domenica 18 ottobre 2026

Non puoi gettare un pagliaccio in una gabbia di leoni

Quello che vedete in questa foto di Mauro Pillepich è l'enorme buco che fu scavato per la ricostruzione del teatro Carlo Felice di Genova, sconsideratamente distrutto dagli 'alleati' che ci liberarono dal fascismo. Era il 1985 e nessuno sapeva ancora che quella voragine oltre a rappresentare l'inizio di una rinascita attesa per 40 anni, sarebbe diventato l'emblema dei bilanci della fondazione lirica futura.

Il sipario si alzò il 18 ottobre 1991 con l'opera "Il Trovatore". E da quella data sino al 2013 fu un susseguirsi di bilanci in rosso che culminarono con il commissariamento e un puffo di 30 milioni di euro, che fu ripianato dallo Stato. Da lì in poi tutto bene? NO.

Non è andata meglio da quella data in poi, e per il 2025 il bilancio si chiude con circa 4 milioni di euro di deficit. Non vorrei sbagliare i conti, quindi ho chiesto conferme alla chatGPT che dice:

Facendo un calcolo matematico brutale:

  • 39.000.000 € / 33 anni ≈ 1.180.000 euro all'anno.

In media, dalla sua inaugurazione, il Teatro Carlo Felice ha generato un debito di circa 1,2 milioni di euro ogni anno.

A quanto pare amministrare un teatro è cosa difficile, e insomma, sarà anche 'far kultura' ma sono sempre più le spese dei guadagni, con la platea che resta vuota, e verrebbe da chiedersi: ma se per vent'anni hai chiuso in deficit, e prosegui a farlo creando debiti e disoccupazione, non sarà che devi cambiare qualche strategia? oppure non sarà che è un'attività non più redditizia ed è meglio chiudere baracca&burattini piuttosto che proseguire a fagocitare soldi pubblici che potrebbero servire ad altro?
E mi viene anche da dire: non dovrebbero cambiare mestiere e restituire gli stipendi, tutti coloro che hanno causato e proseguono a causare questo sfascio gestionale?

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