2 settembre 2025

Scemo chi legge - figurarsi chi non legge

Oramai entrare in una libreria è diventato un atto di disobbedienza civile, qualcosa che molti fanno in via del tutto eccezionale, oppure che non fanno per i più svariati motivi. Che si legga di meno è oramai un dato di fatto, leggere è un piacere in via di estinzione
Come sempre gli Usa sono i capofila delle malsane tendenze europee con meno del 40% di lettori. Per quanto riguarda l'Italia i dati sono altrettanto disarmanti, oltre agli analfabeti di ritorno e quelli funzionali, aggiungo quella fetta di 'nuovi' italiani cui di leggere, entrare in un museo oppure in una biblioteca, non frega un cazzo; non lo facevano nei loro paesi di provenienza e non lo fanno in Italia. Poi c'è una fetta di popolobue che ha dismesso il cervello e preferisce il furbofono a qualunque altro tipo di pensiero.

In questo scenario in continuo, progressivo, declino è naturale che spariscano tutta una serie di avamposti della cultura, come era intesa in passato. 
Quindi dalla scena urbana e commerciale scompaiono le librerie ed assieme a loro tutto ciò che è collegato, cartolerie, edicole, biblioteche.
Il centro città si sta trasformando in Luna Park per turisti babbei, per croceristi da zoo safari, alla ricerca di una città storica verace, di una Genova che scompare proprio mentre loro la percorrono.
E' un po' come se un archeologo distruggesse i reperti mentre li sta scoprendo. Ma a questo paradosso ci aveva già pensato Fellini nel film Roma, dove la grande talpa che scava le gallerie della metropolitana fa entrare l'aria dell'innovazione che cancella le vestigia del passato.