domenica 8 gennaio 2023

La storia non deve essere una trappola

Ci fu un tempo, nemmeno troppo lontano, in cui le questioni dei Savoia entravano nei discorsi quotidiani e familiari, per gossip, per merito della propaganda e forse perché all'epoca c'era poco altro di cui discutere. I famigli, quelli di una certa età, la chiamano la Regina di Maggio, perché regnò sull'Italia per un solo mese, prima della fine. Di lei si cominciò a parlare, quando sposò il principe Umberto II, ultimo Re d'Italia dal 9 maggio al 18 giugno 1946.


L'interesse per i novelli era paragonabile a quello che gli inglesi avevano per la regina Elisabetta. Insomma che volenti o nolenti i rappresentanti della casa reale erano degli esempi da imitare per moda e gusti; un inizio che avrebbe fatto ben sperare sulle sorti della monarchia italica, ma poi accadde quello che ben sappiamo. Nelle pagine di un vecchio ricettario trovo il menù di quel pranzo di nozze, ritagliato da qualche prozia da un giornale dell'epoca. Un matrimonio che fece cronaca e segnò un'epoca, influenzò perfino la moda. Ma quante speranze andarono perdute dopo.

10 commenti:

  1. Una dinastia un po'troppo algida...ma che storia quei guanti, che definirei molto sexy!

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    1. il guanto lungo è una moda che c'è ancora oggi

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  2. e poi a quei tempi ancora gli anarchici facevano il loro dovere

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  3. Non dimentico, non perdono ma non odio. Le legge razziali sono sempre nei miei pensieri!

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    1. Loro (inteso come Umberto e MariaJosé) credo centrassero poco con quella decisione del '39; rilevo il fatto che già nel '30 avessero sospettato che Mussolini sarebbe stato un problema per l'Italia e per la monarchia. Il vero scellerato è stato Vittorio Emanuele, Sciaboletta, degno rappresentante dell'Italia sbruffona ed opportunista del ventennio.

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  4. Sarebbe un romanzo di fantascienza quello che narra di questi tempi con ancora i Savoia regnanti.

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  5. ... a me piace ricordarla nel ritratto che ne fece Corcos, in un periodo che pareva ancora pieno di colore e di speranza ...

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    1. io la ricordo, vecchissima, presente ad un concerto, nel suo palco... l'orchestra le tributò l'inno di Mameli

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