dimanche 26 mars 2017

Volevo scrivere una cosa furba, ma è venuto fuori questo...

Teresa May ha parlato alla nazione. “Il nostro livello di sicurezza è stato rafforzato”, definendo “l’attacco terroristico come un atto disgustoso e odioso”, visto che “è stato colpito il cuore della nostra capitale”. 

Questo riporta l'articolo su 'Il Fatto Quotidiano'- saranno le parole esatte della May? cazzo che banalità, cosa si aspettavano un atto terroristico gentile e garbato che colpisse la periferia degradata?
O forse l'attentatore avrebbe potuto lasciare un biglietto di scuse, solitamente lasciano il passaporto, dei fiori, un souvenir? Solito giretto di giostra. Tuttavia c'è da dire che questa volta la mira è migliorata, hanno sempre ammazzato della povera gente, ma hanno fatto capire che l'obiettivo era un altro, basta con ristoranti e discoteche, se i politici non sono capaci di fronteggiare la situazione hanno poco da difendersi. Sono esposti e sono i bersagli principali, questo leggo tra le righe.

dimanche 19 mars 2017

Garantismi minimi per tutti

Nella nazione della par condicio, spesso alla radio sento dire: quella famosa marca di crema alla nocciola, al posto di Nutella, i mobili di quel mobilificio svedese... al posto di Ikea, oppure la nota marca di bevanda americana... al posto di CocaCola. e mi dico: che vomitevole conformismo!!! Manierismi ridicoli e puerili che fanno capire come i media siano farciti di retorica, tuttavia mi sono chiesto: ma è utile tutto questo?? serve a qualcosa, tutela qualcuno??
Sempre per effetto della par condicio, se viene nominata una qualsiasi marca, perché non se ne può fare a meno, o perché allo speaker è scappata, allora vengono subito nominate tutte le altre di quel settore, quindi se si parla di una compagnia telefonica, si devono menzionare tutte le altre del cartello, guardandosi bene dal muovere elogi o critiche, giusto per evitarsi querele da parte degli attaccabrighe. Una cosa molto simile accade quando sento parlare dei cattivi servizi di una città, e non è complicato trovarne, ecco che subito si sente il bisogno di equilibrare la bilancia, instaurando un tono amichevole e piacione... ma salutiamo tutti gli 'amici' di... città bellissima e complicata! che però conserva un sacco di splendide opere d'arte, etc... cosa che si può dire di qualsiasi città italiana, ma perché non dire: città di merda (se lo si pensa davvero e ci sono le prove), fa brutto? eppure è risaputo che oltre il 90% dell'orgoglio italiano è per qualcosa che ci siamo trovati lì senza far nulla, l'orgoglio italiano scaturisce dal possedere monumenti costruiti in epoche remote e giunti a noi spesso per puro culo, conservati dalla tipica sciatteria e gestiti nella negligenza più totale, un orgoglio che nasce dalle normali attività di vigili del fuoco, dei militari, di medici ed infermieri che svolgono la loro professione in modo corretto, oppure è l'orgoglio per ricercatori fuggiti all'estero, che proprio grazie al trasferimento hanno potuto accedere alle risorse necessarie per sviluppare le loro potenzialità, orgoglio per le prodezze sportive di atleti che per anni si sono allenati a spese loro, per i fatti loro, spesso nella totale indifferenza di istituzioni e società sportive, insomma più l'orgoglio è avulso dalle quotidiane possibilità nazionali e più viene chiamato in causa, da giornalisti e politici, che gareggiano per assegnarsi medaglie altrui, siamo il paese dove i giornali pubblicano la "strabiliante notizia" che un treno è arrivato in orario... ma ce ne rendiamo conto???
Non saprei perché ad un certo punto sia iniziato tutto questo teatrino, ma adesso è difficile venirne fuori, perché la gente si è abituata alla scenetta, per cui se un giorno qualcuno dicesse: ora vi diamo la ricetta del pesce al forno, un qualsiasi macellaio si sentirebbe in diritto di 'pretendere' anche la ricetta dell'arrosto, perché viene discriminato, quando non offeso, un vegetariano si irriterebbe perché non è stata data anche la ricetta delle zucchine ripiene al formaggio e un vegano griderebbe allo scandalo perché esiste il seitan al forno che è buonissimo e la cultura dominante discrimina le minoranze. Ma la cosa più ridicola è che tutti otterranno ascolto, nessuno avrà il coraggio di dire: mavaffanculo! anzi si sentiranno in imbarazzo, mentre i discriminati potranno esibire la corona del martire, salvo poi comportarsi da arroganti, perché le minoranze hanno sempre e comunque ragione anche quando sproloquiano. Trovo tutto questo ributtante, indicatore di un arretramento culturale che pretende, solo a parole, di rappresentare l'evoluzione della comunicazione, i diritti di tutti, un garantismo tanto esteso quanto fasullo e superfluo, inconsistente ed esistente spesso solo nelle parole, ma che di fatto non rappresenta nulla e nessuno, se non il pretesto per alcune categorie di attaccabrighe per sentirsi in dovere di spargere il loro livore (cosa particolarmente evidente nel web).
Tutti pronti a saltare sul tavolo con le pulci al culo. Di questo passo qualsiasi presa di posizione, espressione genuina di un parere personale o semplice esposizione di un punto di vista, potrà essere tacciata di essere iniqua, offensiva, denigratoria, partigiana, derisoria, fascista, razzista, xenofoba, omofoba, maschilista, e ciò permetterà di poter montare una polemica sulla qualsiasi, intasando ogni discussione e spostando di fatto l'attenzione su altri orizzonti, l'importante è essere inconcludenti; altro che contraddittorio costruttivo. A chi possa giovare tutto questo non saprei, inizio a sospettare una qualche regia, ma mi rimane oscuro il fine, per ora, la caciara da mercato del pesce, pare faccia audience e like sui social: e tanto basta!

dimanche 12 mars 2017

Ritratto di famiglia con tempesta

Ironia del nome, Le sorelle del Buon Soccorso, non erano poi molto... soccorrevoli, almeno tra il 1925 e il 1961, in questo periodo i sotterranei del loro pio istituto si sono riempiti di cadaveri; 800 almeno, una media di 22 all'anno, quasi due orfani al mese per 36 anni. e nessuno ha sospettato nulla, nessun medico, nessun assistente, collaboratore, cittadino, nulla di nulla, possibile?
Nella stessa epoca in Scozia, accadeva qualcosa di molto simile, ma anche questo pio istituto è stato opportunamente chiuso nel 1986, giusto in tempo per far sparire testimoni, e carnefici, restano le ossa, e come diceva qualcuno: i morti non mentono mai.
A questo punto mi sono chiesto: possibile che nessuno controllasse, vigilasse? tutti si fidavano di questi centri religiosi che più che orfanotrofi erano case degli orrori, gestite da serial killer. io sono allibito!! ed inizio a pensare che non sia un caso, che serva fare dei collegamenti. Non voglio scomodare una regia degna di Aktion T4, sarebbe troppo anche per il complottista più fantasioso, tuttavia c'è qualcosa di mostruoso che fa brutto dire; limito la mia riflessione al caso irlandese; cosa può spingere un gruppo di suore a tali comportamenti? ma di più, amplio il raggio, cosa può spingere un gruppo di persone all'omertà? Perché qui non sto parlando di un paio di persone, ma di un'organizzazione a delinquere, non c'è nulla di improvvisato, casuale, c'è (o meglio c'era) un sistema che ha funzionato indisturbato per 36 anni, un sistema che non aveva nulla a che vedere con le pratiche di un istituto religioso, così come viene generalmente inteso; quindi lascio da parte la fede e mi spingo oltre... era comodo, per la morale del periodo (e forse anche per quella odierna) che qualcuno si occupasse di accogliere ragazze madri ed orfani, peccatrici e frutti della colpa, fornicatrici fuori dal sacro vincolo del matrimonio, e incresciose conseguenze. Ecco, ci volevano strutture che celassero al "mondo per bene" gravide camerierine ingenue finite nei letti dei loro padroni, o volgari meretrici che erano rimaste incinta nell'esercizio della loro funzione, o magari anche vittime di abusi, insomma donne sfortunate, che alle spalle non avevano nessuno, che dovevano fidarsi ed affidarsi, donne che anziché partorire un figlio entro gli schemi imposti da santa romana chiesa cattolica ed apostolica, avevano peccato, (loro), e messo al mondo uno scomodo bastardo, di cui non era possibile sbarazzarsi subito, perché l'aborto è omicidio e peccaminio a dio onnipotente. E quindi? tutti questi figli della colpa, questi 800 figli del vizio, che futuro avrebbero avuto? non era forse questo il miglior modo per sbarazzarsene? dove mettere la spazzatura se non sotto al convento. Chi avrebbe recriminato, indagato, domandato, ma soprattutto chi avrebbe pianto quei figli di nessuno? Nessuno appunto!
A me pare un validissimo motivo per sigillare l'omertà di tutti, dare la colpa soltanto e solo ai religiosi mi pare anche una soluzione di comodo, farli sparire era la soluzione che tutti speravano ma nessuno era in coscienza di praticare, e allora chi meglio di un religioso, che può giudicare, condannare o assolvere, e fa i conti direttamente con dio,
Ah dimenticavo... Amen.

dimanche 5 mars 2017

Le mie amiche sono tutte educate, però vestono in modo un po' strano

Ieri era sabato... e quindi? Quindi la Emy mi ha tenuto tre quarti d'ora al telefono per parlarmi del suo amore, che al sabato deve stare con la moglie e non ha tempo per lei, e lei ci esce scema di gelosia, allora lo chiama ad un telefono spento, poi manda sms a cui lui risponderà solo lunedì, quando lo riaccende, poi sbrocca e le viene quella vocetta acuta e la parlantina svelta tipica delle rompicoglioni e mi chiama. La sua parte è quella dell'amante credulona, quelle a cui devi dire (far credere) che la moglie è come una sorella e non c'è più niente e se non ci fossero i figli sarebbe già divorzio. L'idraulico infedele fa così, va a trovarla nelle pause pranzo, poi un fine settimana ogni due mesi la porta in qualche agriturismo fuori mano, dove se la tromba come non ci fosse un domani e le promette che parlerà con la moglie-sorella, perché lui vuole una storia seria, ma ha bisogno di tempo, non la vuole ferire, perché lui ci tiene alle persone, mica come certi stronzi ipocriti. Il giorno dopo le manda dei fiori, con un bel biglietto pieno di frasifatte, e poi riprende tutto come prima.
Allora lei lo tormenta, perché lo ama, e poi è bravo a letto, maledettamente bravo a letto, e se si comporta così, la colpa è solo della moglie-sorella, se la tradisce la colpa è della moglie-sorella che non gliela dà, perché l'uomo è uomo, deve sfogarsi, se racconta delle balle clamorose la colpa è solo della situazione, lo fa per il bene dei figli. E la Emy se le beve tutte, lo difende e aspetta, e ci gode quando è nel suo letto, tutto per lei, alla faccia dell'altra. Tuttavia le feste comandate lui le passa in famiglia, dai suoceri con i figli, mica con la Emy, che resta sola a fare il muso allo specchio (e a telefonarmi). La Emy lo vuole tutto per lei, dimenticando che il lupo perde il pelo, ma non il vizio. Dormirà tranquilla sapendolo impegnato in un 'lavoro per un cliente importante' che lo occupa per un fine settimana ogni due mesi?
Tre quarti d'ora al telefono ad ascoltare questa nenia; inutile replicare, è come un messaggio in segreteria, ascolti e basta. E mi dicevo, c'è già passata la Francy, lei con il geometra che le ha ristrutturato casa, poi la Vale con il collega che faceva sempre delle lunghe trasferte, e mi pare pure la Zok, anche se con modalità differenti. Sarà una moda, ho amiche che amano farsi il trombamico ammogliato, perché è risaputo che lo sposato non impegna, un po' come la scarpa sportiva. Sia come sia, trovo che alcune donne siano bravissime a perdere la stima in se stesse pur di farsi una buona scopata col torello di turno. Sia chiaro, lo farei pure io, una bella trombata alla brutta Eva, almeno un paio di volte al mese ci vuole, ti rimette in armonia con l'universo. Però da lì ad illudersi di aver trovato l'amore eterno, ce ne passa, è come pretendere di stare tutto il giorno sull'ottovolante. Sveglia!!!

dimanche 26 février 2017

Forse fu per bisogno o per buon esempio

Nella quantità di persone difficili da sopportare ci sono quelle che riescono a farsi un film partendo da un indizio insignificante, su cui sviluppano illazioni e sospetti. Normalmente le donne sono maestre in questo tipo di attività, ma posso assicurare che anche certi uomini non scherzano. Se la cosa finisse lì andrebbe anche bene, il problema è che questi soggetti si sentono in dovere di esibire la conseguente sentenza, sputando acredine come naturale effetto della loro maieutica. Per esempio se ti chiamano al cellulare, o mandano un sms, non importa a quale ora, e non ottengono risposta immediata, magari perché stai lavorando oppure guidando lo scooter ed hai lasciato il cellulare nel baulotto, o semplicemente sei una persona che non vive all inclusive, con il cellulare sempre a meno di un metro, allora partono per la tangente immaginandoti impegnato in una tresca, in qualche ritrovo del vizio, intenzionato a non rispondergli apposta, per ferirli nella loro egoreferenzialità, perché loro hanno lo smartphone e sono connessi a whatsapp, quindi vedono messaggio, spunta verde, blu, risposta e contro risposta, e tutto questo lo vogliono SU-BI-TO. Quando si arriva a questo livello di infermità, non servono giustificazioni, ma anzi ogni scusa avvalora la tesi e peggiora la situazione.
A questo punto perfino scivolare nell'accondiscendenza risulta deleterio, perché si finisce in una situazione 'sporca', dove bisogna fornire continue spiegazioni, rassicurazioni, conferme, instaurando un clima che non mi piace. Non sono buone premesse per costruire un'interazione tra persone adulte.
E poi, ma questo è facoltativo, è assai utile salutarli con un vaffanculo che ha il solo effetto di certificarli nelle loro convinzioni, ma vuoi mettere la soddisfazione!

dimanche 19 février 2017

E molte sono quelle cose delle quali ci dobbiamo (con)fidare

Marta ha iniziato la chemio, lo comunica con grinta, improvvisamente il suo mondo cambia prospettiva e ogni altra rogna sbiadisce. Non è sola, ha la sua famiglia, ma forse è preoccupata proprio per loro, dovrà combattere, ci riuscirà? Non lo so, dice che i suoi figli saranno la sua forza, a me pare siano troppo piccoli per esserlo, penso che la sua forza non dovrebbe veicolarla ad altri, egoisticamente dovrebbe essere lei stessa la sua forza. Ma poi è solo una questione di punti di vista. Marta è sempre stata una persona allegra, serena, lieve, e adesso che persona diventerà? è sempre stata molto credente, e se la sua fede l'aiuterà ad affrontare questa malattia ben venga; la fede servirà a tenerle alto il morale e la voglia di vivere, che importanza può avere se poi uno è credente per convenienza, per convenzione o per virtù dello spirito santo che ha operato in lui, (cit.). È una cosa interiore, da fuori nessuno può saperlo davvero il vero vero motivo.
Cosa c'è di male se poi è un'illusione e dopo morto scopri di esserti ingannato, questo mi dicevo, e nessuno è mai tornato a dirlo. Così stamattina riflettevo sulla fede, mentre mi imbattevo nel solito banchetto sotto ai portici, l'ho notato partendo dalla scarpa RottermeierStyle di una delle addette al sorriso ai miscredenti; chissà dove le fanno quelle scarpe lì, forse qualche fondo di magazzino dell'epoca d'oro delle governanti; sono sempre in due, a volte tre, sorridono e parlano tra loro, mai insistenti; presidiano. Non sono quegli imbonitori da mille non più mille, loro stanno per strada con una bibbia in mano, ed al massimo ammoniscono dall'otto per mille ai cattopreti, stanno lì come a dire: se vuoi dio è qui che ti aspetta.
Ma loro ci crederanno davvero? Ho sempre sostenuto la tesi dell'autoinganno in queste cose intangibili. Lascio nell'aria il mio dubbio e proseguo, poco più avanti fuori dall'ufficio postale, la zingara dai denti d'oro ringrazia una signora che le ha dato una moneta con un sonoro: dio-te-benedica-siniora!
Ecco, mi son detto, dio usato per far soldi, è un peccato? Un inganno come certificherebbe un ateo o un'incognita come direbbe un agnostico? Il dubbio ricompare; eppure quella signora caritatevole che ha alimentato la lobby delle zingare mendicanti dai denti d'oro, oggi passerà una giornata con la protezione di dio, tipo ombrello. Qualcosa di invisibile e intangibile, inconoscibile a detta di molti, a meno di non aver passato anni e anni in seminario, una cosa su cui non è bello dubitare per non attirarsi negatività. Tuttavia quando rifletto su queste faccende non posso fare a meno di pensare ai Fugger ed al loro discutibile metodo per salvare le anime dei credenti, così ben evidente in: Luther - genio, ribelle, liberatore, un film che più che biografico considero divulgativo, non a caso prodotto negli Stati Uniti.
Non potendo far nulla di nulla per Marta mi son detto: potrei appellarmi alla bontà divina, e dirle che prego per lei; ma lei sarebbe più serena sapendo che io la raccomando all'altissimo? Proprio io poi, oppure quello sereno potrei essere io, non facendo di fatto nulla di utile e concreto, ma impegnandomi in qualcosa di poco faticoso. Magari il mio animo ne risulterà risollevato, come avessi compiuto una buona azione; in fondo l'essere umano cerca serenità, protezione contro l'ignoto e non trovando certezze inventa divinità e spiriti santi, che dovrebbero proteggerlo. Ma Marta ci crede e tutto questo ha un sapore atavico, misterioso.

dimanche 12 février 2017

Occasioni d'amore perdute

"Un tempo lo amavo. Lo amavo! Un giorno io e te dovremmo discutere un poco su questa faccenda chiamata amore, perché, onestamente, non ho ancora capito di che cosa si tratti. Il mio sospetto è che si tratti di un imbroglio gigantesco, inventato per tener buona la gente e distrarla. Di amore parlano i preti, i cartelloni pubblicitari, i letterati, i politici, coloro che fanno all'amore e parlando di amore presentandolo come toccasana di ogni tragedia, feriscono e tradiscono e ammazzano l'anima e il corpo. Io la odio questa parola che è ovunque ed in tutte le lingue. Amo camminare, amo bere, amo fumare, amo la libertà, amo il mio amante, amo mio figlio.
Io cerco di non usarla mai, di non chiedermi nemmeno se ciò che turba la mia mente e il mio cuore è la cosa che chiamano amore.
Infatti non so se ti amo... guai se ti regali a qualcuno in nome di quel trasporto!"

(O. Fallaci - lettera a un bambino mai nato)

Il matrimonio è fondato sul ricatto, ho iniziato a sospettarlo osservando i miei vicini di sotto; gente che sino a ieri ha ballato la tarantella davanti a una capanna e oggi si premura a far sceneggiate ogni tre per due a beneficio di tutto il vicinato. Alcuni li chiamano anche rompicoglioni,, ma a me pare un eufemismo riduttivo.
Lei fa la casalinga disperata, lava, stende, stira, guarda le telenovelas ad alto volume, pulisce casa, passa l'aspirapolvere sul pianerottolo, fa la spesa, cucina, ascolta Gigi D'Alessio ad alto volume, mentre frigge la qualsiasi urla cose da fare al figlio babbeo, e sgrida i cazzo-cani che la ricambiano abbaiandole. Poi ogni sabato sera, litiga con il marito appena rientra dal lavoro, per farlo usa i modi e le frasi dei talk show che ha guardato in tv durante l'ora di pranzo, poi sbatte la porta della cucina un paio di volte e va in camera da letto a guardare la televisione, nel frattempo lui anziché ficcarsela per fare pace, si mette sul divano in salotto a guardare la televisione ad alto volume sino a domenica sera, alzandosi solo per montare i bastoni delle tende per cui hanno litigato e portare fuori i cazzo-cani perché quando abbaiano in casa gli danno fastidio. La faccenda si ripete ogni sabato, nei secoli dei secoli. Amen.
Perché lui non la sbatte fuori di casa? Semplice, le serve una che gli faccia trovare la biancheria pulita e stirata, il mangiare fatto e fritto come faceva la mamma-suocera e all'uso si faccia ficcare quando ne ha voglia. Perché lei non se ne va via? Perché le serve uno che mangi la sua roba fatta e fritta parlando a bocca piena, e le allunghi i soldi per comprarsi vestitini a fiori che sembrano dei copribottiglie, e la porti in giro con l'auto nuova quando esce dal parrucchiere.
Perché il figlio non si toglie dal cazzo invece non l'ho capito, ma essendo un babbeo è inutile cercare spiegazioni.
Altra faccenda, quelli del quarto piano, lei ha fatto la casalinga per tutta la vita, lo dice quando litiga con il marito, TU-MI-TRATTI-COME-UNA-SERVA, gli urla sempre, soprattutto quando sono a pranzo in cucina con la finestra aperta, e lui non dice nulla, perché probabilmente è vero, a volte le dice con voce alterata: NON MI DEVI ROMPERE I COGLIONI, e poi esce sbattendo la porta. Tuttavia lei tollera, sopporta e prosegue, perché si è abituata, che altro potrebbe fare? questo lo frigna solo alla sorella al telefono, ma solo dopo che lui è uscito per fare le commissioni... il resto della storia lo trovate qui.

A volte mi chiedo: ma queste persone lo avrebbero mai immaginato che sarebbe finita così, che lentamente ma inesorabilmente avrebbero lasciato deteriorarsi il loro rapporto di coppia sino a questo punto? O forse gli sta bene così, e quello che da fuori sembra qualcosa di malato è invece una qualche forma di equilibrio di ruoli e compiti? Non lo so, ma so per certo che non vorrei mai trovarmi in situazioni come queste.