Sembrerebbe sempre più indispensabile la presenza degli psicologi scolastici, al pari di un presidio medico permanente. Sarà che il disagio mentale è in aumento esponenziale pure tra gli adolescenti, e mentre prima si limitavano a drogarsi, adesso sconfinano in atti di violenza verso insegnanti e compagni di classe; è iniziata una nuova frontiera, bisogna prenderne atto.
In rete e sui giornali si leggono moltissimi commenti, perché come sempre accade in questi casi, improvvisamente tutti, pure il bidello, diventano esperti educatori, tutti con la soluzione definitiva pronta in tasca. Perfino Valditara ha trovato la risposta immediata, proponendo i metal detector per le scuole. Costi non pervenuti, ma sembra lungimirante come il classico dito nel foro della diga.
Poi ci sono quelli che farneticano sull'integrazione, da opporre alla 'cultura del coltello' che già chiamarla così puzza tremendamente di normalizzazione. Nemmeno fossero bracconieri a caccia di pellicce anziché alunni minorenni che entrano in classe.
Ma le grandi assenti in tutto questo secondo me sono le famiglie, forse perché i genitori in passato erano capaci di fare il loro mestiere, magari male e con qualche ceffone, ma lo facevano con convinzione e non delegavano all'istruzione scolastica l'intera sfera formativa dei loro pargoli. Oggi sono talmente concentrati su se stessi da essere incapaci di accorgersi del disagio dei figli, perfino incapaci di relazionarsi con loro. Figli che preferiscono andare sul web e darsi in pasto al primo bombarolo disadattato piuttosto che sedersi sul divano del salotto per una sana chiacchierata col padre.
A questo punto l'unica risoluzione è un fenomeno già in atto, il calo della natalità.
Ecco, non fateli i figli se poi vi stanno talmente sul cazzo da abbandonarli alle istituzioni, che siano scolastiche, riformatori o carceri minorili. Non fateli, piuttosto fatevi delle seghe sotto la doccia, andate a puttane, usate il preservativo, fatevi un'amante, ma non procreate perché ve lo ha chiesto il Papa, che lui di figli per altro non ne avrà mai, a lui servono le pecorelle, ma gli servono quelle degli altri. Ecco fatevele due domande quando ascoltate qualcuno che ciarla sulla natalità.
Dopo è anche meglio ascoltare qualche considerazione di una criminologa...