martedì 9 novembre 2021

Il passato ti ferisce solo se glielo consenti

Potevano essere tre incredibili scheletri nell'armadio della storia francese, uno eliminato con l'arsenico, una mandata al rogo e l'ultima ghigliottinata, ma con una buona dose di revisionismo, sono diventati tre personaggi utili per rinverdire l'orgoglio nazionale. Un po' di grandeur post 1815 e qualche chilo d'oro hanno fatto il resto.

Ne hanno usati esattamente 12 kg, tanti sono serviti per rivestire d'oro il Dôme des Invalides, la cupola sotto cui riposano le spoglie di Napoleone e dei suoi figli. Con le mogli è stato più complicato vista la facilità con cui le cambiava.
Spericolato conquistatore, la sua stella decadde al punto da  relegarlo su un'isola sperduta nel Pacifico. Oggi è celebrato come l'orgoglio di Francia, sepolto con gli onori di un reduce, al centro dell'ospedale militare più famoso ed antico d'Europa.


Quanto oro è servito per la statua di Giovanna d'Arco che si trova in Place des Pyramides, a Parigi? Non lo so, da come brilla credo molto. Eretta nel 1874 sul punto in cui fu ferita mentre tentava di entrare in città, la statua rende onore ad un altro dei ripensamenti post mortem dei francesi. La pulzella d'Orléans divenne scomoda al punto da lasciarla agli inglesi che la condannarono per eresia. Fu utile ripescarla dalle pieghe della storia quando la Francia, dopo Sedan doveva rialzare la testa contro i prussiani.

Per lei l'oro era finito, ma quando nel 1816 rimisero assieme i cocci della necropoli reale parve naturale destinarle un monumento. Prima regina e poi personificazione della stravaganza e del conflitto di classe, Maria Antonietta oggi è la principale protagonista del mito rivoluzionario, visto dalla parte degli sconfitti.
La sua triste vicenda colpisce l'immaginario collettivo contemporaneo, su di lei storie ed aneddoti si sprecano. I francesi si sono accorti che oltre ad intessere trame con l'Austria e dilapidare le fortune del Regno sui tavoli da gioco, aveva anche buon gusto e commissionò mirabili opere d'arte; ecco così creato il mito della regina martire, che mangiava le brioches quando finiva il pane. Le sue stanze sono una delle principali attrattive turistiche di Versailles assieme al Petit Trianon ed alla sua camera da bagno.






P.S: questa statua ha rischiato di finire nella cinquina del post precedente, per via dei monarchici attirati dalla scollatura della regina; i motivi sono anche in questo caso misteriosi, ma si potrebbe far circolare la voce che chi la tocca, finirà ghigliottinato.

7 commenti:

  1. un seno marmoreo, non c'è che dire.
    massimolegnani

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    1. in effetti! dovrei fare ricerche sullo scultore, non mi pare molto 'funebre' come décolleté...

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  2. accuntentamose de 'sti ricoprimenti aurei ereditati, che per futuro la vedo dura, la vedo

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  3. Chissà cos'aveva in mente lo scultore?!

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    1. Chissà se le somiglia... secondo la Leggenda Aurea il santo a cui è dedicata la chiesa fu martirizzato con il taglio della testa, quando si dice le coincidenze.

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    2. Cmq pare che la statua della Regina sollevò critiche già dalla sua presentazione in bozzetto...
      Pierre Petitot realizza la statua della regina la completò a prezzo di molte difficoltà solo nel 1831 a causa delle tante critiche che gli furono rivolte. Il piccolo modello fu presentato al Salon del 1817, ma il Segretario di Stato per le Belle Arti notò che l'artista aveva bisogno di consigli...

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