dimanche 22 avril 2018

E poi ci son quelli che... diobono!

A me non piace quando due persone si allontanano nell'indifferenza, sono un tipo semplice, preferisco un bel vaffanculo, se ce n'è motivo ovviamente, in questo caso sono per le cose definitive. Questa pratica è poco tempo che la percorro, però ne sono sempre più convinto e porta un sacco di soddisfazioni collaterali, tra esse l'esigua probabilità di riallacciare rapporti tossici, ma è anche vero che esistono le eccezioni.

Alcune persone (amici se vogliamo chiamarli in questo modo), si perdono di vista un po' perché c'è altro da fare e un po' perché scatta il famoso cambiamento asincronico, ma è roba spessa, ne parliamo un'altra volta.

Così Obert, lentamente l'ho dimenticato, classificandolo nella categoria degli sciatti&mediocri, messo tra quelle persone scipite che rimuginano sull'età non appena gli nasce un figlio, che si sentono vecchi per posa e per sentirsi dire: ma-dai-non-è-vero! A suo carico avevo rubricato un paio di situazioni fastidiose, recuperando questioni irrisolte, abbastanza per poterlo rimbalzare caso mai mi fosse ricapitato tra i piedi; poi ogni tanto lo scorro su FB, e mi riconfermo nel giudizio, (lo so che è una motivazione di merda, ma davvero se vedeste le puttanate che ha sul profilo mi capireste).

Perché va bene essere amici di vecchia data, ma se le occasioni per vedersi coincidono solo e sempre con dei favori da chiedere... allora mi sento legittimato... prima, a farmi girare i coglioni, e poi a trovare una scusa, più o meno plausibile, per rifiutare.

A novembre se n'era uscito con un lavoro FAN-TA-STI-CO pagato ben 3 euro all'ora, roba che a me veniva da ridergli in faccia, ma lui era serio serio e ripeteva convinto che con quella ditta voleva stabilire un rapporto di collaborazione. Ha detto testualmente: voglio metterci un piede dentro... ed io sempre testualmente ho risposto: basta che poi non mi dici: tanto porta fortuna!

TU avevo argomentato poi... NON IO; quindi dai del tuo e non venirmi a cercare per fare beneficenza con la scusa dell'amicizia. Che poi diciamolo, una ditta che paga tre euro all'ora per un lavoro che devono fare necessariamente due persone, che razza di collaborazione futura può darti?

Ora se ne esce che ha urgente bisogno di una persona per una faccenda dal notaio. E me lo dice come se io passassi le mie giornate seduto al tavolo ad aspettare di essere chiamato, per presentarmi, vestito come un pinguino, nello studio di un notaio massone, uno di quelli che si mettono i mocassini di velluto blu senza i calzini e stanno seduti dietro alla scrivania Luigi XV (copia ottocentesca) ed alle spalle hanno la targa del Rotary Club (che la segretaria lucida giornalmente), assieme alle miniature su pergamena dei bestiari medievali incorniciate in ciliegio dalle Dallai e robe così.

Me lo chiede con certezza del mio assenso, dandolo per scontato, per dovuto, in virtù di non si sa bene quale favore da rendere, lo dice velocemente, con il tono odioso con cui certi dicono: mi serve per ieri... e si aspetta che io mi senta gratificato per l'opportunità, ed anzi accetti subito l'offerta contribuendo a tranquillizzarlo per tutta l'ansia e la sprescia che mette sempre quando si sveglia a fare le cose all'ultimo momento.
L'ho lasciato dire... lui inzuccherava ed io zitto.

Poi.

Ho inventato una scusa, un... non posso... generico, tralasciando troppe spiegazioni per altro non dovute. Principalmente perché se ho altro da fare non mi sento tenuto a rendicontare.
Lui ha insistito, come nemmeno avessi parlato, e in questi casi mi da fastidio dover ribadire: oh mi spiace ho già un impegno! al posto di un sonoro: non me ne frega un cazzo arrangiati!
Ma il periodo lo imponeva, siamo in epoca austera e bisogna monetizzare anche il tempo, sopratutto il mio.
Così gli ho risposto sgarbato.

Così gli ho anche consigliato che si cercasse altri, giusto per evitargli di dirmi: quando ti va bene? MAI ovvio, poi era urgente e quindi non aveva molta scelta.
C'è rimasto male, poi ha fatto il supirior in un modo stupido che mi ha ricordato certe bimbette quando si stizzano e nascondono la bambola dietro la schiena, roba da volpe e uva insomma.

E mentre lo salutavo oltre a chiedermi con fastidio: ma con che cazzo di gente mi accompagnavo? perché nel mio pensiero ho usato subito il passato, (cosa da non sottovalutare), ho pensato al sollievo di non averlo più tra i piedi con le sue richieste urgenti, in virtù di quell'aver imparato a dire: NO.

6 commentaires:

  1. pensa... magari era per una mega vincita all'otto... e al testimone toccava una percentuale... prima sempre meglio chiedere dettagli!!!
    POI, rammaricarsi per l'impossibilità!
    partecipazione, te lo dico sempre... ci vuole un pizzico di partecipazione;

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    1. sono in fase negativa... sarà per via dello sbarazzo(?)
      mi consolerò (spero) vedendo la casa trasformata in un brocantage.

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  2. Nonostante io sia una che tende al blando (credo di essere pavida di fondo), negli ultimi due anni, a causa di grosse sberle in faccia, ho fatto tagli ovunque. Devo dire che va decisamente meglio...

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    1. ti capisco ... senti, hai mica bisogno di un orologio da cucina di design in vetro e acciaio? ne ho uno bellissimo e vien via con poco :P

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  3. Sottoscrivo tutto.
    Forse sto diventando una belva, ma devo confessare che è anche divertente quando nessuno si aspetta da te certe reazioni di sincerità fragorosa.

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    1. io sto imparando a non essere accondiscendente, per me è una cosa nuova... dire: no! ti toglie da un sacco di rogne.

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