dimanche 6 mai 2018

Bechstein

A volte basta pochissimo per precipitarmi in un mondo di malinconie, nostalgie e ricordi, perfino non miei, ma ugualmente coinvolgenti. Farsi un film è un attimo...

In alcuni casi serve una vecchia foto o una cartolina, una vecchia lettera, un paio di pagine di un giornale ingiallito, altre volte un oggetto dall'aspetto vissuto... questa volta è il pensiero di un amico che vende pianoforti, che butta su FB un paio di righe...

Ecco un C.BECHSTEIN (1940/1941...fatto quindi prima dei bombardamenti) modello "L" (170cm) in conto vendita.
Gemello del mio (del '56) in ogni dettaglio, agraffes sul somiere fino all'ultima corda! 
...lavoro certosino.
Un gioiello con pochissimi segni d'uso e con tantissimo futuro davanti...
(avrà passato tanta vita a sostener fotografie di famiglia ? 🤔 😥 😔 😕 )






Così ho subito pensato a Il pianista, film del 2002 diretto da Roman Polański, tratto dal romanzo autobiografico omonimo di Władysław SzpilmanQuante potrebbe raccontarne un pianoforte scampato alla Germania Nazista?

6 commentaires:

  1. Ho visto il film e letto il libro.
    Tutte le cose scampate potrebbero raccontare mondi.

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    1. Il libro l'ho letto solo dopo aver visto il film... belli entrambi.

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  2. Gli oggetti scampano molto più degli uomini alla crudeltà, è un vero peccato non possano parlare...

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    1. alcuni lo fanno... a me torna sempre in mente una novella di Maupassant in merito...

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    1. "Vecchi oggetti", ma poi c'è anche "La collana" che riprende il tema... a quanto pare ne era affascinato pure lui.

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