giovedì 8 ottobre 2026

Chiedo per un amico


Questo tizio si definisce Urban Street Artist. Si chiama Clet Abraham, artista di fama internazionale, considerato il Bansky di Bretagna. Va in giro per la città ad attaccare adesivi sui cartelli di segnalazione stradale.
Subito mi son detto: è divertente!
Poi ho pensato: e se tutti facessero come lui? 

Per capirlo meglio faccio un esempio: immagino che tutti quelli che passano davanti alla mia porta mi suonino al citofono. Anche se non hanno nulla da dirmi, o magari mentre rispondo: 
Chi è? 
E loro, invece di annunciarmi che Geova può salvarmi dalla fine del mondo, mi raccontano una barzelletta.

Ogni persona che passa. Tutto il giorno, non importa l'orario.
Beep!
- Chi è?
- Ehi la sai quella della suora che mangia la marmellata di mirtilli? 

La giusta misura è lasciata all'educazione ed all'intelligenza del singolo. Poi se la cosa degenera qualcuno potrebbe proporre una legge che vieta di raccontare barzellette al citofono, e allora qualcuno comincerebbe a recitare poesie, perché fatta la legge trovato l'inganno. E così, le persone, non comprerebbero più citofoni per non essere disturbate, e gli installatori di citofoni protesterebbero perché son posti di lavoro persi.

Ne verrebbe fuori un gran casino.
Cose simili tuttavia accadono, con i monopattini usati in modo scriteriato, oppure con i selfie in suolo pubblico, fatti in modo compulsivo. E adesso pure gli 'street artist' ci si mettono.
Quindi chiedo: ma ha senso che il legislatore sia occupato nella stesura di leggi del buon senso?
E perché questo tizio non se ne sta nella sua città invece girare per Genova?

8 commenti:

  1. Non capisco il nesso tra un artista che gioca con la segnaletica stradale e qualcuno che potrebbe suonare al tuo citofono...
    Boh!

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    1. Sono entrambi parassiti dell'attenzione obbligatoria.
      Te lo spiego su 4 livelli:

      1. Usano un'infrastruttura che non puoi ignorare
      Il cartello stradale non lo puoi non guardare. È fatto apposta per farti obbedire: STOP, divieto, freccia. Il citofono è uguale: è fatto per farti rispondere. È un suono che non puoi ignorare.
      L'artista che ci scarabocchia sopra e il tizio delle barzellette non creano un loro palco. Occupano il tuo. Sanno che non hai scelto di essere pubblico, ma che devi esserlo.

      2. La battuta come alibi per il vandalismo
      Se imbratti un cartello e basta, sei un vandalo. Se ci disegni un meme che fa ridere, diventi "street artist ironico". Se suoni a un citofono a caso di notte sei un rompicoglioni. Se poi dici "è per far ridere la gente!" diventi "un simpatico mattacchione".
      L'umorismo è il lasciapassare morale. In entrambi i casi dicono: "Sì, ti ho disturbato, ma ti ho regalato una risata, quindi mi devi ringraziare". È ricatto emotivo travestito da generosità.

      3. Hanno bisogno di un pubblico prigioniero
      Nessuno dei due reggerebbe un pubblico volontario. Se lo street artist facesse una mostra e dicesse "venite a vedere i miei cartelli modificati", forse non ci andrebbe nessuno. Se il tizio delle barzellette aprisse un profilo TikTok, dovrebbe competere con altri milioni.
      Invece così hanno pubblico garantito e senza possibilità di fuga: l'automobilista fermo allo STOP e l'inquilino in pigiama che ha appena risposto al citofono. È potere, non arte.

      4. È la stessa filosofia: il détournement
      Guy Debord, situazionista, la chiamava così: prendi un segnale serio del sistema e lo ribalti per creare spaesamento. Togli autorità al segnale.
      Il cartello: da "ti dico cosa devi fare" a "ti dico una cazzata".
      Il citofono: da "ti avviso che c'è un'emergenza o un ospite" a "ti rompo per dirti che ci sono due pomodori che attraversano la strada".

      In tutti e due i casi il vero messaggio non è la barzelletta o il disegno. Il messaggio è: "Ho violato un canale di comunicazione serio e non hai potuto fermarmi".

      La differenza è solo di scala. Uno vandalizza lo spazio visivo di tutti. L'altro vandalizza lo spazio acustico e intimo di uno alla volta.

      Per questo ci stanno entrambi antipatici e simpatici allo stesso tempo.

      Grazie a Meta per la sintesi :)

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    2. Secondo me, di recente, ti fai limitare un po' troppo spesso dall'AI.

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    3. È possibile, dopo aver visto l'analisi A.I. di questa psicologa mi sono interessato alla faccenda.

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  2. Di nuovo Chrome si è schiantato su un commento articolato.
    Tornerò sulla questione,

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  3. "I divieti sono il simbolo visivo dell'autorità"
    Ecco il coglione n. 78.881.147 che crede che i suoi antagonismo verbali siano cose intelligenti.

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  4. che je tocca da fà pe' quatambiasse er pane, oggigiorno la vita è sempre più dura antro che la bonanima de mi nonna che con 7 figli andava a spigolare (raccogliere qualche spiga caduta ai mietitori)

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    1. Ma dai, la spigolatrice di Sapri? Tanta roba la tua nonna....

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