I volontari scarseggiano, almeno stando ai vari rapporti delle associazioni che se ne occupano. E per parte mia ho smesso quando mi sono reso conto di assistere al solito loop, una tela di Penelope; sempre le stesse problematiche irrisolte, manca personale, le risorse si sprecano, i furbetti ci marciano, e si presta servizio con l'ansia di trovare un benefattore. Nell'attesa ci si arrangia alla meno peggio. Così la motivazione latita.
È giusto tutto questo? NO.
Poi ho iniziato a riflettere meglio sulla gestione dei volontari in Italia. Celebrato come il pilastro della civiltà, da una prospettiva cinica, il volontariato è un meccanismo che perpetua le disuguaglianze.
Il volontario offre lavoro gratuito, spesso per mansioni che dovrebbero essere retribuite. Questo crea un abbassamento del valore del lavoro. Perché un ente dovrebbe assumere un professionista pagandogli contributi e salario, se può ottenere lo stesso risultato gratis, con i volontari?
E inoltre: se i cittadini si organizzano da soli per curare i beni comuni, lo Stato o il Comune, si sente autorizzato a disinvestire in quei settori. Il risultato è la privatizzazione del welfare: i diritti che dovrebbero essere garantiti a tutti vengono trasformati in atti di carità, che dipendono dalla disponibilità dei volontari.
In ambito ambientale, il buonismo diventa una merce per ripulirsi la coscienza, senza mettere in discussione il proprio stile di vita.
E poi molti problemi sociali richiedono competenze tecniche, psicologiche specifiche. Il volontario, armato solo di buone intenzioni, spesso interviene in modo superficiale.
Il volontariato è il lubrificante di un sistema ingiusto. Permette a una società diseguale di continuare a funzionare senza mai dover affrontare il problema alla radice: la distribuzione della ricchezza e la responsabilità pubblica. Finché ci sarà bisogno di volontari, significa che la politica e l'economia hanno fallito. Celebrarlo come un valore assoluto significa celebrare quel fallimento.
una volta poi i volontari erano infervorati dall'amore patrio
RispondiEliminaPer non parlare della sindrome rancorosa del beneficiato
EliminaHo lavorato 40 anni con ditte svedesi, norvegesi e danesi. Per questi popoli il volontariato è la vergogna di uno stato che non è in grado di gestire i cittadini. Loro la pensano così e da quando nascono fino alla morte lo stato è presente. Piccolo particolare tutti e dico tutti pagano le tasse.
RispondiEliminaIl nord Europa vive con canoni sociali e morali che in Italia sono fantascienza.
EliminaQuanto ai soldi che arrivano nelle casse pubbliche tramite le tasse, direi che non sia tanto questione di quanti sono, ma di come sono usati e sprecati, e di come vengano sistematicamente rubati.
Qui nella compagnesca Emilia mi stupii perché il volontariato èera/è spesso in parte retribuito.
RispondiEliminaCazz di volontariato è se retribuito?
Pagare un volontario non avrebbe senso alcuno, se non come eventuale (effettivo) rimborso spese, o copertura assicurativa (per altro obbligatoria).
EliminaLa questione nasce invece quando, non volendo assumere personale, l'associazione svicola usando l'entusiasmo del volontario per fare un lavoro che altri farebbero a pagamento.
Il problema delle cose statalizzate è che divengono degli stipendifici nei quali c'è una gara dei più a fare il meno possibile.
RispondiEliminaDa Rosa Canina sento racconti quasi quotidiani di cose orribili, assurde. La scuola è diventato uno stipendificio per molti cazzari, problematici, fancazzzisti, buoni a nulla che, a prescindere hanno lo stipendio assicurato. Un metodo efficace per ottenere il peggio da quelli.
(Anti)modello che è veramente un problema.
Quasi certo che dei volontari non riuscirebbero a fare peggio ovvero farebbero meglio.
Qui a Genova c'è un ospedale pediatrico assai rinomato in cui operano diverse associazioni che utilizzano volontari, tutto meritorio, peccato che spesso, se non sempre, si facciano la guerra tra loro, sovrapponendosi e gareggiando. Il tutto in danno dei beneficiati.
Elimina> per mansioni che dovrebbero essere retribuite
RispondiEliminaMolti volontari sono pensionati.
Molti pensionati usufruiscono di pensioni che non meritano a causa di pochi contributi versati e/o per poco tempo. Insomma, il 90% dei pensionati versa 10 e prende 90, ne deriva IP deficit INPS di 18 miliardi euro/anno.
Di fatto le mansioni "volontaristiche" sono retribuite dallo stato.