Inizia così Petrarca nel 1340, e prosegue con una lunga poesia dedicata all'amata Laura, musa ispiratrice delle sue fregole adolescenziali, anche se all'epoca era già un ometto di 36 anni.
Questo in teoria, perché oggi ben sappiamo che l'inquinamento industriale ed agricolo ha reso non potabili acque che un tempo lo erano, e poi c'è la questione delle microplastiche e di tutte le varie sostanze chimiche presenti in percentuali non dannose, ma comunque disciolte. Per esempio a Roma i cittadini si bevono l'arsenico che esce dai rubinetti. A volte lo sanno, altre non si sa.
Qui a Genova invece si è aperta la caccia alle fontanelle pubbliche, spesso dimenticate in virtù della bottiglietta di plastica usa&getta tanto cara ai gestori dei bar e molto cara ai turisti sprovveduti che sborsano cifre inimmaginabili per averne una, che poi buttano dove capita. Ma a quanto pare è più comodo bere l'acqua che arriva da chissà dove che usare quella 'di casa', per quella faccenda che scomoda il km 0 ma solo quando serve a prender voti, diversamente sono posti di lavoro che vanno tutelati. Quindi a che numero siano realmente i miliardi di miliardi di litri di acqua potabile, non è dato saperlo... e forse meglio così.
Pure a quanto ammonta oggi il debito pubblico italiano è meglio non saperlo, tanto non cambia molto.
eppure la bolletta acqua è aumentata enormemente, anche se la materia prima non passa da hormuzze e i componenti miei famigliari non sono abituati a risparmiarla, così, ogni tanto, faccio un giro e controllo i vari rubinetti
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