mercoledì 29 luglio 2026

Le persone non cambiano, al limite peggiorano

Cento chili di rifiuti in tre ore. Tanto è stato raccolto dai volontari di Legambiente in una delle zone più turistiche della città. Il primo pensiero è meritorio, io non riuscirei a sprecare il mio tempo per rimediare alla maleducazione degli altri. E poi ogni anno è la stessa storia, negli stessi luoghi. Quindi c'è qualcosa che non funziona e azioni che non risolvono.
Ma vado oltre.
Possibile che per tenere pulita la città ci sia bisogno di avere dei badanti?
Gente che circola con la palettina a raccattare spazzatura che altri buttano ovunque. Lo trovo imbarazzante. Ma un motivo c'è, queste persone credono sia un loro diritto buttare spazzatura dove gli pare, perché pagano la tassa sui rifiuti e quindi pagano persone per raccoglierli.
Lo so che questo concetto ha dell'assurdo, ma vi assicuro che è così che ragionano, e lo scrivono perfino sui social, in risposta a quelli che condannano la sporcizia urbana come maleducazione dei cittadini.
Ingenui o coerenti? Non saprei.
Sicuramente scontano qualche trauma infantile mai superato. A seguire si lamentano perché il Comune non provvede a pulire sollecitamente. Nemmeno fossero dei neonati che frignano perché si sono cagati nelle mutande e la tata non li ha ancora cambiati.
Vi piace questo paragone?
Ecco credo che se c'è un atteggiamento definibile come fascista (per quel discorso affrontato nel post del 25 aprile) questo è un esempio. 
L'arroganza della pretesa, la risposta supponente a chi si lamenta, passando subito a contrattaccare e spostando l'attenzione sui doveri degli altri. Una manipolazione comunicativa abbastanza infantile. L'idea è che il bene pubblico sia lì, a loro esclusiva disposizione, da usare ed abusare in modo personale. Salvo poi minimizzare le loro azioni con ridicole giustificazioni.
Deprecabili per vari aspetti, ma etichettabili come atteggiamenti fascisti.

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