Quello che vedete in foto è il soffitto ligneo della Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma. Tremila metri quadrati di cassettoni dorati nell'unico luogo fuori da San Pietro a godere dell'extraterritorialità. Che a pensarci, han fatto bene quelli della Vaticano SpA a tenerselo stretto. Infatti si stima che solo sul soffitto ci siano circa 50 kg d'oro. La leggenda vuole che sia stato utilizzato il primo oro arrivato in Europa dall'America. Poco importa se i nativi peruviani avessero o meno intenzione di donarlo alla Madonna, e mai come in questo caso mi verrebbe da associare il tutto alla faccenda del vitello d'oro. Ma andiamo oltre, perché stime attendibili valutano una mortalità dei nativi superiore al 90%, lo storico Nathan Wachtel ha evidenziato come il trauma della conquista abbia portato a un crollo della natalità, a suicidi di massa e ad una perdita della "voglia di vivere" dovuta alla distruzione del loro ordine sociale e religioso. Quello che per i cattolici è evangelizzazione, per altri si chiama genocidio. Ma questo le guide turistiche non lo dicono, perché la storia la (ri)scrivono i vincitori. Poco importa se gli emigranti di ritorno di oggi siano i figli degli Inca, sempre che ne esistano ancora, oppure i discendenti dei conquistadores o semplicemente dei poveracci in fuga da una nazione che sconta ancora gli effetti economici e sociali del regime di Fujimori.
Tuttavia a me un dubbio circa il fraintendimento del volere di Dio da parte di alcuni vertici ecclesiastici rimane, oggi come allora. Chiamiamola ipocrisia in saecula saeculorum. Ma una cosa la devo riconoscere, almeno in passato creavano bellezza, oggi invece soltanto indecenza.

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