Ogni tanto serve fare una bella pulizia di contatti su tutti i social e sulla rubrica del telefono. Se un tempo rovistavo nei cassetti e nelle scatole delle cartoline, per far posto, gettando lettere e biglietti di gente dimenticabile, oggi scorro FB ed un paio di altre rubriche digitali per scoprire persone di cui mi sono dimenticato semplicemente perché non hanno più risposto ai messaggi.
In queste liste trovo alcuni parenti, avendone molti e sparsi in giro per il mondo è anche facile perderseli, ma la cosa più fastidiosa sono quelli con cui c'è stata una certa interazione, anche interessante, che poi sono passati oltre. Ho pensato: magari gli sto pure sul cazzo e non lo dicono, preferendo defilarsi, salvo poi scoprire invece che mi contattavano per necessità, terminata la quale sono tornato ad essere un parente di vario grado che vive in Italia - al nord - in Liguria - a Genova - in centro - insomma geograficamente utile se parti per la Sardegna o per tutte le logistiche che mi geolocalizzano comodo. Nemmeno la soddisfazione di essere sfanculato per una qualche disfunzionalità familiare. Lo dico perché provate voi a dire la verità a certa gente e poi vedrete come svaporano risentiti.
In passato, si riallacciava, con una lettera, una cartolina, una telefonata. In tempi jurassici perfino un telegramma di condoglianze serviva a ristabilire la connessione.
Oggi lascio perdere e cancello, mi dico: non vale la pena, il tempo, il pensiero a rincorrere le persone, di qualsiasi grado siano. C'era bisogno di spazio ed è stato creato, si è creato, l'ho solo mantenuto libero questo 'spazio'.
Lo spazio serve sempre, anche nei rapporti interpersonali, posso applicare il metodo
Fumio Sasaki - che diventa estendibile a quasi tutto e tutti. E passare da far posto nei cassetti, nella rubrica e poi nella vita, è un attimo. Lo consiglio.