Ovvero la banalità del male, così come viene individuata dalla filosofa Hanna Arendt.
Era il 1994 quando da Trieste venivano organizzati i pullman per il "Safari Sarajevo", che non era un'escursione a basso costo, per una dimostrazione commerciale di pentole, ma un soggiorno comprensivo di tutta l'attrezzatura necessaria a fare il tiro a segno di precisione. Obiettivo? ammazzare i civili, colpendo persone che cercavano acqua, legna o cibo. Tutto questo con un preciso tariffario, in base ai bersagli. Alla domenica il week end di tiro a segno terminava ed i partecipanti tornavano alle loro attività quotidiane. Magari con un paio di morti sulla coscienza.
Sono passati 32 anni da questa faccenda, e finalmente qualcuno si decide a fare qualcosa, dico finalmente perché già nel 1995 i servizi segreti italiani avevano interrotto questa deriva. Ma evidentemente qualcosa non ha permesso di rintracciare subito chi aveva orchestrato la cosa, ed anche chi vi aveva partecipato. Anche perché le indagini coinvolgono Francia, Belgio e Svizzera.
L'idea della guerra come sfogo per la "bestialità", la crudeltà innata o le pulsioni distruttive represse è un tema ricorrente nella psicologia. Viene spesso interpretata non come un incidente di percorso della civiltà, ma come una manifestazione di istinti biologici e psichici profondi. Quindi mi chiedo: ad un futuro processo cosa potrebbero sciorinare gli avvocati della difesa ? forse diranno che i loro clienti si annoiavano e che l'omicidio è una delle naturali pulsioni umane.
Nel frattempo varie organizzazioni stimano che circa 250 civili siano stati uccisi dai cecchini di Serajevo, di questi 160 erano bambini.
io da avvocato a pagamento mi batterei per il valore patriottico, certamente prima di sparare contro il nemico li assumevano come collaboratori militari per difendere la patria
RispondiEliminaIo da avvocato a pagamento mi batterei per la reclusione in una Residenza per l'esecuzione delle misure di sicurezza (REMS) ovvero manicomio giudiziario, a vita ovviamente.
EliminaIo sarei più drastico,una volta accertata la colpevolezza,un proiettile ben piazzato(costa meno del manicomio).
RispondiEliminaTroppo comodo, e comunque loro sono il risultato di una deriva sociale più estesa, le responsabilità sono maggiori di quelle del singolo assassino.
EliminaMi ricordo che, in Romagna, alcuni ragazzi dettero fuoco ad un "barbone" perché si annoiavano.
RispondiEliminaUna sorta di vandalismo che si accanisce sulle persone invece che sulle cose.
Penso che la psicologia sia la stessa.
Ad esempio quella degli incendiari che danno fuoco ai boschi, nei periodi di siccità. Spesso rimangono uccise delle persone in quegli incendi.
Stessa psicologia, criminale.
sono disturbi psichici che dovrebbero essere affrontati come emergenze sociali
Eliminadesiderio (bisogno) di esercitare un potere assoluto: privo di originalità ma mica tanto banale
RispondiEliminaCi vedo solo bestialità assassina
EliminaCiao KiwiPoe
ciao
EliminaQuesta gente si pone fuori da consorzio civile, meriterebbero di vivere il resto della loro vita bastonati ogni santo giorno.
RispondiEliminaLa guerra è una calamita per ogni tipo di nefandezza.
Elimina