dimanche 22 juillet 2018

Noi invece ascoltavamo Debussy


Non può essere cattiva una che suona Debussy in questo modo!

Lo diceva ZiaMaria mentre nelle sere d'estate restavamo seduti in terrazza ad ascoltare la Lorenza che si esercitava per il saggio al Conservatorio. Nel nostro immaginario di bimbetti quella ragazza poco più che adolescente, dallo sguardo altero e la pelle di luna, era irraggiungibile e somigliante ai ritratti femminili di Modigliani che erano sul calendario della stanza dello stiro.

A seguire profumo di gelsomini e caffè.

Ho sempre ammirato la Lorenza, per la serenità imperturbabile che possiede, anche dopo la morte di sua madre; ed oggi che anche lei è mamma vedo le somiglianze, nei gesti e nel sorriso. Penso che ZiaMaria ci vedesse lungo e sapesse già allora di quell'amore che passa le generazioni e attraversa il tempo (lo racconta bene Euridix), come quella musica attraversava l'aria fresca delle sere estive e ci faceva sognare. Traspare in una carezza, o nella dolcezza di uno sguardo, in un gesto distratto, un tesoro che si trasmette nostro malgrado.





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