dimanche 12 août 2018

Cose di motori e rumori

Mio padre aveva una Guzzi, una Lodola, la comprò usata da un tipo che dopo un paio di mesi dall'acquisto aveva deciso di venderla perché c'era caduto.
Tutto questo succedeva molto prima che io nascessi, ma quando arrivò il momento, ovvero il primo giorno di scuola, mi accompagnò con la moto. Era una sua tattica e funzionò a meraviglia con tutti i miei fratelli e pure con mio nipote. Era come arrivare al ballo sulla carrozza, all'epoca non si passava inosservati.
Quando fu troppo anziano per andarci la mise in garage, ed ogni tanto andava a farla funzionare, poi si decise a venderla. Non fu una separazione facile.

Di questo periodo ho il ricordo vivissimo dell'odore di benzina che si sentiva uscire dal forellino posto sopra il tappo del serbatoio, del rumore che fa la catena appena ingrani il pedalino della marcia, e poi c'è il rumore del motore; ogni marca ha il suo, e mio fratello il grande, era capace di riconoscere la marca dal rumore del motore. Noi riconoscevamo solo la moto di papà, e quando dal giardino della casa lo sentivamo imboccare la curva che saliva al paese, correvamo in casa urlando: sta arrivando papà! come fossimo in preda ad una qualche misteriosa epifania; e mia madre si asciugava le mani sul grembiule, apriva il cancello ed usciva in strada per aspettarlo.

Così l'altro giorno mentre ero distratto dalle mie faccende sento questo rumore, questo motore che risveglia il mondo dei ricordi assopiti, come un campanello nel silenzio afoso del pomeriggio.
Una Lodola, capitata qui chissà come, chissà da dove... passa e va via.

E la radio suonava questa canzone...




4 commentaires:

  1. Indimenticabile! Che bella l'idea di portarvi in moto il primo giorno di scuola!

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  2. in pratica hai abbattuto il confine con la quinta dimensione...

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    1. e senza fumare nulla :P
      è incredibile uno sbarazzo quante cose riesca a smuovere

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