dimanche 15 juillet 2018

Lettere da Casa della Rosa

Deus nobis haec otia fecit ... (*)

È un elogio della vita campestre, ritirata e tranquilla. Oggi, talvolta, questa frase si legge sui portoni d'ingresso di qualche casa di campagna usata per trascorrervi le ferie; alcuni la leggeranno sul sovrapporta d'ingresso di quella che in paese chiamano Ca' da' Rosa.

Ci sono luoghi in cui mi sento a casa, ed in cui tendo a recarmi spesso, senza motivo apparente, perfino trovando pretesti labili per andarci, di contro ci sono luoghi in cui non vado più perché custodiscono malinconie.

Così è stato per la casa della rosa, che non si è mai saputo se fosse il nome dell'ultima abitante prima del lungo abbandono in cui la trovammo, o se fosse per quell'unico ospite spinoso che da tempo immemore si era arrampicato sulla balconata del primo piano, fiorendo quando ne aveva voglia.

La casa della rosa è stata per moltissimi anni custode delle nostre estati, complice delle nostre adolescenze, testimone di amori fugaci, compiti e letture, sfide a pinnacola, lezioni di cucito e gare di cucina, temporali pomeridiani passati a giocare a Monopoli e serate sotto la pergola a bisbigliarsi segreti. Quando è arrivato il momento di abbandonarla al silenzio, lo abbiamo fatto con la consapevolezza che il nostro tempo con lei era terminato, e a malincuore le regalammo i giorni lenti delle case poco abitate.

Così mentre nelle sue stanze le stagioni scorrevano lievi, impolverando ricordi e sbiadendo fotografie, noi macinavamo dolori, ed era chiaro che sarebbe arrivato il momento di consegnarla ad altri cuori, pagina bianca su cui scrivere nuove storie, tavole da apparecchiare con risate e sorrisi, profumo di crema solare e cappellini di paglia.

E così abbiamo fatto, attendendo ad un cerimoniale occulto in cui la rosa arrogante è testimone silenziosa.




(*) un dio ci ha donato questi ozi. (Virgilio).

7 commentaires:

  1. Mi piace di questa lettera la nitidezza sentimentale (il legame con la casa) e la sfumatura dei margini che lasciano ampia fantasia al lettore (personalmente non penso fosse una casa di tua proprieta' ma un luogo di ritrovo quasi clandestino per un gruppo di coetanei, te compreso)
    massimolegnani
    (orearovescio.wp)

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    1. era una casa ad uso famiglia, essendo noi numerosi ci andavamo a turno con zii e cugini... e conseguenti amici.

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  2. Fa un po' Giardino dei Finzi Contini...
    Ti saluta l'insetto marrone! ;)

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    1. Si la malinconia è la stessa, manca Micol.
      e tu?, sempre a caccia di scarpe inadatte?

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  3. Un dio ha fatto per noi questa vita tranquilla...
    Come ti sembra?

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    1. non saprei, tenuto conto che Virgilio era pagano potrebbe riferirsi a Zeus

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