venerdì 5 febbraio 2021

Un'ebanista inglese alla corte del re di Sardegna

Correva l'anno 1824, quando Enrico Peters metteva la sua arte al servizio del Re. Il nuovo inquilino della Versailles genovese aveva trovato in lui, un trentenne immigrato dall'Inghilterra, l'unico geniale ebanista della città in grado di soddisfare le raffinate richieste della casa reale.

La reggia, messa in vendita dall'oramai decaduta famiglia Durazzo, inizialmente fece gola a Napoleone, ma il suo astro passò troppo velocemente nell'orizzonte dell'ex Repubblica Marinara e poi diciamolo, Bonaparte non era abituato ad acquistare le opere d'arte dei territori che occupava, ed un palazzo sontuoso era difficile da portare al Louvre.

Alla fine ad aggiudicarsi la costosa dimora fu Vittorio Emanuele I, che iniziò immediatamente a rinnovare il palazzo, elargendo generose somme ai più famosi artisti locali, probabilmente per rabbonirli per aver annesso la Repubblica al suo Regno. Ma il fiero inglese non si occupò soltanto di mobili, ma anche di politica, le sue simpatie per Casa Savoia erano invise ai genovesi, ma contemporaneamente le sue posizioni liberali, gli causarono molte antipatie a corte.

Così il geniale e potenzialmente ricchissimo artigiano, favorito del re e della nobiltà, ma oberato dai debiti giudiziari e dallo sfavore causatogli dalle sue idee politiche, morirà suicida, all'età di sessant'anni. Ancora oggi la sua lapide ricorda ai visitatori del Cimitero che le esequie furono pagate dalla Congrega degli ebanisti; ed ancora oggi le sue creazioni fanno lustro al suo innato talento nei più bei palazzi della città.

4 commenti:

  1. urka!
    che roba!
    meraviglia delle meraviglie!
    guardo le mie quattro assi di cui son tanto contenta ma a camminare scalza la sopra mi sentirei come in paradiso!

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    1. i pavimenti di legno sono bellissimi e molto confortevoli

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  2. Ti credo che il re non se lo sarà voluto fare scappare!

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