martedì 14 luglio 2026

Finiremo tutti in un letto singolo

Questo 2026 mi ha fatto venir voglia di cimitero, sarà che non è iniziato benissimo, ed è proseguito peggio, almeno a livello internazionale, tra Crans Montana, poi Venezuela, a seguire Iran e Stretto di Hormuz e varie ed eventuali, tanto per citarne alcuni. E qualcuno potrebbe dirmi (è successo): che te ne frega, mica intralciano la tua vita. Lo so, ma qualcosa resta dentro, chiamiamolo un generale senso di sconfitta dell'umanità e della furbizia della specie. 

E quindi eccomi al monumentale, a riflettere sulle tristezze del momento, e pure su quelle del mondo, mentre passo a salutare i miei famigli; tutti insieme appassionatamente, anche quelli che nemmeno avrei incontrato per motivi cronologici. Mi piace pensare che siano felici da qualche parte e in modi a me sconosciuti mi possano proteggere. In questo momento ho cinque generazioni a disposizione. Ma c'è qualcosa di più, mi piace pensare a quelle faccende sulla reincarnazione ed alle dimensioni parallele, tutte cose inconoscibili. Così resto meditabondo, leggo le epigrafi aspettandomi una rivelazione, e resto vittima di una felicità imprevista, circondato da cadaveri nella città dei morti. Forse il giusto equilibrio per affrontare il rientro nella città dei vivi.

7 commenti:

  1. Ogni tanto passo anch'io al cimitero ad salutare i miei e faccio lo stesso tipo di considerazioni,sarà l'aria cimiteriale.

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    1. Ho i miei percorsi preferenziali, tombe storiche, personaggi famosi del passato, luoghi in cui il tempo si ferma.

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  2. Il cimitero è un luogo che frequento spesso. Vado a trovare i miei familiari, ma anche amici e conoscenti.
    Passare, salutare, ricordare, incontrare: gesti per me necessari.

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    1. Ho una frequentazione saltuaria, e mi porta sempre pensieri profondi... soprattutto sulla caducità del vivere. Ogni cosa assume un peso differente.

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  3. raramente vado al camposanto.
    mi piace pensare.
    e continuo a farlo anche lì.
    guardo le date e cerco di ricordare cosa facevo allora.
    ciao

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    1. Lo fanno in molti, trovando coincidenze che servono a dare un senso di appartenenza e continuità: ci fanno sentire parte di un disegno più grande e ci ricordano che non siamo soli, ma parte di una "storia" che continua nel tempo.

      Ciao ComplessitàPoe

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    2. comprensibile.
      per me è più che altro un piacere.
      maralietodì

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